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La stagione de La prova del cuoco riapre ufficialmente lunedì 11 settembre, con un ritorno nella sede storica della Dear, che dal 2002 ospita le cucine del più famoso, il più seguito e il più longevo programma di cucina della televisione italiana. Capitano di una nave rimessa a punto da cima a fondo, sarà ancora una volta Antonella Clerici madre fondatrice e madrina dello show del mezzogiorno Rai1. Il primo cambiamento è fatto di luci, struttura e colore: una nuova veste grafica e una scenografia agile e moderna per inquadrare e mettere in evidenza i tanti contenuti in scaletta. La gara classica tra pomodoro rosso e peperone verde, si divide in due momenti e diventa molto più competitiva che in passato: nella prima fase, delle durata di 10 minuti circa, i due chef del giorno realizzano un piatto su un tema proposto ad inizio puntata. Il giudizio insindacabile di Antonella Clerici, stabilirà chi tra loro potrà assegnare una penalità all’altro durante la seconda parte della sfida, che si svolgerà come di consueto intorno alle 13.00. A questo punto, entreranno in gioco i concorrenti, il tempo a disposizione sarà di venti minuti, e le ricette da realizzare saranno due, a partire da ingredienti racchiusi in un box dal contenuto segreto. La penalità colpirà la squadra uscita sconfitta nel primo round e potrà riguardare 5 diversi aspetti dello svolgimento della gara stessa: divieto di utilizzare determinati ingredienti (dettaglio questo che darà l’opportunità di affrontare in maniera operativa il problema diffuso delle intolleranze alimentari); obbligo di effettuare a mano tutte le operazioni, senza quindi utilizzare elettrodomestici; partenza ritardata di 1 minuto; assegnazione di un ingrediente che mal si assortisce con quelli presenti nel paniere (il famoso cavolo a merenda); impiattamento affidato al concorrente. Il verdetto sarà questa volta affidato ad un giudice unico, diverso ogni settimana, un personaggio appartenente al mondo dell’enogastronomia o che dell’enogastronomia ha fatto una passione, una ragione di vita, una fonte di ispirazione. Il primo, importante giudice di questa diciottesima edizione de La prova del cuoco, per la prima volta in un programma di cucina, sarà lo chef bi stellato di Vico Equense, Gennaro Esposito, portatore di un concetto di cucina che incanala genio, sregolatezza e creatività in una ferrea disciplina, proprio come la precisione che caratterizza le dosi delle componenti di un grande piatto. Il cast dei cuochi sarà composto quest’anno da: Renato Salvatori; Mauro Improta; Marco Bottega; Francesca Marsetti; Cesare Marretti; Natale Giunta; Roberto Valbuzzi; Ivano Ricchebono; Cristian Bertol; Riccardo Facchini; Gian Piero Fava; Diego Bongiovanni; Ambra Romani; Katia Maccari; Valerio Braschi Quando la tensione cala, tra le due sfide, le ricette proposte saranno tre per ogni puntata e illustreranno un concetto di cucina a 360°: dai sapori di casa, alle contaminazioni mediterranee, europee, internazionali, fino ad arrivare alle nuove tendenze che combinano gusto e salute, passando per le intramontabili tentazioni della pasticceria classica e moderna. Per realizzare tutto questo, la padrona di casa, Antonella Clerici, chiamerà accanto a sé un gruppo vincente di maestri, chef, esperti e gourmet: Sergio Barzetti, Gabriele Bonci, Guido Castagna, Sal De Riso, Evelina Flachi, Andrea Mainardi, Luisanna Messeri, Anna Moroni, Gianfranco Pascucci, Daniele Persegani, David Povedilla, Daniele Reponi, Gino Sorbillo. Tra le più grandi novità di quest’anno, i contributi filmati con i quali La prova del cuoco uscirà per la prima volta fuori dal suo studio per toccare con mano la tradizione che da sempre racconta, ma anche per conoscere e far conoscere le nuove tendenze, le mode di drink e cocktail, il modo di vivere il cibo del nostro secolo, sottolineando quello che da sempre questo rappresenta. Non mancherà l’occasione per avvicinare e apprezzare le abitudini a tavola delle comunità straniere presenti in Italia, per scoprire punti di contatto e stupirsi con nuovi sapori. I servizi saranno due per puntata, in anteprima, e a metà programma; ad accompagnarci in queste scorribande gastronomiche avremo Tinto che per quest’anno andrà in giro per l’Italia, lontano da Fede, impegnato in teatro nel ruolo di food storyteller ufficiale de La prova del cuoco, e cinque inviati che conosceremo o riconosceremo in una nuova veste, fin dalla prima settimana di messa in onda. Giuseppe Calabrese alias Peppone per lo street food: radicato nella tradizione gastronomica più pura, il cibo di strada non poteva non essere al centro dell’attenzione de La prova del cuoco. Un viaggio in 35 tappe, fissate in luoghi simbolo del Bel Paese, nei quali il gourmet potentino, Giuseppe Calabrese, in arte Peppone, farà conoscere origini, prodotti e preparazioni del meglio che la strada offre. Peppone andrà proprio nei luoghi dove sporcarsi faccia e mani è il prezzo inevitabile da pagare per il piacere del gusto: mercati, sagre, vie del centro nelle quali carretti, banchi, furgoncini accolgono storie, profumi e sapori avvolti in un cartoccio... Si comincia con una regione che da sola potrebbe riempire un intero taccuino, la Sicilia, dove tra Palermo e Catania Peppone assaggerà e racconterà specialità dolci e salate con l’ironia e la schiettezza che lo contraddistinguono. Bruno Vanzan, bartender, per le nuove tendenze di cocktail e drink: quelle di Bruno Vanzan, trentenne romano, saranno delle vere e proprie lezioni, dei tutorial con i quali il barman acrobatico e campione del mondo di Flair, insegnerà a creare cocktail e drink, nel suo stile elegante e spettacolare, in location molto affascinanti. Da una spiaggia al tramonto ad una terrazza metropolitana, passando per un locale di tendenza, lo scopo è quello di proporre, anche in questo caso, delle ricette stagionali, che attingano dalla cucina e trasferiscano in un bicchiere, essenze, tendenze, emozioni ad alto tasso di gusto e a basso grado alcolico. Prima tappa: una terrazza romana con una vista mozzafiato su una storica piazza della città eterna. Anna Moroni a pranzo con le comunità straniere: ogni settimana Anna Moroni - che in questa edizione vestirà i panni dell’inviata - accetterà un invito ad unirsi alla tavola di una famiglia straniera radicata nel nostro territorio, per cogliere lo spirito, la filosofia, l’originalità della cucina di chi la ospita, perché proprio la cucina rappresenta il più grande bagaglio e il più grande ponte con il proprio paese, le proprie radici, la propria storia. La curiosità di Anna e la sua grande conoscenza del cibo, insieme alla sua empatia e la spiccata ironia, consentiranno un racconto “verace” di quanto c’è di tipico, nel mondo lontano che troviamo proprio dietro l’angolo. Si inizia con un pranzo brasiliano, che culminerà con una vera e propria festa ed un coloratissimo ballo. Fabrizio Nonis e la cucina povera: Fabrizio Nonis, el bekér, grande artigiano, esperto conoscitore delle carni, divulgatore appassionato e curioso, ci condurrà alla minuziosa scoperta di ricette e prodotti poveri della tradizione italiana. Sarà l’occasione per riflettere e ripensare il nostro modo di mangiare, riconoscendo anche degli errori e riscoprendo l’importanza del tempo da dedicare alla cucina. Il viaggio di Nonis, suddiviso in 35 tappe, inizierà con una serie di servizi girati nel Triveneto, con baccalà, trippa e soppressa vicentina, specialità che – come spesso accade per la cucina povera - fanno parte di quelle abitudini familiari immortali e legate a momenti di convivio che conservano una spiccata ritualità. Branchetti e il Campanile - Il Campanile italiano è da sempre il luogo de La prova del cuoco deputato al racconto della tradizione culinaria italiana, intesa come ricerca e conservazione di sapori e prodotti locali, portati in studio con tutto il loro bagaglio di eccellenze e ricercatezze. Lorenzo Branchetti sarà l’inviato che porterà il pubblico in viaggio lì dove i campanili sorgono. Ogni settimana un borgo diverso, con una serie di personaggi e curiosità, impossibili da trasportare in teatro. Eccezionalmente per la prima settimana i racconti saranno due, a presentazione delle prime due squadre in gara venerdì 15 settembre: Sennori (SS) e Follonica (GR). Tra le novità del campanile, Antonella avrà una nuova “guida” ad accompagnarla nelle tante tappe tra gusto e folklore: Federico Quaranta, nel ruolo di foodstory teller ufficiale de La prova del cuoco. A Federico, meglio conosciuto come Fede, spetterà il compito di cogliere lo spunto per approfondire, svelare, sottolineare quanto raccontato dagli osti ospiti in puntata. Il ruolo di narratore, vedrà Federico protagonista nell’arco di tutta la settimana, con lo scopo di approfondire temi quali la stagionalità, la tipicità, le curiosità legate a piatti e prodotti. Tinto sarà il viaggiatore delle anteprime: ogni settimana un luogo speciale, del quale mostrerà storie, personaggi, patrimonio gastronomico e ricchezze segrete. Cinque pillole quotidiane a costruire l’identità di una terra, raccontata con il sorriso e con il cuore. Il primo treno della stagione porterà Tinto a Rapallo, in Liguria, un omaggio ai ricordi delle vacanze di Antonella da bambina. Anche quest’anno La Prova del Cuoco sarà abbinata alla Lotteria Italia: a partire dal 2 ottobre prossimo infatti, Antonella Clerici e lo show del mezzogiorno di Rai1, giocheranno con la Fortuna, assegnando ogni giorno ricchi premi ai fortunati possessori dei biglietti estratti. La prova del cuoco è un programma prodotto da Rai in collaborazione con Endemol Shine Italy, in onda dal lunedì al venerdì, alle 11:50 su Rai1, conduce Antonella Clerici.

Voli, ecco il calcolo della compensazione dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea. La compensazione dovuta ai passeggeri in caso di cancellazione del volo con coincidenza o in caso di ritardo prolungato deve essere calcolata in funzione della distanza radiale tra gli aeroporti di partenza e di arrivo, mentre sul calcolo della compensazione non coincide il fatto che la distanza effettivamente percorsa da tale volo sia, in ragione della coincidenza, superiore alla distanza tra gli aeroporti di partenza e di arrivo. È quanto ha stabilito la Sentenza nella causa C-559/16 “Birgit Bossen, Anja Bossen e Gudula Gräßmann/Brussels Airlines SA/NV” della Corte di Giustizia dell’Unione europea. Vediamo di cosa si tratta.

Sentenza nella causa C-559/16 “Birgit Bossen, Anja Bossen e Gudula Gräßmann/Brussels Airlines SA/NV, i fatti.

Birgit Bossen, Anja Bossen e Gudula Gräßmann si sono recate da Roma ad Amburgo via Bruxelles mediante un volo operato dalla Brussels Airlines. Essendo il loro volo atterrato ad Amburgo con un ritardo di tre ore e cinquanta minuti rispetto all’orario di arrivo inizialmente previsto, esse hanno adito l’Amtsgericht Hamburg (Tribunale circoscrizionale di Amburgo, Germania) al fine di ricevere la compensazione pecuniaria prevista dal regolamento dell’Unione in materia di compensazione pecuniaria dei passeggeri aerei .
Tale regolamento, così come interpretato dalla Corte di giustizia, dispone, segnatamente, che, in caso di ritardo di tre o più ore, i passeggeri hanno diritto a una compensazione di EUR 250 per i voli inferiori o pari a 1 500 chilometri e di EUR 400 per i voli superiori ai 1 500 chilometri che collegano due Stati membri. In tale contesto, il giudice tedesco chiede alla Corte se, in caso di volo con coincidenza, la distanza totale del volo corrisponda alla distanza tra l’aeroporto di partenza e l’aeroporto di arrivo (ossia, nel caso di specie, 1 326 km tra Roma e Amburgo), o invece se debba essere calcolata in funzione della distanza effettivamente percorsa (ossia, nel caso di specie, 1 656 km, vale a dire 1 173 km per la distanza tra Roma e Bruxelles e 483 km per quella tra Bruxelles e Amburgo). Dalla risposta a tale questione dipenderà l’importo della compensazione pecuniaria dovuta ai passeggeri interessati.

Sentenza nella causa C-559/16 “Birgit Bossen, Anja Bossen e Gudula Gräßmann/Brussels Airlines SA/NV, la sentenza. 

Con la sentenza odierna, la Corte constata, anzitutto, che, nell’ambito del diritto a compensazione pecuniaria, il regolamento non distingue a seconda che i passeggeri interessati raggiungano la loro destinazione finale tramite un volo diretto o un volo con coincidenza. La Corte conclude che, in entrambi i casi, i passeggeri devono essere trattati in modo uguale in sede di calcolo dell’importo della compensazione pecuniaria. In tale contesto, la Corte rileva che i diversi scaglioni di compensazione pecuniaria previsti dal regolamento rispecchiano le differenze dell’entità del disagio che i passeggeri subiscono per non avere la possibilità di riorganizzare liberamente il proprio spostamento ed evitare dunque la perdita di tempo legata all’annullamento del loro volo o al ritardo prolungato. A tale riguardo, la Corte ritiene che il tipo di volo (volo diretto o volo con coincidenza) non incida sull’entità del disagio subito dai passeggeri.

Di conseguenza, nella determinazione dell’importo della compensazione pecuniaria in caso di volo con coincidenza, si deve tenere in considerazione soltanto la distanza radiale (distanza ortodromica) che un volo diretto percorrerebbe tra l’aeroporto di partenza e l’aeroporto di arrivo. Il fatto che la distanza effettivamente percorsa sia, in ragione della coincidenza, superiore alla distanza tra gli aeroporti di partenza e di arrivo non incide sul calcolo della compensazione. Il rinvio pregiudiziale consente ai giudici degli Stati membri, nell’ambito di una controversia della quale sono investiti, di interpellare la Corte in merito all’interpretazione del diritto dell’Unione o alla validità di un atto dell’Unione. La Corte non risolve la controversia nazionale. Spetta al giudice nazionale risolvere la causa conformemente alla decisione della Corte. Tale decisione vincola egualmente gli altri giudici nazionali ai quali venga sottoposto un problema simile.

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