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Riforma pensioni oggi 12 novembre 2017: L.d.B 2018, incontro governo e sindacati, Ape, età pensionabile, AdV

Riforma pensioni, le ultime novità: firmato il decreto per l’Ape volontaria. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha firmato ieri mattina il Dpcm sull’Ape volontaria. E’ quanto si legge sul sito di Palazzo Chigi. L’Ape volontaria è un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia, erogato da una banca o un’assicurazione in quote mensili per 12 mensilità, che il beneficiario otterrà alla maturazione del diritto. L’Anticipo finanziario a garanzia pensionistica può essere richiesto dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata. Il prestito è erogato da soggetti finanziatori e imprese assicurative scelti tra quelli che aderiscono agli accordi quadro e viene restituito in 260 rate in un periodo di 20 anni mediante una trattenuta che viene effettuata dall’INPS all’atto del pagamento di ciascun rateo pensionistico, inclusa la tredicesima. La restituzione del prestito inizia dal primo pagamento della futura pensione e si completa dopo 20 anni dal pensionamento.

Riforma pensioni, le ultime novità: firmato il decreto per l’Ape volontaria. Tutto quello che c’è da sapere!

Completata la restituzione la pensione sarà corrisposta per intero, senza ulteriori riduzioni per l’Ape. Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza. In caso di decesso dell’interessato prima dell’intera restituzione del debito l’assicurazione versa alla banca il debito residuo. L’eventuale pensione ai superstiti viene corrisposta senza decurtazioni. Il prestito è erogato per un periodo minimo di sei mesi e fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia. Per accedere al prestito occorrono alcuni requisiti. In primis, è necessario, al momento della richiesta avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi; maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi; avere un importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’Assicurazione Generale Obbligatoria; non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

Riforma pensioni, i primi commenti del presidente Cesare Damiano dopo la firma del decreto sull’Ape volontaria.

Dopo la firma del decreto sull’Ape volontaria sono giunti i primi commenti, tra cui quelli dell’onorevole Cesare Damiano, che ha così accolto la notizia: “Gentiloni ha firmato, con qualche mese di ritardo, il Decreto sull’APE volontario: adesso si tratta di renderlo operativo. Molte cose sono ancora da fare, a partire dalle convenzioni con banche e assicurazioni e bisogna affrettate i tempi perché i tassi si stanno rialzando. Si compie oggi, con la firma, un altro passo avanti sulla strada della flessibilità anche se, a differenza dell’APE sociale, si tratta di una misura onerosa per i lavoratori. Ci auguriamo che il Governo stipuli rapidamente le convenzioni per avere un costo cumulato, prestito bancario più assicurazione, non superiore al 4% per ogni anno di anticipo”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

“Lo strumento – prosegue – come è noto, è del tutto volontario e a disposizione di quei lavoratori che ritengono conveniente andare in pensione a 63 anni anche tagliando l’importo dell’assegno pensionistico. Dopo i risultati della passata legge di Bilancio, il tema della previdenza deve essere affrontato nella prossima manovra finanziaria: pensione contributiva di garanzia per i giovani, contributi figurativi per il lavoro di cura, rallentamento dell’aumento dell’età pensionabile”. “Lavoro e previdenza devono andare di pari passo e, soprattutto, non bisogna mettere in contrapposizione giovani e anziani: l’anticipo pensionistico, per chi ha un’età vicina alla pensione, aiuta il turnover e la possibilità di dare un lavoro ai giovani”, conclude.

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