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Riforma pensioni, oggi 18 settembre 2017: Fase 2, flessibilità in uscita, età pensionabile, vitalizi

Riforma pensioni, oggi 7 settembre 2017. Oggi giovedì 7 settembre 2017 si terrà il nuovo incontro tra governo e sindacati sul fronte riforma pensioni, di cui vi terremo aggiornati con le news e le prime dichiarazioni che verranno rilasciate all’esito dell’incontro. “Il tavolo di confronto tra governo e sindacati si riunirà di nuovo. Discuteremo di un tema a noi molto caro, che è quello della rivalutazione delle pensioni”. Lo scrive il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti sul suo profilo Facebook alla vigilia dell’incontro al ministero del Lavoro. “Stiamo cercando di definire – continua Pedretti – un nuovo meccanismo diverso da quello attualmente in vigore per sostenere veramente il potere d’acquisto dei pensionati. È una questione molto rilevante che riguarda la vita di milioni di persone che da tempo attendono delle risposte”.

Riforma pensioni e Ape, le ultime dichiarazioni di Tito Boeri.

Intanto, le ultime dichiarazioni sul fronte pensioni ed Ape vengono fornite da Tito Boeri ha parlato dopo tre giorni di silenzio sul fronte pensioni dopo la novità dell’Ape volontaria, intervenendo a Genova in un incontro organizzato dall’Inps. «È sempre positivo quando si dà maggiore libertà di scelta alle persone ma il nuovo strumento è abbastanza costoso per le famiglie». Per Boeri si tratta di uno strumento “neutro sul debito pensionistico, quindi sostenibile dalle casse dell’istituto – ribadisce Boeri, come riporta Il Sole 24ore -. È chiaro che lo strumento è abbastanza costoso per le famiglie e ha una struttura complessa”.

Il presidente dell’Inps ha ricordato che «come Inps avevamo formulato delle proposte che avevano il vantaggio di essere più semplici e meno costose per le famiglie quindi maggiormente accessibili, ma comunque è un passo in avanti rispetto a una situazione in cui non si può scegliere». Per Boeri «dare flessibilità in uscita garantendo la sostenibilità è un fatto positivo. Ci impegneremo al massimo per garantire il successo dell’operazione, soprattutto nel far sì che laddove si scelga l’Ape sia una scelta consapevole perché si tratta di prendere a prestito delle somme e quindi di avere in futuro delle pensioni più basse. Parte della pensione dovrà essere usata per ripagare il debito, bisogna che le persone ne siano pienamente consapevoli».

Pensioni anticipate e Ape volontaria, le ultime news di Marco Leonardi.

Marco Leonardi, coordinatore del team economico di Palazzo Chigi, ha spiegato al Sole24Ore il senso del lavoro che il governo sta facendo in materia pensionistica, dopo la recente firma del decreto attuativo dell’Ape volontaria, ed ha dichiarato:”Con l’approvazione dell’Ape volontaria e la legge di bilancio completiamo un disegno che arriva dal precedente governo e ha questo scopo: nel momento in cui l’età pensionabile verrà alzata a 67 anni, noi avremo costruito una rete di protezione per i lavoratori che consenta a chi lo voglia di andare in pensione a 63 anni. Pochi lavoratori restano oggi fuori dalla possibilità di attivare questa rete di protezione, per esempio le donne che non abbiano almeno 30 anni di contributi. Soprattutto per loro e per quei lavoratori che abbiano una pensione integrativa, la prossima legge di bilancio prevederà misure e incentivi che allarghino ulteriormente questa rete di protezione”.

Sottolinea Marco Leonardi, che due sono le norme candidate a entrare nella legge di bilancio che “prevedono uno sconto contributivo per le donne (soprattutto se madri) che vogliano accedere all’Ape e incentivi fiscali per i lavoratori che si trovino in casi di ristrutturazione aziendale e vogliano utilizzare la pensione integrativa o il Tfr per accedere all’Ape attraverso la Rita, la rendita temporanea integrativa anticipata”.

Per quel che attiene al pensionamento delle donne, Leonardi rimarca che “le donne non hanno facilità di accesso all’Ape social perché in molti casi non riescono a maturare i 30 anni di contributi necessari per l’Anticipo pur avendo compiuto i 63 anni di età. Per questo motivo stiamo pensando a rendere più accessibile questo strumento. L’idea resta quella di uno sconto contributivo per le donne. Affronteremo questa questione nel prossimo incontro con i sindacati sulle pensioni. Una strada percorribile è quella di ridurre di almeno un paio d’anni il requisito contributivo tenendo però anche conto del numero di figli. L’obiettivo resta comunque quello di un rafforzamento dell’Ape”.

Pensioni anticipate donne e lavori di cura, le news di Paola Repetto.

Le ultime news sul fronte pensioni anticipate donne e lavori di cura, vengono fornite in un’intervista a Blastingnews Paola Repetto, responsabile del Dipartimento Previdenza SPI #Cgil Genova e Liguria, che ha la “valorizzazione del lavoro di cura ha un significato più ampio di quello che normalmente si intende: il lavoro di cura, infatti, non è solo quello che si svolge in famiglia, ma anche il lavoro retribuito in determinati settori: sanità, istruzione, servizi sociali in generale, servizi alle famiglie e alle persone. Ecco, io credo che tutto il lavoro di cura vada valorizzato, anche dal punto di vista retributivo e contrattuale”.

Riforma pensioni, le ultime news di Patrizia Maestri.

Le ultime news sul fronte pensioni vengono fornite dall’onorevole Patrizia Maestri, che all’indomani dell’avvio del confronto tra governo e sindacati ha così dichiarato: “Il cantiere che si aprirà tra poche settimane con l’avvio del confronto sulla legge di bilancio 2018 è un’occasione importante per sostenere la ripresa economica in corso, certificata da una crescita acquisita del pil dell’1.5%, con politiche mirate a sostenere gli investimenti e quindi l’occupazione, senza dimenticare però che con la crisi si sono aggravate le condizioni sociali di molti italiani ai quali è nostro dovere offrire risposte serie e concrete, al di là dei facili slogan ferragostani. Lavoro e welfare devono essere le parole d’ordine del nostro impegno parlamentare da qui a fine legislatura”.

La deputata Pd Patrizia Maestri, membro della Commissione Lavoro della Camera sottolinea:“Tra fine agosto ed inizio settembre si riaprirà, finalmente, il confronto tra il governo e le parti sociali sui temi dell’occupazione e della previdenza” – ha ricordato – “Sui primi ritengo che la strada tracciata muova nella giusta direzione di alleggerire strutturalmente il carico fiscale per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. È una proposta che sosteniamo convintamente e che, proprio perché strutturale e non a termine, sosterrà l’occupazione dei giovani che, nonostante i significativi miglioramenti degli ultimi anni, resta ancora il tallone d’Achille della nostra economia. Temo invece che alcune dichiarazioni, purtroppo poco ponderate, siano state mosse dall’intento di stoppare ogni ulteriore intervento sulla previdenza: se così fosse ci troveremo di fronte ad un errore grave che, tra l’altro, andrebbe in controtendenza rispetto all’importante lavoro di “smontaggio” della riforma Fornero avviato in questi anni”.

“La stabilità dei conti pubblici, ottenuta con grandi sacrifici, non dev’essere minata” – ha spiegato Patrizia Maesti – “ma l’approccio ragionieristico, a cui si sono ispirate le iniziative sulle pensioni dei governi Berlusconi e Monti, ha dimostrato di non essere adeguato. Con l’Ape Social e con l’imminente avvio dell’Ape volontaria sono stati introdotti nel sistema elementi di flessibilità che, per la prima volta, hanno connesso il momento del pensionamento con la gravosità dell’attività professionale svolta. Negare questa conquista con un ulteriore innalzamento generalizzato dell’età pensionabile sarebbe sbagliato e ingiusto per questo è essenziale rallentare e differenziare il meccanismo dell’aspettativa di vita. Così come essenziale è tornare ad investire, con migliore decisione e maggiori risorse, sull’efficienza del welfare con un’attenzione specifica alla sanità pubblica e alle misure universali di contrasto alla povertà che entreranno in vigore ne 2018″.

Pensioni e part time agevolato: Interrogazione parlamentare di Patrizia Maestri.

Sul fronte pensioni anticipate l’onorevole Maestri si è fatta portavoce di un’interrogazione parlamentare per chiedere al ministro del Lavoro informazioni sulla misura del part time agevolato: “Chiediamo al Ministro Poletti di relazionare sullo stato di attuazione del cosiddetto ‘part time agevolato’: il numero delle istanze presentate e accolte e l’ammontare delle risorse impiegate per la sua applicazione; vogliamo sapere se sono ancora disponibili delle risorse e se, nel caso, non si ritenga di valutare la proroga di questa opportunità fino al 31 dicembre 2019 estendendola anche ai lavoratori del settore privato in procinto di maturare il diritto al trattamento pensionistico anticipato, oggi esclusi”.

“La legge di bilancio 2015 ha introdotto l’opportunità per i lavoratori dipendenti del settore privato con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato che maturino entro il 31 dicembre 2018 il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia, la possibilità di ridurre l’orario di lavoro tra il 40 il 60 per cento ottenendo mensilmente dal datore di lavoro l’importo corrispondente alla contribuzione previdenziale relativa alla prestazione lavorativa non effettuata e vedendosi riconosciuta la contribuzione figurativa” – ha spiegato – “Fin dall’inizio la misura aveva raccolto scarso interesse tra i lavoratori anche per il fatto di non esser stata opportunamente concertata con le organizzazioni sindacali e datoriali”.“Per la sua attuazione, tuttavia, il Governo aveva stanziato oltre 200 milioni di euro che ora chiediamo vengano rendicontati e, se vi sono dei risparmi, che questi vengano reinvestiti con la medesima finalità. La proroga della sperimentazione del ‘part time’, magari con alcuni adeguamenti, può essere un’opportunità” – ha concluso – “ma quello che chiediamo e riteniamo imprescindibile è che queste risorse non vengano sottratte alla previdenza per altre finalità”.

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