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Riforma pensioni, oggi 23 ottobre 2017: Ape sociale e volontaria, pensioni anticipate e minime, legge di Bilancio

Riforma pensioni, oggi 8 settembre 2017. Ieri si è tenuto il nuovo incontro tra governo e sindacati sul fronte pensioni, in cui tra l’altro si è parlato di rivalutazione degli assegni pensionistici: “E’ sostanzialmente confermato l’impegno” a tornare al meccanismo di rivalutazione degli assegni pensionistici precedente al blocco dell’indicizzazione introdotto con il Salva Italia nel 2012. Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine del tavolo con i sindacati sulla fase due dedicata alla previdenza. Si riproporrebbe quindi, a partire dal 2019, il meccanismo di adeguamento al costo della vita previsto dalla legge del 2000. Poletti ha anche aggiunto che “sull’Ape social c’è un numero di domande da parte delle donne significativamente più basso rispetto agli uomini, in ragione della carriera e dei versamenti previdenziali, quindi abbiamo ipotizzato fino due anni in meno per i requisiti contributivi previsti dall’Ape sociale per le donne con figli”.

Pensioni anticipate donne, le ipotesi al vaglio del tavolo tra governo e sindacati.

Le donne che intendono accedere all’Ape social – l’anticipo della pensione in presenza di particolari circostanze – potranno usufruire di uno sconto nei requisiti contributivi per anticipare ulteriormente il pensionamento di 6 mesi a figlio con un tetto massimo di 2 anni. È questa, a quanto si apprende, l’ultima ipotesi che il governo ha messo sul tavolo di confronto con i sindacati nell’incontro di oggi dedicato alle pensioni.

La proposta di fatto oltre ad allargare un po’ le maglie del pensionamento anticipato, bilancerebbe anche l’attuale disparità nelle domande di accesso all’Ape social: il governo stima un ampliamento della platea e un possibile aumento dall’attuale 29% delle domande delle donne ad un 40%. Quanto alle risorse da mettere sul piatto, però, il governo continua a tenere per ora le carte coperte, anche se avrebbe garantito un aumento dei finanziamenti. I sindacati però non sono soddisfatti: resta infatti fuori dal perimetro il lavoro di cura e di assistenza familiare. I sindacati hanno sempre chiesto invece di riconoscere oltre alla maternità il lavoro di cura; inoltre hanno sempre sottolineato la necessità di un intervento che riconosca il valore della maternità a tutte le donne.

“Le domande di Ape social da parte delle donne secondo i dati del governo sono state 11 mila, cioe’ circa un terzo del totale. L’abbassamento di due anni dei requisiti contributivi farebbe arrivare questa quota al 40 per cento, quindi sarebbero quattromila in piu'”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Susanna Camusso al termine dell’incontro sulle pensioni al ministero del Lavoro.

“Siamo ancora in un quadro di  incertezza, abbiamo chiesto di esplicitare le risorse” da destinare al capitolo pensioni “ma non ci sono state dette. Non siamo  quindi in grado di valutare la dimensioni degli interventi”.  Questo il commento a caldo del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, al termine del tavolo sulle pensioni che si è svolta al ministero del Lavoro. Critica la Cgil anche sul blocco della crescita dell’età pensionabile legata all’aspettativa di vita: per noi, ha ribadito il segretario generale, è dirimente per valutare tutto il lavoro ai tavoli con il governo”.

“Abbiamo detto – ha sottolineato la sindacalista – anche negli incontri precedenti che per noi quello è un punto fondamentale, anche in coerenza con le cose che con il governo abbiamo scritto l’anno scorso, perché nella fase due era previsto di discutere come intervenire. Quindi è chiaro che quello è il tema che più interessa i lavoratori e le lavoratrici su cui stanno aspettando una risposta”.Nel corso dell’incontro, Poletti ha proposto, per le donne con figli, l’ipotesi di abbassare fino al massimo di due anni i requisiti contributivi per l’Ape sociale, in modo da far crescere del 40 per cento le domande, ancora molto al di sotto (un terzo) di quelle presentate dagli uomini. Anche in questo caso scettica la Cgil. Per Camusso ciò “non significa occuparsi di lavoro di cura, servono norme a carattere universale”.

Pensioni anticipate donne e separazione previdenza dall’assistenza, le news di Carmelo Barbagallo.

Il segretario generale della Uil, Barbagallo ha giudicato positivamente la proposta di istituire le commissioni sulla separazione di previdenza ed assistenza e sul paniere dei beni per la rivalutazione delle pensioni, mentre ha giudicato solo “minimale” l’allargamento dell’Ape social ad una platea piu’ ampia di donne. Governo e sindacati si incontreranno nuovamente il 13 settembre sui temi previdenziali ed una nuova riunione avverrà prima della presentazione della legge di bilancio. Lo ha riferito Carmelo Barbagallo, secondo cui si tratta di una “cosa positiva”. “Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti si e’ impegnato ad incontrarci – ha aggiunto – prima che la legge di bilancio venga incardinata perche’ ad oggi non siamo in grado di conoscere le risorse e compiere una valutazione generale sulle proposte del governo”.

Nell’incontro tenuto al ministero del Lavoro il ministro non ha fatto riferimento ad alcuno stanziamento e quindi i sindacati chiedono di scoprire le carte. Barbagallo ha giudicato positivamente la proposta di istituire le commissioni sulla separazione di previdenza ed assistenza e sul paniere dei beni per la rivalutazione delle pensioni, mentre ha giudicato solo “minimale” l’allargamento dell’Ape social ad una platea piu’ ampia di donne. Infine, sull’allungamento dell’eta’ pensionabile ha annunciato che se non ci saranno interventi da parte del governo “certamente i sindacati non staranno a guardare”.

Riforma pensioni, pensioni anticipate donne: le news di Domenico Proietti(Uil).

Pochi giorni fa anche Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, all’Ansa aveva parlato di disparità genere. L’Italia “è la maglia nera in Europa per l’accesso alla pensione di vecchiaia e le donne sono ancora più penalizzate”, così Proietti alla vigilia del confronto con il Governo commentando l’aumento dell’età delle lavoratrici private atteso per il 2018 e il confronto con l’eta’ per il ritiro dal lavoro negli altri paesi europei. “Bisogna – sottolinea – disporre una serie di interventi che introducano maggiore flessibilità’ in uscita per tutti e eliminino le disparità’ di genere che penalizzando le donne”.

Riforma pensioni e legge Fornero, le ultime dichiarazioni di Maurizio Petriccioli.

Dal suo canto, in una nota il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, responsabile del dipartimento previdenza, è intervenuto sugli effetti della legge Fornero. “Il fatto che a gennaio 2018 per effetto della legge Fornero scatti l’unificazione dell’età per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne a 66 anni e sette mesi è un ulteriore motivo per intervenire sul sistema previdenziale, bloccando lo scorrimento in avanti dei requisiti pensionistici previsti nel 2019 in relazione all’avanzamento dell’aspettativa di vita” scrive Petriccioli.

Riforma pensioni ed età pensionabile, le news di Maurizio Petriccioli.

Il fatto che in Italia l’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia sia già la più alta in Europa, rileva Petriccioli, “deve far riflettere quanti continuano a sostenere un ulteriore allungamento dell’età pensionabile. Tra l’altro, come la Cisl da tempo sottolinea, sono state proprio le donne in questi anni ad essere particolarmente penalizzate sul piano previdenziale perché hanno dovuto in un breve periodo di tempo adeguare i loro requisiti pensionistici a quelli dei colleghi uomini”. Ecco perché, sottolinea, “è più che necessario bloccare un ulteriore scorrimento in avanti dell’età pensionabile, sostenere le misure previste da opzione donna e prevedere, anche attraverso la contribuzione figurativa, una riduzione del requisito pensionistico che riconosca la maternità ed il lavoro di cura in modo da consentire un pensionamento anticipato per tante donne lavoratrici. Questa è una delle richieste del sindacato che porteremo anche domani nel confronto che avremo sui temi della previdenza con il governo”.

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