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Riforma pensioni, oggi 9 settembre 2017: età pensionabile, pensioni anticipate, Ape, misure per le donne

Riforma pensioni, le novità di oggi 5 settembre 2017. Le ultime news sul fronte pensioni vengono rilasciate dal ministro del lavoro Giuliano Poletti, che a margine della 43esima edizione del Forum Ambrosetti, in corso a Cernobbio, ha commentato i prossimi interventi sulle pensioni. Poletti ha dichiarato che sulle pensioni ci sono ancora margini di intervento, che “c’è un confronto aperto con il sindacato” e “ci sono diverse tematiche in discussione, quindi considero che su alcuni punti ci sia la possibilità di interventire – ha spiegato ai giornalisti che gli chiedevano se fossero previsti altri interventi nella legge di Bilancio – Naturalmente anche qui oggi facciamo una discussione di merito, riferita a quale tipologia di problemi da affrontare”. “La dimensione economica – ha aggiunto tuttavia Poletti – è un vincolo che naturalmente dovremo tenere in considerazione”.

Riforma pensioni, oggi 5 settembre 2017: pensioni anticipate donne, pensione di garanzia, età pensionabile.

Le ultime dichiarazioni sulle pensioni di Giuliano Poletti vengono viste con favore da Cesare Damiano che sottolinea: “È importante che Poletti abbia ribadito a Cernobbio che la legge di Bilancio conterrà anche interventi sulle pensioni”. Damiano ritiene molto importante la discussione e l’approvazione di una pensione contributiva di garanzia, che può rappresentare una una via di salvezza per coloro che abbiano avuto una carriera lavorativa discontinua. Per Damiano è importante anche rallentare l’innalzamento dell’età pensionabile, nonchè riconoscere alle donne il valore dei lavori di cura in termini di contributi previdenziali, cosa che rappresenterebbe un importante intervento sociale e un parziale risarcimento dopo il brusco innalzamento dell’età pensionabile, senza che i risparmi ottenuti, nonostante le promesse, tornassero a vantaggio del lavoro femminile.

Riforma pensioni, oggi 5 settembre 2017: età pensionabile ed aspettativa di vita.

Sul fronte pensioni ed età pensionabile, in disaccordo on Damiano, Treu e Cazzola, per i quali è sbagliato dare lo stop dell’aumento automatico dell’eta’ pensionabile dal 2019 per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita. Gli esperti interpellati dall’Agi infatti concordano: il sistema non si tocca e il governo deve tenere duro di fronte al pressing dei sindacati. “Non si può alterare questo meccanismo – spiega il neo presidente del Cnel, Tiziano Treu – non sono favorevole. L’adeguamento dell’eta’ pensionabile all’aspettativa di vita deve rimanere perche’, a parte i costi, e’ un sistema che vale in tutta Europa ormai e che non può essere modificato poichè c’è un contingente rallentamento dell’andamento della longevità. Sono meccanismi delicati, non si possono toccare impunemente, al di là dei costi. Capisco che ci siano delle spinte ma è una visione miope contingente”.”Sono contrario alla questione di bloccare l’adeguamento dell’eta’ pensionabile all’aspettativa di vita e mi auguro che il governo tenga duro”, sottolinea Giuliano Cazzola.

Pensione di garanzia per i giovani, le ultime news.

Vengono, invece, viste con favore le ipotesi allo studio del governo per garantire una sorta di paracadute ai giovani con carriere discontinue che rientrano nel sistema contributivo, attraverso l’ipotesi della pensione di garanzia. “E’ un’opzione praticabile abbassare da 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale a 1,2 il coefficiente mentre sarebbe molto rischiosa la riduzione del parametro del 2,8” previsto per gli attuali pensionandi, spiega Cazzola. “La prima operazione – aggiunge – salvaguarda l’età pensionabile prevista per la vecchiaia che va avanti secondo i requisiti. Una riduzione drastica avrebbe costi enormi e un ritocco non so a cosa possa portare. Considero quindi questa seconda ipotesi molto rischiosa e sostanzialmente finirebbe per riaprire anche nel contributivo un pensionamento di anzianità”.

Per Cazzola, il parametro di 2,8 va “salvaguardato. Per chi si trova in una situazione di necessita’, anche nel contributivo, se sara’ confermata l’Ape social potra’ andare in pensione a 63 anni e rotti se ha i requisiti dei 20 anni di contributi pero’ mettendo insieme anche un’esigenza che puo’ essere il lavoro disagiato, la disoccupazione. Se invece si dovesse ritoccare il coefficiente del 2,8 si andrebbe a modificare l’Ape volontaria, si andrebbe in pensione invece di prendere un prestito”.

Riforma pensioni, flessibilità in uscita, età pensionabile.

Le ultime news sul fronte pensioni vengono fornite da Domenico Proietti, segretario confederale della Uil in un’intervista a Italia.co, che si dice favorevole all’ipoteso di una pensione di garanzia per i giovani, “perché in questo modo ci sarà una maggiore flessibilità in uscita, in particolare per chi ha carriere lavorative discontinue. Coloro che hanno iniziato a versare dopo il 1996, e quindi hanno tutto il calcolo contributivo, avranno la possibilità di avere una pensione, con 20 anni di contributi, pari a 1,2 volte l’assegno sociale: cioè poco più di 600 euro, al raggiungimento dell’età pensionabile che è attualmente di 66 anni e 7 mesi”. Sul fronte età pensionabile la Uil ribadisce che va congelato lo scatto previsto nel 2019, e che venga fatto uno studio sull’aspettativa di vita: che è diversa nei vari settori produttivi.

Riforma pensioni, opzione donna, lavori di cura, le ultime news. 

Sul fronte pensioni anticipate donne, Proietti nell’intervista a Italia.co ribadisce che, in merito alla proposta di prorogare l’opzione donna, tale questione verrà affrontata il 7 settembre nel nuovo incontro, in cui verrà chiesto al governo di eliminare la disparità di genere. Inoltre, per Proietti si rende necessario approvare “bonus di contribuzione figurativa sia in relazione al numero di figli sia rispetto ai lavori fatti dalle donne in famiglia”.

 

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