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Amnistia, Carceri, Giustizia, le news ad oggi 13 settembre 2017: la nuova Carovana della Giustizia in Puglia!

Amnistia, Carceri, Giustizia, le news ad oggi 13 settembre 2017. Dopo Calabria, Sicilia e Sardegna, dal 11 al 19 settembre il Partito Radicale e l’Unione delle Camere Penali Italiane organizzano una “Carovana per la Giustizia” che attraverserà tutta la Puglia. “La Carovana – ha spiegato Sergio D’Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino – farà la prima tappa a Foggia l’11 settembre, con visita nel carcere foggiano; proseguirà poi in tutte le province pugliesi, con ingressi in tutti gli altri istituti di pena della regione: San Severo, Lucera, Trani, Turi, Bari, Brindisi, Taranto, Lecce“.

Amnistia, Carceri, Giustizia: gli obiettivi della nuova Carovana per la Giustizia.

Gli obiettivi della Carovana della Giustizia sono: raccolta firme sulla proposta di legge delle Camere Penali per la separazione delle carriere dei magistrati, arrivata già a oltre 63000 sottoscrizioni; amnistia e indulto, premessa indispensabile per una Giustizia giusta; superamento di trattamenti crudeli e anacronistici come il regime del 41 bis e il sistema dell’ergastolo, a partire da quello ostativo; approvazione dei decreti delegati della riforma dell’Ordinamento Penitenziario; 3.000 iscritti al Partito Radicale entro il 31 dicembre 2017 per continuare le lotte di Marco Pannella.

La conferenza stampa di presentazione della nuova Carovana della Giustizia: le dichiarazioni di Rita Bernardini.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova iniziativa radicale, Rita Bernardini ha voluto dare una notizia: nel carcere Gazzi di Messina una bambina nigeriana di tre anni che con la madre e il fratellino condivide la detenzione ha ingerito un potente veleno per topi che le ha provocato emorragie e ora lotta per non morire in ospedale. A ciò si aggiunge l’aumento dei suicidi in carcere: quest’anno siamo già a 41″. La Bernardini ha ricordato che “gli 8000 detenuti che in tutta Italia hanno deciso di aderire al nostro grande Satyagraha, una iniziativa nonviolenta che consiste nel digiuno, nello sciopero della spesa e nel rifiuto del carrello, finalizzata nel richiedere al più presto l’attuazione della riforma dell’ordinamento penitenziario”. Tutto questo nel quasi totale silenzio dei mezzi di informazione che “presi da altro, ignorano la tematica della giustizia, soprattutto ciò che accade nel suo ultimo anello, ossia le carceri”.

Carceri e sovraffollamento: l’ultimo rapporto del Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa.

Intanto, sul fronte carceri e sovraffollamento, significativi sono i dati diffusi dall’ultimo rapporto del Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa che ha rilevato la crescita della popolazione carceraria nel nostro Paese. Un aumento di quasi 2mila detenuti registrato solo nei primi 6 mesi del 2016L’Italia è ancora indietro nella gestione delle proprie carceri. Lo ha reso noto il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa, nel suo ultimo rapporto sullo stato degli istituti di detenzione italiani. Nonostante gli sforzi effettuati per rispettare i parametri imposti dal comitato persiste il problema sovraffollamento e non mancano casi di maltrattamento.

Tale documento è stato redatto sulla base di una missione condotta nell’aprile del 2016, nel quale vengono denunciati anche numerosi casi di maltrattamenti. Il problema, si legge nel rapporto, “del sovraffollamento delle carceri italiane non è stato risolto perché molti istituti di pena operano ancora al di sopra della loro capacità“. Nello studio, il Cpt ricorda anche che l’Italia è tenuta a rispettare gli standard fissati dal comitato, relativi allo spazio che ogni detenuto deve avere a sua disposizione in cella. Le misure fissate sono di 6 metri quadrati di spazio vitale, esclusi i sanitari, per i detenuti ospitati in celle singole, e di 4 metri quadrati per quelli che condividono una cella con altri.

Il comitato, pur riconosciuto gli sforzi fatti dall’Italia per risolvere la questione del sovraffollamento dopo la condanna della Corte di Strasburgo, con la sentenza Torreggiani, osserva che i numeri della popolazione carceraria sono notevolmente aumentati nei primi 6 mesi del 2016, passando da 52.164 a 54.072 detenuti. Una crescita che non si arresta e che è stata confermata dallo stesso governo italiano, che nella sua risposta al rapporto del comitato, ha affermato che il 26 marzo 2017 erano detenute 56.181 persone. Nella replica al Cpt, le autorità italiane hanno anche annunciato che si stanno prendendo misure per risolvere la questione. Da una parte si cerca di permettere ai detenuti stranieri di scontare la pena nei loro paesi, dall’altra di ricorrere con maggiore frequenza alle misure alternative alla detenzione.

Carceri e maltrattamenti, i dati dello studio Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa.

Nel suo rapporto il Cpt ha affrontato anche il problema dei maltrattamenti, denunciando il mancato rispetto della legislazione italiana ad opera delle forze dell’ordine in diverse strutture. Oltre ai diversi esempi di maltrattamenti fisici, il comitato ha sottolineato la difficoltà per gli arrestati e i fermati nell’accesso immediato all’assistenza di un avvocato. Per questo motivo l’ente ha richiesto alle autorità italiane, al più alto livello politico, di fare una dichiarazione ufficiale a tutte le forze dell’ordine per intimare il rispetto dei diritti delle persone in loro custodia e far sì che ogni maltrattamento venga giudicato e punito adeguatamente.

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