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Riforma pensioni, oggi 24 settembre 2017: pensioni anticipate donne, lavori di cura, opzione donna, cumulo

Riforma pensioni, le novità ad oggi 6 settembre 2017. Sul fronte pensioni è arrivata la firma da parte del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che ha firmato il Dpcm sull’Ape volontaria, il prestito garantito dalla pensione di vecchiaia, erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità, che il beneficiario otterrà alla maturazione del diritto. L’anticipo finanziario a garanzia pensionistica, si legge sul sito dell’Inps, può essere richiesto dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata. Sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali.Il prestito, spiega l’Inps è erogato da soggetti finanziatori e imprese assicurative scelti tra quelli che aderiscono agli accordi quadro da stipulare tra il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e, rispettivamente, l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) e l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici e altre imprese assicurative primarie.

Pensioni anticipate e Ape, le ultime news ad oggi 6 settembre 2017.

Decorrerà dal primo maggio 2017 il diritto ad accedere all’Ape volontaria che sarà retroattiva. Lo si legge nel testo del dpcm:«Coloro che hanno maturato i requisiti in una data compresa tra il primo maggio 2017 e la data di entrata in vigore del presente decreto possono richiedere, entro 6 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, la corresponsione di tutti i ratei arretrati maturati a decorrere dalla suddetta data di maturazione dei requisiti». Il decreto riguarda l’Anticipo pensionistico (Ape) volontario consente a chi lo desidera di andare via prima dal lavoro, dietro un prestito, purché abbia compiuto 63 anni.

Riforma pensioni, flessibilità in uscita: le ultime news.

Il testo originale del provvedimento dell’Ape volontaria è stato rivisto, raccogliendo diversi dei suggerimenti avanzati dal Consiglio di Stato. La platea potenziale per l’Ape volontaria secondo le stime del governo sarà di 300.000 persone nel 2017 e di 115.000 nel 2018. Con la firma del decreto sull’APE volontaria si completa il quadro delle soluzioni di flessibilità in uscita introdotte dal pacchetto previdenza contenuto nella legge di Bilancio 2017. Il decreto attuativo dell’anticipo finanziario a garanzia pensionistica dovrà ora essere registrato presso la Corte dei Conti ed essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. La materiale operatività dovrebbe aver luogo, dopo la stipula delle convenzioni tra Ministero dell’Economia e delle finanze e il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali e ABI e ANIA, per inizio ottobre.

Pensioni anticipate e Ape volontaria, le prime dichiarazioni di Roberto Ghiselli, segretario confederale Cgil.

Il segretario confederale, Roberto Ghiselli, ricorda che “l’Ape volontaria non è un anticipo di pensione, contrariamente a quanto affermato dalla sottosegretaria alla Presidenza del consiglio Boschi, ed è tutt’altro che operativa” Ghiselli specifica infatti che si tratta di “un prestito bancario oneroso per i lavoratori, che dovrà essere restituito per intero con tanto di costi per interessi e garanzie assicurative”. “È bene inoltre ricordare – aggiunge il dirigente sindacale – che l’Ape volontaria è tutt’altro che operativa, mancando ancora la registrazione della Corte dei Conti, la pubblicazione, la circolare Inps e, soprattutto, le convenzioni con il sistema bancario ed assicurativo, con tutte le insidie che ciò può nascondere soprattutto in termini di tassi d’interesse da applicare a carico dei lavoratori”.

“Naturalmente – conclude il segretario confederale – saranno le singole persone a valutare se utilizzare o meno l’Ape, e la Cgil e il suo Patronato garantiranno a tutti le adeguate informazioni su questo strumento”. Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per coprire il rischio di morte prematura: in caso di decesso dell’interessato prima dell’intera restituzione del debito l’assicurazione versa alla banca il debito residuo. L’eventuale pensione ai superstiti viene corrisposta senza decurtazioni. Il prestito è erogato per un periodo minimo di sei mesi e fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia e prestito decorre entro 30 giorni lavorativi dal perfezionamento del contratto.

Tra gli altri requisiti, occorre avere un importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito stesso, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria. Infine, non bisogna essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità”.

Riforma pensioni e Fase due: il prossimo incontro e i temi da trattare.

Intanto, il prossimo appuntamento è calendarizzato per giovedì 7 settembre 2017. Sul tavolo della trattativa alcuni correttivi al sistema di calcolo contributivo, per renderlo più equo e flessibile. Allo studio ulteriori misure di riforma per garantire l’adeguatezza dei trattamenti previdenziali per i giovani lavoratori con redditi bassi e discontinui e per favorire lo sviluppo del risparmio nella previdenza integrativa, mantenendo la sostenibilità finanziaria ed il corretto rapporto tra generazioni. Da una parte la questione giovani, dall’altra la questione femminile.

Il calendario, che ha già visto due incontri il 30 e il 31 agosto e ne ha programmato uno per il 7 settembre, si snoda su ulteriori misure di riforma del sistema di calcolo contributivo, per renderlo più equo e flessibile, per affrontare il tema dell’adeguatezza delle pensioni delle/dei giovani lavoratori con redditi bassi discontinui, per favorire lo sviluppo del risparmio nella previdenza integrativa, mantenendo la sostenibilità finanziaria e il corretto rapporto tra generazioni insiti nel metodo contributivo.

Pensioni, età pensionabile: le news di Francesco Guida (Uilm-Uil) e Ivan Pedretti(Spi-Cgil).

Di età pensionabile ha parlato su su TermoliOnline Francesco Guida (Uilm-Uil), dichiarando:”Crediamo come organizzazione sindacale, ma soprattutto come uomini che ogni giorno sono sui luoghi di lavoro a confrontarsi con i lavoratori, che una vera riforma passi solo ed esclusivamente modificando l’attuale legge Fornero non è pensabile che soprattutto i lavoratori metalmeccanici (ma non solo loro), già costretti a tipologie di turni molto pesanti debbano andare in pensione a 70 anni nel prossimo futuro». In particolare, il sindacalista ritiene che solo abbassando l’età pensionabile e trasformando i contratti da interinali a stabili si possano ricreare quelle condizioni per cui “non venga cancellata una generazione senza lavoro e senza pensione”.

Ivan Pedretti, segretario dello Spi-Cgil ha commentato su Facebook così le recenti dichiarazioni di coloro, tra i quali ci sono stati anche Treu, Ichino e Cazzola, che si sono detti contrari allo stop dell’aumento dell’età pensionabile:”Un nutrito gruppo di economisti stanno dicendo al governo che sarebbe sbagliato modificare l’aumento dell’età pensionabile suggerendogli di non cedere alle pressioni del Sindacato. Prendono decine di migliaia di euro al mese di pensione e ci fanno anche la predica. Trovo tutto questo profondamente immorale”.

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