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Riforma pensioni oggi 12 novembre 2017: L.d.B 2018, incontro governo e sindacati, Ape, età pensionabile, AdV

Riforma pensioni, oggi 29 agosto 2017. Un nuovo importante incontro tra governo sindacati sul fronte pensioni e previdenza è in programma per domani, mercoledì 30 agosto 2017. I sindacati cercheranno di incalzare il Governo, anche sullo stop nel 2018 dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita, in discussione anche un rafforzamento della dote per l’Ape social, alla luce del boom di domande pervenute all’Inps. Al momento, però, le sole due misure quasi sicure sono il bonus contributivo (2-3 anni) per agevolare l’accesso all’Ape alle donne e, sul fronte della previdenza complementare, l’incentivazione della Rita (Rendita integrativa temporanea anticipata).

Pensioni anticipate donne e Ape donna, le news di Orietta Armiliato.

Fautrice e sostenitrice dell’Ape donna anche Orietta Armiliato, del  gruppo Facebook Comitato Opzione Donna Social, che nell’ultimo post ha ribadito la volontà di proseguire nella battaglia a tutela delle lavoratrici, per l’approvazione di nuovi strumenti di pensionamento anticipato per le donne:«È importante portare avanti istanze sostenibili per ottenere flessibilità come noi del CODS da tempo stiamo facendo. Con la scorsa LdB si è aperta una breccia in quella che sembrava una riforma “inespugnabile” siamo certi che Commissioni, Governo e Sindacati sapranno proseguire il cammino intrapreso e, anche quest’anno, lavoreremo insieme per apportare modifiche ed aggiustamenti vantaggiosi per la più ampia platea possibile. #lavorarePerlavorareCon».

Riforma pensioni, misure per i giovani: le ultime news in vista della legge di Bilancio.

Secondo quanto riportato da Repubblica, il prossimo sarà l’anno dei giovani, con bonus permanenti da inserire in finanziaria per incentivarne l’assunzione stabile: li reclama a gran voce Confindustria, e li chiedono i sindacati. Ernesto Carbone, responsabile del dipartimento Sviluppo economico del partito ha dichiarato: “I soldi per intervenire sulle pensioni, a partire dalle minime, e per allargare la platea dell’Ape sociale sono già stanziati”.”Non scordiamoci del tesoretto lasciato dal governo Renzi e del gruzzolo che si sta formando grazie alla ripartenza del Pil. Un intervento sulla previdenza non è incompatibile con le risorse da destinare ai giovani”.

Pensioni anticipate, Ape social, rivalutazione, aspettativa di vita: le ultime novità.

Intanto, l’agenda delle richieste si infittisce giorno dopo giorno. L’Ape sociale, sottolinea Repubblica, il meccanismo per anticipare la pensione di 3 anni e 7 mesi ai lavoratori più fragili, è andata bene, forse andrà rifinanziata, se le richieste saranno oltre le più rosee attese, e comunque andranno agevolate le donne. Se l’inflazione tornerà ad affacciarsi poi, sarà necessario riaprire il cantiere della rivalutazione degli assegni per tutti, fermi da anni. C’è poi l’adeguamento dell’età di uscita all’aspettativa di vita che galoppa, salirà a 67 anni nel 2019. Il fronte bipartisan (Damiano-Sacconi) chiede di bloccarlo. In merito, il responsabile economico del Pd, Tommaso Nannicini, non esclude che si possa fermare per alcune categorie, ad esempio i nuovi assunti e chi fa lavori gravosi.

Pensioni e riscatto di laurea, le ultime news ad oggi 29 agosto 2017.

Sul fronte riscatto gratuito degli anni di laurea, secondo il il sito Lavoce.info la possibilità di “regalare” agli studenti universitari qualche anno di contributi previdenziali è una risposta “iniqua e inefficiente” per affrontare le difficoltà dei giovani nel mondo del lavoro”. Per il sito Lavoce.info il riscatto gratuito della laurea è la “peggior risposta possibile”. Le argomentazioni de Lavoce.info, destinate a sollevare polemiche, sono che: “l’università in Italia è già, nella maggior parte dei casi, abbondantemente finanziata dallo Stato dato che gli studenti universitari e le loro famiglie usufruiscono di un abbattimento delle rette finanziato dalla fiscalità generale (anche da parte di chi non studia); inoltre, i laureati possono accedere a lavori meno duri dei non laureati e quindi potrebbero certamente lavorare più a lungo; infine, i laureati, secondo molte ricerche, appartengono a classi sociali più elevate, quindi una misura del genere sarebbe oltremodo regressiva”.

Per Lavoce.info tra l’altro la sua applicazione pratica risulterebbe “fortemente criticabile”. La “proposta governativa prevede che il riscatto gratuito andrebbe limitato a coloro che finiscono gli studi nei tempi stabiliti, con l’eccezione per chi è fuori corso ma non per “cattiva volontà”; inoltre a beneficiare del riscatto gratuito dovrebbero essere soltanto i nati tra il 1980 e il 2000″ creando una discriminazione verso coloro che sono nati prima del 1980: “a grandi linee, la prima coorte che ha cominciato a lavorare dopo il 1995 (anno di introduzione del metodo contributivo) dopo aver conseguito una laurea, dovrebbe essere quella del 1972”. E “come trattare – aggiunge l’articolo – coloro che, magari anche del 1981, stanno già riscattando a proprie spese gli anni di laurea?”. Una discriminazione deriverebbe anche dal disciplinare l’eventuale diritto in base alla durata del corso di studi. Il riscatto dovrebbe essere limitato al numero minimo di anni per conseguire la laurea (da 3 a 6, quindi), indipendentemente da quanto uno studente ci ha messo a laurearsi.

Pensioni, legge di Bilancio, pensione di garanzia, misure per i giovani: le news di Cesare Damiano.

Le ultime news dal fronte pensioni vengono fornite dal  presidente della commissione lavoro alla camera Cesare Damiano, che parla della cosiddetta pensione di garanzia:”Alcune resistenze del Governo sull’inserimento del tema della previdenza nella prossima legge di Bilancio paiono per fortuna in via di superamento. Pensioni e lavoro per i giovani debbono camminare a braccetto perché sono complementari. Un segno fondamentale sarà ‘l’innesco’ da subito della ‘pensione contributiva di garanzia’ che dovrà assicurare un risultato previdenziale dignitoso per le generazioni che hanno cominciato a lavorare dal 1996, quando è iniziato il calcolo contributivo, e che hanno subito e subiranno gli svantaggi del lavoro discontinuo e dei bassi salari”.

In sintesi, prosegue, “se sei un lavoratore povero, sarai un pensionato povero. In secondo luogo, andranno soddisfatte tutte le domande per l’Ape sociale e quelle dei lavoratori precoci, che sono andate oltre il numero previsto dalla legge di Bilancio dello scorso anno. Inoltre, andrà prevista una normativa specifica che riconosca periodi contributivi per il lavoro di cura delle donne”. “Infine, andranno rifatti i calcoli per quanto riguarda l’innalzamento dell’età pensionabile di 5 mesi a partire dal 2019: il Governo non può ignorare che nel 2015 c’è stato il calo imprevisto dell’aspettativa di vita”, conclude.

Lavoro, occupazione, misure per i giovani: le news di Carmelo Barbagallo.

Le ultime news sul fronte lavoro ed occupazione, vengono fornite dal leader della Uil Carmelo Barbagallo, che dichiara: “Confindustria pensa alla quantità io invece penso alla qualità dell’intervento: se continuiamo sempre con bonus temporali possiamo metterci tutti i soldi che vogliamo ma la preoccupazione è: alla fine dei 3 anni che succede?”. Così Barbagallo sul bonus-assunzioni per i giovani che il Governo sta studiando. “Serve un taglio strutturale” del costo del lavoro, dice all’ANSA: “Non si fa occupazione per decreto: non credo che solo attraverso la decontribuzione si possa fare nuova occupazione, al massimo si fa emergere un po’ di lavoro nero”.

Preoccupa poi l’ipotesi di un tetto di età: una bonus così “non risolve il problema, scontenta tutti ed è pure costoso. Guardiamo al Sud dove i giovani disoccupati superano abbondantemente i 35 anni”. Recuperare le risorse bruciate da evasione e corruzione è la base per una proposta unitaria dei sindacati al Governo, nel 2018: “Con Cisl e Cgil apriremo una grande vertenza fiscale, per una riforma seria, recuperando tutte le risorse occultate”.

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