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Riforma pensioni, oggi 9 settembre 2017: età pensionabile, pensioni anticipate, Ape, misure per le donne

Pensioni, l’incontro tra governo e sindacati di oggi 7 settembre 2017: le news e gli aggiornamenti. All’esito dell’incontro di oggi il punto viene fatto da Ivan Pedretti dello Spi-Cgil, che commenta così:”Oggi riunione del tavolo di confronto con il governo sulle pensioni. Sulla rivalutazione abbiamo acquisito l’impegno a definire un nuovo meccanismo, migliore di quello attualmente in vigore e quindi in grado di sostenere di più il potere d’acquisto. Abbiamo poi convenuto di istituire due Commissioni, una sulla separazione tra assistenza e previdenza e l’altra su un nuovo paniere per calcolare i consumi dei pensionati per valutare eventuali interventi. Sul lavoro di cura e sulla pensione di garanzia per i giovani porteremo al tavolo una nostra proposta perché quella che ci è stata presentata era parziale e secondo noi non sufficiente. Sull’aspettativa di vita invece il governo continua a prendere tempo rimandando ogni discussione. Penso che in mancanza di risposte ci dovremo preparare alla mobilitazione”.

Pensioni donne, le novità emerse nel tavolo di confronto ed il punto di Cesare Damiano.

All’esito del incontro il punto viene fatto anche da Cesare Damiano:”Il confronto in corso tra Governo e sindacati sul tema della previdenza sta muovendo primi passi positivi. La novità apparsa oggi al tavolo è quella relativa alla possibilità per le donne di accedere all’APE sociale con uno sconto di 6 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 2 anni”. “Il confronto continua – prosegue – e ci auguriamo che questa prima apertura lasci spazio alla nostra proposta di considerare, ai fini dell’anticipo, il complesso dei lavori di cura. Il Governo dovrà stanziare risorse aggiuntive per queste nuove misure e per accogliere tutte le domande dei ‘precoci’ e dell’APE sociale che sono andate positivamente oltre il tetto stabilito dalla legge di Bilancio dello scorso anno.

Infine, il Governo dovrà anche dare una risposta sul tema dell’aumento dell’età pensionabile: il calo dell’aspettativa di vita che si è registrato nel 2015 non consente di portare a 67 anni l’età della pensione a partire dal 2019″. ” Anche quest’anno – spiega Damiano – secondo alcuni demografi, si vivrà meno a lungo: questa novità ci deve far aprire un dibattito sui meccanismi, esclusivamente ragionieristici, che prevedevano una salita continua dell’aspettativa di vita”. “Forse è giunto il momento di considerare gli aspetti sociali e il fatto che l’aumento della povertà impedisce a molti cittadini di poter curare adeguatamente la propria salute”, conclude.

Tavolo di confronto tra governo e sindacati: età pensionabile ed aspettativa di vita.

“Eliminiamo l’aumento automatico dell’età pensionabile, così qualcuno riesce finalmente ad andare in pensione”. Così il segretario generale Cgil Susanna Camusso al quotidiano La Stampa, in un’intervista di mercoledì 6 settembre. Il leader sindacale ha invitato il governo a guardare i numeri: “Oggi abbiamo l’età pensionabile effettiva più alta d’Europa, lavoriamo più ore di Germania e Francia. L’aspettativa di vita alla nascita si è ridotta sia nel 2015 sia nel 2016. È davvero necessario allontanare la pensione di altri cinque mesi? Anche alle donne, bloccate per sei anni? È una follia. Il governo deve congelare questa misura”.

Al tavolo di confronto della scorsa settimana il segretario generale ha ribadito che la questione è “un nodo su cui intervenire” e “un punto di giudizio fondamentale”. Per Camusso “non può scattare da qui a un mese il mantenimento dell’automatismo” con l’innalzamento dell’età. “Siamo insoddisfatti dalla risposta”, ha poi concluso. L’esecutivo, dunque, potrebbe mantenere fermo il principio dell’innalzamento ma modificare lo scatto in avanti. Due per ora le ipotesi: un aumento più morbido, nell’ordine di due mesi (e non più cinque), considerando che nel periodo 2014-2016 l’andamento della speranza di vita è stato altalenante (ossia si è allungata e accorciata in alternanza); un blocco dell’innalzamento, dunque restando a 66 anni e sette mesi anche nel 2019, soltanto per chi svolge lavori usuranti e gravosi.

Riforma pensioni ed età pensionabile, la proposta della Lega.

Sul fronte riforma pensioni ed età pensionabile si sta facendo strada negli ultimi giorni una proposta di legge, targata Lega Nord, per fermare il previsto aumento dell’età pensionabile. Dal titolo “Modifiche all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in materia di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita”, la proposta AC 4600 è stata presentata il 26 luglio scorso alla Camera e, dopo la pausa estiva, è ora pronta per essere esaminata (qui il testo completo).

In sostanza, i firmatari della proposta – primo dei quali il deputato Roberto Simonetti – chiedono, oltre all’abrogazione (o all’eventuale modifica) della ‘legge Fornero’, che almeno fino al 2022 venga bloccato l’adeguamento dell’età di uscita dal lavoro all’aspettativa di vita: il motivo della richiesta risiederebbe proprio nel fatto che proprio la legge firmata dall’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero contenga già al suo interno gli aumenti dell’età pensionabile necessari: “L’innalzamento dell’età anagrafica operato dalla riforma Fornero – scrivono i deputati – ha già inglobato gli ipotetici aumenti ‘illo tempore’ congetturati”.

Per quanto riguarda invece gli standard europei ai quali l’Italia dovrebbe adeguarsi, i leghisti avvertono: “Abbiamo di gran lunga oltrepassato la media europea. Basti guardare ai principali Paesi europei come la Germania, dove l’età pensionabile è fissata a 67 anni «solo» nel 2029, o il Regno Unito, dove l’età richiesta per accedere alla pensione è pari a 65 anni, per uomini e donne, a decorrere dal 2018…”.

Rivalutazione delle pensioni, le ultime dichiarazioni di Roberto Ghiselli.

Il secondo argomento in agenda per oggi giovedì 7 settembre 2017 è la rivalutazione degli assegni previdenziali. Sullo tema si è espresso nei giorni scorsi anche il segretario confederale Cgil Roberto Ghiselli: “Chiediamo un meccanismo di rivalutazione delle pensioni più efficace e un paniere più adeguato, perché dobbiamo fare più attenzione ai consumi reali dei pensionati” ha dichiarato l’esponente sindacale: “Da tempo, infatti, i sindacati rimarcano la necessità di considerare per i pensionati un paniere diverso da quello generale dell’Istat, visto che i loro consueti beni di consumo sono rincarati più di quanto segnalato dai dati generali”.

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