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Riforma pensioni, l'intervista ed il resoconto di Roberto Ghiselli(Cgil) dopo l'incontro di ieri

Riforma pensioni, le ultime news dopo l’incontro tra governo e sindacati. Si è svolto il 13 settembre un ulteriore incontro tra Cgil-Cisl-Uil e Governo sul tema della Previdenza, nell’ambito della cosiddetta fase due prevista dal Verbale di sintesi del 28 settembre 2016. Il Ministro Poletti ha aperto la riunione riprendendo alcuni punti dei temi previdenziali affrontati durante gli ultimi incontri, confermando la disponibilità ad un allargamento della platea dell’ape sociale, ma limitatamente ad alcuni casi legati alla scadenza di un contratto a termine.

Il Ministro ha comunque tenuto a precisare che un quadro più preciso sull’ape sociale, sarà disponibile solo dopo il 22 settembre, data in cui avrà luogo la Conferenza dei servizi, all’interno della quale l’Inps pubblicherà i dati ufficiali delle domande di Ape sociale e precoci presentate, suddivise per diversa tipologia. Ha poi chiesto alla Cgil una proposta su alcuni punti, in particolare su giovani, donne e lavoro di cura. Ne abbiamo parlato a margine dell’incontro con Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, che ci ha spiegato nel dettaglio la posizione del sindacato sui vari punti oggetto della discussione.

Pensioni, l’incontro tra governo e sindacati del 13 settembre 2017 nel resoconto di Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil.

“Per quanto riguarda i giovani – ha sottolineato Ghiselli – abbiamo fatto presente al Ministro, che il contributivo dovrebbe essere un sistema caratterizzato da una flessibilità in uscita, tale da non avere vincoli di raggiungimento di un certo importo di pensione (raggiungimento del 1,5 o del 2,8 volte l’assegno sociale), per l’uscita anticipata di vecchiaia. Abbiamo comunque ribadito la necessità della cancellazione di tali limiti o della riduzione di entrambi i valori, che rischiano di premiare situazioni lavorative più forti e meno discontinue nel tempo, penalizzando i lavoratori più deboli”.

Pensioni di garanzia giovani, la posizione della Cgil.

Per quanto invece attiene la proposta sulla pensione contributiva di garanzia, abbiamo chiesto una riformulazione della proposta, garantendo un maggior raccordo tra il trattamento previdenziale e la storia contributiva della persona, superando quindi l’impianto ipotizzato dal governo che a nostro avviso risulta disincentivante alla partecipazione attiva sul mercato del lavoro e al relativo versamento contributivo”, ha rimarcato Ghiselli.

Pensioni donne, riconoscimento dei lavori di cura, Ape social.

Sul fronte pensioni delle donne, Ghiselli ha riaffermato la posizione della Cgil in merito al riconoscimento del lavoro di cura svolto dalle donne, e ribadisce:”Per quanto riguarda le donne, abbiamo fatto presente che il riconoscimento del lavoro delle donne è un concetto universalistico e non può essere ridefinito all’interno dello strumento dell’ape sociale, che invece, è riferito ad alcune casistiche particolari. E’ stato richiesto di agire sul comma 40 lettera C art.1 della L.335/1995 , prevedendone l’estensione ai soggetti destinatari del sistema misto (intervento ora previsto solo per chi è nel sistema contributivo, innalzando gli attuali 4 mesi previsti a 12 mesi per ogni figlio, con un tetto di 3 anni, anziché 1.

Sul lavoro di cura, punto su cui non è giunta alcuna proposta da parte del Governo, abbiamo richiesto la possibilità di un anticipo pensionistico di 1 anno ogni 5 anni, con un tetto massimo di 5 anni, per tutti quei soggetti che assistono un familiare titolare del riconoscimento di handicap grave (ai sensi della L.104/92).
Inoltre, abbiamo proposto di valutare la possibilità , nel contributivo, di un riconoscimento del lavoro di cura, partendo dai dati statistici, disponibili e certificati nel nostro Paese, con una valorizzazione della contribuzione per le donne, che contribuiscono in maniera determinate al lavoro di cura in termini più generali”.

Ape sociale e lavoratori precoci, la proposta della Cgil.

Decisa è arrivata la proposta anche in merito all’Ape social:”Per quanto riguarda l’Ape sociale e i lavoratori precoci abbiamo richiesto l’allargamento della platea, chiedendo al Governo di far rientrare alcuni soggetti attualmente esclusi (lavoratoridisoccupati per scadenza di un contratto a tempo determinato, coloro che nonostante siano stati licenziati non hanno il requisito contributivo per ricevere la Naspi). Inoltre, abbiamo proposto che la verifica del requisito contributivo per il riconoscimento dei lavori gravosi venga effettuata in un periodo più lungo (7anni sugli ultimi 10), la riduzione a 30 del limite contributivo dei 36 anni richiesto attualmente per i lavori gravosi ed infine estendere la casistica dei lavori gravosi ad altre tipologie di lavoratori, la modifica degli attuali termini di accesso al tfs/tfr per tutti i lavoratori pubblici che richiedono tali prestazioni”.

Età pensionabile ed aspettativa di vita.

Non è mancata una proposta concreta da parte della Cgil sul nodo dell’età pensionabile. “E’ stato ripreso il tema, per noi centrale, dell’adeguamento del requisito pensionistico legato alla speranza di vita, su cui abbiamo richiesto la sospensione dell’incremento dei requisiti pensionistici previsti dal primo gennaio 2019 e il superamento dell’automatismo che, fra l’altro, attualmente pesa due volte in termini di allungamento dell’età pensionabile e abbassamento dei rendimenti pensionistici. Abbiamo inoltre proposto la costituzione di un gruppo di lavoro che possa individuare criteri in grado di misurare il diverso impatto delle attività lavorative sulla speranza di vita”, ha ribadito Ghiselli.

“Sono stati ripresi alcuni punti su cui avevamo già sollecitato il Governo nei precedenti incontri, come la necessità di rilanciare la previdenza complementare, la ridefinizione della Governance dell’Inps, l’impegno ad una verifica dell’andamento dell’ottava salvaguardia relativa agli esodati e la situazione di opzione donna“.

Il prossimo incontro tra governo e sindacati.

A chiusura, ha sintetizzato Ghiselli: “Il Ministro Poletti si è impegnato a valutare, anche in termini di costi, le proposte sindacali, che riassumeremo in un documento scritto che verrà consegnato all’Esecutivo nei prossimi giorni. Ha comunque voluto precisare che ci muoviamo in un percorso stretto con dei limiti prefissati e con un’attenzione particolare ai conti. Il quadro delle risorse disponibili sarà più chiaro il 20 settembre dopo la presentazione della Nota di aggiornamento del Def, proponendo il prossimo incontro solo ai primi di ottobre.

E’ evidente che al momento risulta molto ampia la distanza tra le nostra proposta e quella presentata dal Governo. Stiamo quindi promuovendo iniziative nei territori e a livello regionale con l’obiettivo di garantire un coinvolgimento ed un’adeguata informazione ai lavoratori e pensionati, sull’andamento della trattativa con il Governo”.

Ringraziamo il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli per la cortese disponibilità.

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