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Riforma pensioni, oggi 9 settembre 2017: età pensionabile, pensioni anticipate, Ape, misure per le donne

Riforma pensioni, le news al 4 settembre 2017: il punto di Orietta Armiliato. Manca poco ai prossimi incontri che si terranno tra Governo e sindacati. Il prossimo incontro ci sarà il 5 settembre, ma si parlerà di tematiche del lavoro, mentre i temi pensionistici verranno trattati negli incontri che si terranno il 7 ed il 13 settembre. Puntuale e attento come sempre è il post di Orietta Armiliato del Comitato Opzione Donna. La Armiliato ricorda che il prossimo 7 settembre al tavolo di incontro tra Governo e Sindacati si parlerà della “maggior flessibilità nell’accesso alla pensione”. Nel suo lungo post, Orietta Armiliato riferisce che “Rumors di palazzo confermano, in ogni caso, la volontà di portare avanti il discorso Ape Donna o Ape rosa che dir si voglia dunque, quella che è la nostra istanza e che è stata il motore della costituzione del CODS, sta proseguendo il proprio cammino”.

La Armiliato spiega la sua politica del “passo dopo passo”: “Noi siamo per la politica del “un passo alla volta” e, coerenti con gli obiettivi che ci siamo posti, su quelli abbiamo lavorato e continuiamo a farlo nonostante strumentalizzazioni e critiche che giungono dall’esterno (e.. pazienza! A qualcuno piace pensare che siamo concorrenti e che dobbiamo farci la guerra come accade nel business… un’idiozia ma questo é quello che rileviamo ogni giorno…) ma anche dall’interno da parte di infiltrati, fake e troll vari e di chi, forse, non ha compreso i nostri scopi. Ribadisco dunque che la politica del CODS é quella del “passo dopo passo” perché purtroppo non si può passare un colpo di spugna e riscrivere le norme, perché esistono problemi e strade differenti da percorrere, perché ci sono situazioni che rientrano nelle forme assistenziali e altre che rientrano in quelle previdenziali e noi stiamo provando, ed abbiamo ricevuto attenzione, a coniugare tutto questo per cercare di anticipare l’ingresso alle quiescenza per le donne consapevoli, però, che le bacchette magiche non esistono così come non esistono medicamenti e pozioni magiche risolutive”.

Riforma pensioni, le novità ad oggi: l’Ape. 

Nel prossimo incontro Governo Sindacati si discuterà di uno dei temi più sentiti: quello dell’Ape social e sul pensionamento con 41 anni di contributi. Si discute, inoltre, di misure a favore dei giovani e del sistema contributivo. Chi è entrato da poco all’interno del mondo del lavoro in maniera stabile ha una prospettiva non rosea del futuro in termini di pensione, e per questo il Governo ha proposto di far avere a tali lavoratori un assegno pensionistico di soli 600 euro da poter recepire soltanto dopo i 70 anni di età. Per quanto riguarda l’Ape, il requisito contributivo potrebbe abbassarsi di 12 mesi per ogni figlio nato. In questo modo, fermo restando il requisito anagrafico dei 63 anni, si potrebbe passare dai 30 ai 28 o 27 anni di contributi.

Riforma pensioni, le novità ad oggi 4 settembre: il punto di Cesare Damiano.

Cesare Damiano all’ansa ha commentato le ultime dichiarazioni di Poletti, sottolineando l’importanza che Poletti abbia rivelato che la legge di Bilancio conterrà interventi sulle pensioni. Il tema del lavoro e quello della previdenza, spiega Damiano, “Sono complementari: mandare in pensione anticipata gli anziani significa fare spazio ai giovani nei luoghi di lavoro; incentivare in modo strutturale le assunzioni di giovani a tempo indeterminato, significa garantire quella continuità di lavoro che rappresenta la via maestra per ottenere una pensione dignitosa; realizzare l’obiettivo di una “pensione contributiva di garanzia”, per chi ha cominciato a lavorare dal 1996 e avrà una previdenza calcolata sui soli contributi versati in una vita di lavoro, significa soccorrere coloro che hanno avuto la sfortuna di dover subire un lavoro discontinuo e mal pagato: lavoratori poveri il cui destino sarà quello di diventare pensionati poveri; rallentare l’innalzamento dell’eta’ pensionabile, che porterà i giovani a dover lasciare il lavoro a 70 anni, significa riconoscere che nel 2015, per la prima volta dal dopoguerra, l’aspettativa di vita e’ diminuita e calerà anche quest’anno, se si confermano i dati dei primi mesi: non per un motivo solo demografico, ma perché l’aumento della povertà impedisce a troppe persone di poter curare la propria salute; riconoscere alle donne il valore dei lavori di cura in termini di contributi previdenziali, è un intervento sociale e un parziale risarcimento dopo il brusco innalzamento da 60 a 65 anni dell’età pensionabile, attuato dal Governo Berlusconi, senza che i risparmi ottenuti, nonostante le promesse, tornassero a vantaggio del lavoro femminile”.

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