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Amnistia, indulto, carceri e detenuti, le ultime news ad oggi 18 settembre 2017

Amnistia, indulto, carceri: le ultime news ad oggi 30 agosto 2017. Sono 103 le sottoscrizioni alla proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere dei magistrati raccolte dalla delegazione del Partito Radicale in visita al carcere sardo di Tempio Pausania, dove 170 detenuti hanno anche aderito al Grande Satyagraha – digiuno di dialogo – promosso in primis da Rita Bernardini per la riforma dell’Ordinamento Penitenziario. Invece 130 quelle raccolte a Sassari.

La situazione carceraria sarda soffre di un grosso problema da anni, ossia, come sottolinea Il Dubbio, manca il Garante Regionale dei Detenuti Si tratta di “una questione evidentemente emblematica sulla quale da anni le istituzioni regionali della Sardegna latitano”, racconta a Il Dubbio Irene Testa, membro della Presidenza del Partito Radicale; eppure, ci dice, “la legge regionale del 7 febbraio 2011, n. 7, prevede un “sistema integrato di interventi a favore dei soggetti sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria e istituzione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”.

Tra le finalità principali della legge leggiamo che “La Regione autonoma della Sardegna, nell’ambito delle proprie competenze, concorre a tutelare e assicurare il rispetto dei diritti e della dignità delle persone adulte e dei minori presenti negli istituti penitenziari o ammessi a misure alternative e sostitutive della detenzione [..]”. “Come Partito Radicale abbiamo sollecitato più volte questa domanda, ottenendo solo il silenzio: l’ultima volta con una lettera del 2015 di Maurizio Turco indirizzata al Presidente della Regione Francesco Pigliaru in cui si chiedeva di incaricare quanto prima il Consiglio Regionale a lavorare per l’attuazione delle legge”, sottolinea la Testa.

Carceri, la situazione in Lombardia: la risposta di Luigi Pagano, Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Lombardia.

Intanto, in Lombardia, sul fronte carceri giunge la risposta, pubblicata da Ristretti Orizzonti, del Dott. Luigi Pagano, Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Lombardia, alla email inviata il 26.8.17 da un Detenuto Ignoto per chiedere il miglioramento le condizioni di detenzione in Lombardia.”Gentili Signori, ho ricevuto il vostro appello e, spero, non vi siano dubbi sull’impegno e l’attenzione che l’Amministrazione Penitenziaria nazionale e quella che dirigo in sede regionale pone nella ricerca di soluzioni intese a migliorare la vita all’interno dei nostri istituti. E a onor del vero, le acclarate difficoltà esistenti non sono mai state invocate a mò di alibi quale giustificazioni per non operare, anzi credo che molto sia stato fatto nonostante il sovraffollamento e la carenze di risorse.

L’obiettivo primario è sempre stato quello di sensibilizzare non solo il personale tutto, ma il mondo esterno, la società civile, a forme di collaborazione incisive e costanti, convinti come siamo che solo con l’apporto di tutti si possa realizzare la trasformazione delle carceri da mero luogo di segregazione a comunità dove, fermo restando le garanzie di sicurezza, si perseguono i fini costituzionali di una pena non contraria al senso di umanità e tendente al reinserimento del condannato. In questo, devo sottolineare, per esperienza diretta che in Lombardia ho trovato una particolare sensibilità, ben oltre quello che è il dovere istituzionale, sia da parte della Magistratura di sorveglianza sia degli enti locali tanto da realizzare, insieme, progetti di assoluto rilievo e che possiamo definire all’avanguardia nel panorama nazionale.

Ma sono altrettanto persuaso che molto ancora si possa e si debba fare, ribadisco nonostante le difficoltà, se si realizza una coesione di tutte le forze interessate intorno a obiettivi che si possono comunemente determinare.. mi riferisco a esempio alla prevenzione dei suicidi, visto anche il piano nazionale recentemente varato dalla Conferenza Stato-Regioni il 27/7/17 e pubblicato in GU in data 14/8, alla creazione di opportunità lavorative interne ed esterne. Per questi motivi sono a disposizione per poter discutere sul da farsi, senza pregiudizi, intendendo con voi che ogni investimento nelle carceri sia non solo segno di civiltà, ma ha come conseguenza, da non disdegnare, un abbassamento della recidiva e quindi si traduce in investimento in termini di sicurezza sociale. Grato dell’attenzione, rimango in attesa e porgo i miei più distinti saluti”.

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