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Riforma pensioni oggi 18 novembre 2017: età pensionabile, pensioni anticipate e complementari, lavori gravosi

Riforma pensioni 2017. Il prossimo incontro tra Governo e sindacati sui temi della previdenza sarà fissato a ottobre dopo il G7 Lavoro e “a valle dell’approvazione della nota di aggiornamento del Def”. Il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti ha pubblicato un post su Facebook a margine dell’ultimo incontro tra governo e sindacti sul fronte delle pensioni:”Sentiero stretto. Non ci sono le risorse. Limiti di bilancio. Sulle pensioni un governo di ragionieri non sta rispondendo ai problemi di centinaia di migliaia di persone.Non va bene. Il confronto deve andare avanti ma deve anche produrre dei risultati. Come dico ormai da qualche giorno se non ci saranno è bene lavorare tutti insieme e unitariamente alla mobilitazione”.

Riforma pensioni, i prossimi incontri tra governo e sindacati slittano a ottobre.

Il confronto tra governo e sindacati su pensioni e lavoro si aggiorna ai primi di ottobre. La mancanza di un quadro certo sulle risorse da mettere sul tavolo degli interventi allo studio in questi mesi, infatti, obbliga l’esecutivo e Cgil, Cisl e Uil a una sorta di pausa tecnica. Ora i tecnici dell’esecutivo faranno una valutazione quantitativa delle proposte presentate, dalla pensione di garanzia per i giovani alla valorizzazione della maternità sul lavoro, dal riconoscimento del lavoro di cura alle riflessioni fatte sull’intervento di decontribuzione per incentivare l’occupazione giovanile.”Lavoreremo nei prossimi giorni sulle proposte che hanno fatto i sindacati analizzando le platee e i costi degli interventi tenendo conto dei vincoli di bilancio e degli obiettivi che ci siamo dati”, ha spiegato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Sul tavolo del confronto le pensioni di garanzia per i giovani, lo sconto di requisiti per le lavoratrici madri, il lavoro di cura e il congelamento dell’aumento dell’età pensionabile dal 2019 per effetto delle aspettative di vita.

Pensioni anticipate: Ape social, verso un ampliamento delle categorie.

Nei prossimi giorni una conferenza dei servizi di Ministero del Lavoro e INPS farà una prima valutazione tecnica sulle eventuali criticità emerse sull’Ape Sociale. Potrebbe esserci la stabilizzazione dello strumento di flessibilità in uscita. Lo ha dichiarato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nel question time alla Camera, facendo riferimento non solo alla possibilità di rendere strutturale l’Ape Social ma anche di correggerlo, ampliando la platea a categorie di lavoratori fino ad ora escluse, quali ad esempio gli autonomi, i disoccupati che non hanno diritto al sussidio o che non l’hanno percepito (la normativa prevede che si debba aver terminato di percepire il trattamento di disoccupazione, quale che sia, seguito da un periodo di inoccupazione pari ad almeno tre mesi).”

Pensioni anticipate ed Ape social, la proposta della Cgil.

Per quel che attiene all’ampliamento delle categorie dell’Ape Social, arriva anche la decisa proposta della Cgil, dal segretario confederale Roberto Ghiselli, in cui viene chiesto al Governo di far rientrare alcuni soggetti attualmente esclusi (lavoratoridisoccupati per scadenza di un contratto a tempo determinato, coloro che nonostante siano stati licenziati non hanno il requisito contributivo per ricevere la Naspi), la verifica del requisito contributivo per il riconoscimento dei lavori gravosi effettuata in un periodo più lungo, la riduzione a 30 del limite contributivo dei 36 anni richiesto attualmente per i lavori gravosi e l’estensione della casistica dei lavori gravosi ad altre tipologie di lavoratori.

Riforma pensioni, i sindacati preparano le loro iniziative.

I sindacati intanto avviano già da subito iniziative di sostegno delle proposte presentate. Allo studio anche l’eventualità di svolgere tre manifestazioni. Saranno “iniziative originali”, ha comunque assicurato il leader della Cgil Susanna Camusso. Al centro delle proposte ovviamente ancora la richiesta dei sindacati di congelare l’aumento dell’età pensionabile legato alle aspettative di vita. Un tema che “rischia di essere dirompente nel nostro Paese”, ha detto il leader Uil, Carmelo Barbagallo, rinnovando la richiesta di congelamento di questo meccanismo.

Inoltre, i sindacati avrebbero intenzione di richiedere un incontro al premier, Paolo Gentiloni, proprio in vista dell’appuntamento con la nota di variazione del Def. Il nodo risorse d’altra parte è sostanziale. Il prossimo appuntamento, dunque, come ha spiegato il leader Cisl, Anna Maria Furlan, sarà tra 15-20 giorni: “In questo periodo avremo più chiarezza sulle disponibilità economiche del governo e saremo molto attenti alle valutazioni che farà il governo. Sosterremo le nostre ragioni”, ha concluso.

Pensioni donne, le dichiarazioni di Domenico Proietti (Uil).

A margine dell’incontro Governo-Sindacati il Segretario Confederale UIL Domenico Proietti ha così commentato con Orietta Armiliato del Comitato Opzione Donna Social quanto emerso in seno al tavolo di confronto:”Il governo continua ad essere vago sulle risorse e questo ci preoccupa . Noi abbiamo ribadito le nostre proposte mettendo in primo piano il tema delle donne. Dobbiamo far crescere la mobilitazione per conseguire gli obbiettivi che sono stati individuati in queste settimane di confronto per continuare a reintrodurre principi di equità e giustizia nel nostro sistema previdenziale.”

Pensioni donne, lavori di cura, opzione donna, le dichiarazioni di Roberto Ghiselli (Cgil).

Dal suo canto, il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli ha ribadito:”Sul lavoro di cura abbiamo richiesto la possibilità di un anticipo pensionistico di 1 anno ogni 5 anni, con un tetto massimo di 5 anni, per tutti quei soggetti che assistono un familiare titolare del riconoscimento di handicap grave (ai sensi della L.104/92). Inoltre, abbiamo proposto di valutare la possibilità, nel contributivo, di un riconoscimento del lavoro di cura, partendo dai dati statistici, disponibili e certificati nel nostro Paese, con una valorizzazione della contribuzione per le donne, che contribuiscono in maniera determinate al lavoro di cura in termini più generali”. Riproposta anche una verifica di opzione donna.

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