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Amnistia e indulto, carceri e detenuti: le ultime news al 26 settembre 2017

Amnistia e indulto, carceri e detenuti, le ultime news all’11 settembre 2017: omicidio nel carcere di San Gimignano. Un caso di omicidio si è verificato all’interno del carcere di San Gimignano. Un detenuto romeno ha avuto una forte lite con il compagno di cella, un connazionale, al culmine della quale l’ha ucciso. Il detenuto omicida, spiega il Sappe, era seguito da “un gruppo di osservazione multidisciplinare per i casi psichiatrici e di autolesionismo”, eppure era stato lasciato da solo con il compagno di cella. Questo caso apre la discussione ad un altro problema, quello della carenza di organico all’interno della polizia penitenziaria. “Al Corpo di Polizia Penitenziaria servono almeno ottomila nuove unità per fronteggiare la costante emergenza carceri, che vede oggi in Italia il nuovo numero record di oltre 57mila 300 detenuti, con celle sovraffollate e tensione ‘a mille’ (come dimostra il grave fatto accaduto a San Gimignano) a tutto discapito del lavoro dei poliziotti penitenziari”, spiega il sindacato in una nota.

Amnistia e indulto, carceri e detenuti, le ultime news all’11 settembre 2017: aggressione a danni degli agenti di polizia a Salerno.

Nel carcere di Fuorni, a Salerno, si è verificato un episodio si violenza ai danni degli agenti di polizia penitenziaria. Un detenuto ha colpito due agenti al volto e ha invitato gli altri detenuti per fare una rivolta. Altri agenti sono intervenuti e hanno ripristinato l’ordine, portando il detenuto aggressivo in isolamento. Gli agenti sono stati ricoverati in ospedale e hanno riportato uno lesioni al volto, l’altro la frattura del setto nasale. Anche a Salerno ci sono problemi di sovraffollamento e problemi di carenza di organico. A parlare della situazione è il segretario del Sappe Emilio Fattorello: “Solo la professionalità dei pochi colleghi in servizio ha reso possibile il ripristino dell’ordine, in quanto sono riusciti ad isolare il violento ed agitato magrebino e a condurlo nel reparto d’isolamento. Da tempo nella casa circondariale di Salerno la prima sezione è terra di nessuno e i detenuti, con arroganza, si pongono in maniera violenta. I pochi uomini in servizio nei reparti detentivi a fatica riescono a garantire la legalità, mentre in altri settori il personale abbonda come già denunciato dal Sappe ed è stato verificato da una ispezione ministeriale. Anche il segretario regionale Domenico De Benedictis si è dimostrato preoccupato, e ha sottolineato come in queste condizioni non sempre è possibile garantire l’ordine e la sicurezza.

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