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Proroga Opzione Donna, le ultime news ad oggi 9 novembre 2017!

Riforma pensioni 2017. Sul fronte pensioni anticipate donne, il Presidente dell’Inps Tito Boeri, ha evidenziato le proprie perplessità circa un intervento in favore delle donne madri, paventato in questi giorni dall’esecutivo ed ha così dichiarato: “Bisogna evitare scorciatoie per affrontare il problema di fondo, cioè la mancanza di potere contrattuale delle donne”. Una possibilità che secondo l’economista prevede dei rischi, visto che “la scelta di andare in pensione non è solo volontaria, ma anche del datore di lavoro che può sfruttare la possibilità di far uscire anticipatamente le donne con figli per ridurre la forza lavoro”. Inoltre, secondo l’economista il problema sarebbe riscontrabile anche a livello di equità, poiché si darebbe luogo ad una “discriminazione tra chi ha figli e chi ha puntato sulla carriera”. Il presidente Inps Tito Boeri non condivide l’idea di tagliare i requisiti di età per l’accesso alla pensione per le lavoratrici che hanno avuto figli. Bisogna, ha detto, “evitare le scorciatoie”.

Ma il problema delle donne – spiega – è che sono “frequenti le discontinuità nella carriera lavorativa” che fanno sì che le pensioni siano “molto basse”. Boeri ha sottolineato la necessità di intervenire sull’accesso al mercato del lavoro delle donne piuttosto che sull’uscita dal lavoro e su un sistema che vede il lavoro di cura cadere tutto sulla testa delle donne. “In quasi tutti i Paesi – dice – le ore lavorate in casa e fuori casa da uomini e donne si equivalgono. L’Italia è l’unico Paese nel quale le donne che lavorano cumulano un numero molto più alto di ore rispetto agli uomini” tra lavoro retribuito e lavoro di cura.

Pensioni anticipate donne: la replica di Davide Baruffi alle dichiarazioni di Tito Boeri.

Di posizione opposta l’On. Davide Baruffi, si è espresso riguardo le ultime dichiarazioni di Tito Boeri: «Il presidente dell’Inps “boccia” la proposta del Governo di uno sconto contributivo per le donne con figli, ai fini del raggiungimento dell’età pensionistica. Io credo al contrario che la storia contributiva dovrebbe tener conto non solo dei figli, ma di tutto il lavoro di cura che grava sulla storia lavorativa delle persone. Generalmente delle donne. Perché non c’è niente di più ingiusto che fare parti uguali tra diseguali. E dire, come fa Boeri, che il problema è ben altro (cioè aumentare il potere contrattuale delle donne) suona benissimo ma non risolve nessuno dei problemi delle centinaia di donne in carne ed ossa che conosco io. Mi viene il sospetto che frequentiamo classi sociali diverse».

Pensioni anticipate donne: la replica di Roberto Ghiselli alle dichiarazioni di Tito Boeri.

Decisamente fantasiose e singolari le dichiarazioni utilizzate dal presidente dell’Inps Tito Boeri per screditare un intervento di equità, che andrebbe al più presto introdotto, a favore delle donne”. Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli.
Secondo il dirigente sindacale “l’anticipo pensionistico non sarebbe un obbligo, ma una facoltà da garantire alle donne e a chi svolge lavori di cura, e non sarebbe certo causa di licenziamento per le imprese”.  “Ci auguriamo – conclude Ghiselli – che sul tema della pensione delle donne e sul riconoscimento del lavoro di cura, il Governo sia disponibile ad accogliere le proposte del sindacato, andando oltre le timide, quasi irrilevanti, aperture fatte nell’ultimo incontro su questo argomento”.

Pensioni, lavoro, occupazione: le ultime news di Cesare Damiano.

Le ultime news sul fronte pensioni, lavoro ed occupazione vengono fornite da Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, che ha dichiarato all’Ansa: “Gli ultimi dati dell’ISTAT certificano una ulteriore crescita occupazionale nel secondo trimestre di quest’anno. Questo trend, sommato all’aumento del PIL e alla crescita della produzione industriale, comincia a farci intravvedere una possibile uscita dalla crisi non transitoria. Non va però sottovalutato il fatto che 150 tavoli di crisi aziendale sono sotto i nostri occhi e che, se non verranno affrontati, produrranno nuovi disoccupati”.

“Per questo – prosegue – noi pensiamo che nella prossima legge di Bilancio vada previsto un ammortizzatore sociale ad hoc (perché gli attuali non sono sufficienti), che consenta di evitare la disoccupazione per questi lavoratori e di accompagnarli verso un nuovo impiego o alla pensione. La crescita quantitativa della occupazione, pur positiva, è soltanto il primo gradino di una lunga scala tutta da percorrere: adesso dobbiamo concentrarci sulla qualità, vale a dire sul lavoro a tempo indeterminato. Non possiamo sottovalutare che, finiti gli incentivi, siamo purtroppo tornati alla situazione ante Jobs Act: come ci ha ricordato l’ISTAT, l’aumento dell’occupazione è imputabile, in circa 8 casi su 10, soltanto alle assunzioni a termine”, conclude.

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