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Riforma pensioni oggi 20 novembre 2017: incontro governo sindacati, pensioni anticipate, Ape, età pensionabile

Riforma pensioni, oggi 17 settembre 2017. Le ultime news sul fronte pensioni vengono fornite da Roberto Ghiselli, segretario confederale Cgil, che, ai microfoni di Italia parla, la rubrica quotidiana di RadioArticolo1, ha così dichiarato: “Le distanze tra le parti sono ancora rilevanti: per questo, abbiamo chiesto un incontro a ottobre con il premier Paolo Gentiloni. Il confronto è stato utile, ci sono stati dei passi in avanti su alcuni aspetti, ma i nodi più importanti sono ancora irrisolti, come l’innalzamento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita. Insomma, c’è bisogno di uno scatto che chiama in causa fino in fondo la volontà politica del governo, a partire dalle risorse da mettere a disposizione per un’operazione del 2018”.

“I nostri interlocutori naturali sono governo e ministero del Lavoro – ha detto l’esponente Cgil –, mentre ci sono soggetti come il presidente dell’Inps, che interpretano male il proprio ruolo, agendo su una trattativa che implica delle decisioni politiche, su cui Tito Boeri può intervenire solo su cose che attengono direttamente la sua funzione. Invece, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, evidentemente pesa molto, nel senso che il Documento di economia e finanza e la successiva legge di Stabilità ci diranno quanto conta il ruolo e l’opinione del Mef. Noi siamo convinti che ci siano situazioni da affrontare con impegno al più presto, come disoccupazione giovanile e povertà. E in qualche modo, il tema previdenziale è collegato a tali questioni, perché se continuiamo a formare un tappo impedendo l’uscita dal mondo del lavoro dei più anziani, per i giovani sarà sempre più complicato trovare lavoro, come dimostrano i dati occupazionali”.

“Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha assunto una posizione di attesa sull’innalzamento dell’età pensionabile e su questo siamo molto critici, perché non dare risposte ora significa non darle mai più. Noi pensiamo che, in particolare per le donne, ci sia bisogno di intervenire con qualche modifica, perché l’automatismo attuale porta la crescita dell’età all’infinito, senza tener conto dell’impatto sociale che hanno misure di tal genere. Non fare nulla è un grosso errore, perché non parliamo di numeri o di conti economici, ma di persone che fanno certi lavori a una certà età e hanno tanti anni di contributi che non possono proprio più lavorare. Così com’è uno sbaglio non dare prospettive previdenziali ai giovani, perché con l’attuale sistema coloro che hanno carriere discontinue con basse contribuzioni sarebbero oltremodo penalizzati. Anche in questo caso, la proposta del governo è del tutto inadeguata”, ha continuato il sindacalista.

Riforma pensioni, oggi 17 settembre 2017

“Il governo ha suggerito di abbassare da 1,5 a 1,2 volte l’importo minimo della pensione rispetto all’assegno sociale, maturando così il diritto a ritirarsi. Si tratta di un primo segnale positivo, anche se insufficiente. Noi chiediamo di costruire un sistema in cui si dica ai giovani: guarda, se tu t’impegni lavorando o comunque facendo formazione, stai sul mercato del lavoro. E tutto quello che versi – anche contributi fragili, perché magari fai una collaborazione, lavori a part time, sei pagato con i voucher – ti sarà comunque valorizzato, non andrà perduto e sarà considerato nel caso tu non abbia una pensione adeguata. È un’idea diversa da una pensione minima garantita a tutti a prescindere, perché è molto più seria, valorizza il sistema contributivo e la partecipazione delle persone al mercato del lavoro e non è assistenziale. Questa è la differenza rispetto alla proposta fatta dal governo”, ha aggiunto ancora Ghiselli.

Pensioni anticipate donne, le ultime news di Roberto Ghiselli.

“Sulle donne, invece, l’esecutivo si è riservato di fare una valutazione e una stima dei costi sulla questione da noi avanzata dello sconto e sull’età di pensionamento di un anno per ogni figlio, con un massimo di tre anni. Un’altra nostra proposta riguarda il lavoro di cura per le persone disabili dei nuclei familiari: in quei casi, abbiamo chiesto un anno di valorizzazione contributiva ogni 5 anni di lavoro di cura, perché in tal modo vai incontro a tante persone, soprattutto donne, che nel corso della loro vita hanno avuto a che fare con un figlio disabile o con un anziano non autosufficiente, dovendo conciliare molto spesso per diversi anni il lavoro professionale con l’assistenza a queste persone. Siccome anche quest’ultimo è un lavoro, noi chiediamo che venga giustamente riconosciuto”, ha concluso il segretario confederale della Cgil Ghiselli.

Pensioni anticipate e Ape Social, le ultime news di Alessandro Genovesi, Fillea Cgil.

Sul fronte pensioni anticipate ed Ape Social le ultime news vengono fornite da Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil che denuncia:“Sul tavolo del confronto con il governo pesa come un macigno la totale rimozione della condizione di centinaia di migliaia di lavoratori impegnati in attività usuranti e gravose, come quelle svolte dagli operai edili. Operai che continuano a morire sulle impalcature, vittime di lavoro nero, sfruttamento e di un ingiusto sistema previdenziale”.

Alessandro Genovesi evidenzia:“La stessa Ape social con i suoi vincoli (35 anni di contributi di cui 6 su gli ultimi 7 a lavoro) è stata un flop per i nostri settori. Aspettiamo le tabelle ufficiali ma dai dati in nostro possesso sono state meno di 600 le domande presentate all’Inps, per le difficoltà (superate solo a 48 dalla scadenza) di reperire la documentazione, ma soprattutto perché dopo anni di crisi praticamente nessun edile, come continuamente denunciato dalla Fillea Cgil, aveva e ha quei requisiti”.

Il sindacalista quindi ha proseguito: “Ed ora cosa fa il governo? Invece di prendere atto della grave condizione di migliaia e migliaia di over 65 che operano nel settore (oltre 20 mila), invece di ripensare per queste e altre attività gravose meccanismi strutturali di uscita anticipata anche al fine di ridurre gli infortuni e dare possibilità occupazionali ai nostri giovani, pensa addirittura di alzare ulteriormente l’età per andare in pensione. Basta ipocrisie, basta lacrime di coccodrillo: moralmente e politicamente chi sta continuando su questa strada è il ‘mandante morale’ delle tante morti bianche, dei tanti casi di lavoro nero e sfruttamento nel settore delle costruzioni. E pensare che di giovani impegnati nella ricostruzione, nella rigenerazione, nella lotta al dissesto idrogeologico questo Paese ne avrebbe un bisogno immenso”.

Riforma pensioni, le ultime news di Domenico Proietti (Uil).

Il Segretario Confederale Domenico Proietti ha preso posizione sulle ultime dichiarazioni del presidente Boeri ed ha sottolineato:”Il presidente dell’Inps con le sue quotidiane esternazioni su tutto lo scibile umano è ormai diventato stucchevole. Oggi è tornato a pontificare di cosa dovrebbero occuparsi i sindacati. “Si sa che la gente da buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio…” Il sindacato italiano, se ne faccia una ragione il professor Boeri, continuerà a sviluppare un’iniziativa ed una proposta su tutti i temi che riguardano i lavoratori, le lavoratrici, i pensionati e più in generale le politiche utili a far tornare l’Italia protagonista sul piano economico, sociale e civile. Sta diventando sinceramente imbarazzante il silenzio del Governo: intervenga per porre fine all’era dell’uomo solo al comando nella gestione del più grande ente previdenziale d’Europa”, ha concluso il Segretario Confederale Domenico Proietti.

Riforma pensioni, Inps: le ultime news di Cesare Damiano.

Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera ha così commentato: “Il largo spettro di argomenti toccato da Boeri nel corso di una tavola rotonda, che vanno ben al di là del tema previdenziale, merita qualche riflessione. Per quel che riguarda la questione della rappresentatività sindacale è giusto ricordare al Presidente dell’INPS che sono in discussione alla Commissione Lavoro della Camera alcune proposte di legge che hanno l’obiettivo di recepire, sostanzialmente, i contenuti dell’accordo stipulato da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria sul tema, attribuendogli la forza della legge”. “Nel corso delle audizioni tutte le organizzazioni – ha proseguito Damiano – hanno concordato circa la necessità di procedere rapidamente al varo di questo provvedimento che, censendo il peso organizzativo di ciascun soggetto, contribuirà a sconfiggere la pratica degli accordi pirata e del dumping sociale.

Riforma pensioni, Inps: le repliche di Cesare Damiano alle ultime dichiarazioni di Tito Boeri.

Ed ha aggiunto in una nota:”Il Presidente dell’INPS, Boeri, in una intervista al Corriere della Sera, definisce ‘surreale’ la proposta che si sta discutendo al tavolo Governo-sindacati sulla pensione di garanzia per i giovani che hanno il contributivo e sull’anticipo dell’età pensionabile per chi svolge i lavori di cura. Io ritengo invece ‘surreale’ l’intervista di Boeri”. “Occuparsi delle difficoltà dei giovani e delle donne per quanto riguarda l’ingresso nel mercato del lavoro e per il conseguimento di una pensione dignitosa, mi sembra una indiscutibile priorità. Lavoro e pensione sono legate indissolubilmente: se si svolge per tutta la vita un lavoro discontinuo e a bassa retribuzione, come accade oggi, si avranno pochi contributi e, di conseguenza, si diventerà pensionati poveri. Per questo motivo nella legge di Bilancio ci apprestiamo, come Boeri dovrebbe sapere, a inserire una norma che preveda incentivi strutturali per l’assunzione dei giovani nei lavori di qualità, cioé a tempo indeterminato”.

“Questa scelta – ha spiegato Damiano – potrà produrre un cambiamento, ma ci vorrà tempo e chi è entrato a partire dal 1996 nel mercato del lavoro, quando iniziò il sistema contributivo, potrebbe essere penalizzato. Aiutare con un assegno di natura sociale o di integrazione al minimo chi non arriverà a un livello dignitoso di pensione (1.000 euro al mese?), significa farsi carico dei giovani che hanno subito la precarietà del lavoro e la flessibilità senza regole. È surreale? Così come riconoscere a chi presta lavori di cura, donne e uomini, contributi figurativi ai fini pensionistici, non significa altro che allineare l’Italia ai Paesi europei più avanzati”. “Anche questo e’ surreale? Infine, per quanto riguarda il debito implicito e gli impegni previdenziali che ci siamo assunti con l’Europa, mi aspetterei che Boeri confermasse o smentisse il calcolo contenuto nella nota tecnica del Governo allegato alla passata legge di Bilancio, nel quale si certifica che le riforme pensionistiche (Maroni, Damiano, Berlusconi, Monti) produrranno un risparmio, dal 2004 al 2050, pari a 900 miliardi di euro. Tutto sulle spalle dei pensionati. In questo caso si può dire, anche a chi vorrebbe il ricalcolo delle pensioni in essere, ‘abbiamo già dato’”.

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