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Riforma pensioni, oggi 16 ottobre 2017: pensioni anticipate donne, incontro governo sindacati, legge di Bilancio

Riforma pensioni, oggi 18 settembre 2017, le ultime news. Le ultime novità sul fronte pensioni vengono fornite dal segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli, uno dei protagonisti del confronto tra governo e sindacati sulla delicata partita previdenziale. “Per le pensioni ci vogliono le risorse. Se il governo continua a dire che non ci sarà nulla, noi siamo pronti alla mobilitazione. Noi vogliamo continuare il confronto, ma non basta se i tavoli non producono risultati: finora nella ‘fase 2’ ci sono stati timidi passi in avanti del tutto irrilevanti”. “Abbiamo già invitato tutte le strutture a fare assemblee – precisa Ghiselli – e a parlare con la cittadinanza, un impegno preso anche con Cisl e Uil. Se entro i primi giorni di ottobre non avremo risposte sufficienti, è evidente che dovremo pensare a una mobilitazione diretta usando tutti gli strumenti di cui possiamo disporre. Sulle pensioni abbiamo ancora una ferita aperta, non possiamo permetterci di dare l’idea che abbiamo fatto finta. Come sempre, siamo un sindacato responsabile, però su alcuni temi pretendiamo risposte chiare”.

Le ultime novità sul fronte pensioni vengono fornite dal segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli.

Continua Ghiselli:”Se la prima fase del confronto ha dato qualche risultato (vedi Ape sociale e lavoratori precoci), in questo periodo si discute di altri argomenti sui quali i sindacati non sono disposti a compromessi: speranza di vita, prospettiva per i giovani, lavoro di cura e donne, flessibilità in uscita, tutela del potere d’acquisto delle pensioni in essere. La nostra piattaforma immagina un modello radicalmente diverso dalla riforma Fornero che, lo ricordo, fu una manovra finanziaria per fare cassa. Le cifre sono note, circa 80 miliardi nel periodo 2012-2020. Perciò siamo convinti che non sia sufficiente apportare qualche modifica. Con responsabilità ed equilibrio affrontiamo la ‘fase 2’ ma i tempi sono ormai strettissimi, siamo nell’ordine di qualche settimana”.

Che sia necessario rimettere mano alla riforma lo sostiene anche Angelo Pandolfo, docente di diritto del lavoro all’Università di Roma La Sapienza, intervenuto al dibattito: “La mia opinione è che questo sistema, venuto fuori in uno stato di necessità, o presunta tale, richieda aggiustamenti importanti, in particolare sugli ammortizzatori sociali, perché i problemi sono evidenti. In un sistema di tutela sociale servono misure compensative per chi perde il lavoro. La riforma del ‘95 con il contributivo aveva il grande vantaggio della flessibilità dai 57 ai 65 anni. Ma gli ultimi cambiamenti sono stati fortissimi, oggi siamo arrivati a 66 anni, quasi 67, fino a 70, e con le aspettative di vita si andrà anche oltre”.

Pensioni ed età pensionabile: le ultime news di Roberto Ghiselli(Cgil).

Uno dei punti su cui più insiste la Cgil è l’adeguamento automatico per tutti che scatterà dal 2019. “C’è l’esigenza di valutare ciascuna vita lavorativa”, precisa il segretario confederale –. Solleciteremo il governo a mettere in piedi approfondimento per misurare il fatto che non tutti hanno la stessa speranza di vita. Fissare limiti uguali per tutti, cosa peraltro decisa prima della riforma Fornero, è iniquo. Sono dinamiche che vanno riviste tenendo conto non solo dell’aspetto finanziario, ma anche di quello sociale”.

Anche per le prospettive dei giovani, al momento, la Cgil non è d’accordo con l’esecutivo: “Siamo contrari alla pensione minima garantita perché anch’essa è iniqua, dà il messaggio che la carriera non dà alcun esito e alimenta il lavoro nero. E comunque stiamo parlando di 600 euro, una miseria. Noi chiediamo un sistema che incentivi a restare nel sistema pubblico e di evitare l’uso dei fondi complementari in sostituzione degli ammortizzatori sociali. Anche perché chi ha carriere fragili non può permettersi una pensione complementare”.

Pensioni donne: il commento di Orietta Armiliato del Cods alle parole di roberto Ghiselli.

A commentare le parole del segretario Ghiselli ci ha pensato Orietta Armiliato del CODS, che nel post di ieri su Facebook ha così dichiarato:«Da Lecce dalle Giornate del Lavoro giungono le significative parole del Segretario Confederale CGIL Roberto Ghiselli che riporto testualmente nella fotografia allegata. Duole prendere atto anche in questo gruppo che nasce ad hoc per promuovere e sostenere queste sacrosante istanze, che molte donne non comprendono pienamente la portata di queste affermazioni e non si interessino al grosso lavoro che si sta portando avanti per smuovere i meccanismi iniqui dovuti a carenze di aria tipologia che da sempre limitano le carriere e quindi le condizioni previdenziali delle donne, duole leggere da parte di donne ultra-cinquantenni commenti tipo questo “non ci interessa il riconoscimento del lavoro di cura noi vogliamo solo andare in pensione adesso perché è un nostro diritto…”.

«Molte donne, abituate a vivere nel “perimetro del far quadrare il bilancio mensile casalingo”, e di questo ovviamente ne va dato merito, ancora non hanno alzato del tutto lo sguardo verso un orizzonte più ampio che associato ad un concetto di lungimiranza potrà portare benessere ed equità alle proprie figlie, nipoti insomma alle future generazioni femminili. Una volta affermato il principio ed avuto un primo riscontro legislativo che contempli una valorizzazione tangibile, come noi del CODS auspichiamo e stiamo cercando di fare, non sará più possibile ignorarlo e tornare indietro ma, inesorabilmente, diventerà motore di ulteriori modifiche, miglioramenti e passi in avanti verso una sempre minore differenza fra uguali, che oggi esiste e ci penalizza pesantemente in tutto il corso della nostra esistenza».

Pensioni, le ultime dichiarazioni del viceministro dell’Economia e delle Finanze Enrico Morando.

A proposito di conti e vincoli di bilancio, il viceministro dell’Economia e delle Finanze Enrico Morando ha dichiarato: “I vincoli di bilancio devono sempre essere rispettati, per cui sulle pensioni -secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Italpress – saranno possibili interventi come qualche misura di completamento dell’Anticipo pensionistico sociale”. La centralità nella legge di Bilancio 2018 sarà riconosciuta “a un’azione efficace di sviluppo – ha detto Morando parlando con i cronisti al termine di un incontro alla Festa dell’Unità di Firenze – dell’occupazione giovanile”. Priorità, dunque, al lavoro dei giovani, con i nuovi contributi fiscali alle imprese sulle nuove assunzioni. Per il viceministro del Mef le risorse sono scarse. La fase uno della riforma pensioni ha già comportato “un intervento significativo – ha detto Enrico Morando – in un contesto nel quale – ha sottolineato – le risorse sono scarse”.

Pensioni e turnover, le ultime news di Angelo Rughetti, sottosegretario alla Pubblica amministrazione.

Nuove assunzioni e turnover sono necessari anche per il sottosegretario alla Pubblica amministrazione, Angelo Rughetti. “Nei prossimi 4 anni abbiamo quasi 500mila persone che nel sistema pubblico andranno in pensione. E’ un’occasione straordinaria” per far entrare “i giovani”. Per Rughetti, è “una grande scommessa che va fatta in questo momento è la legge di stabilità”, che può essere uno strumento, “non solo dal punto di vista delle risorse, ma da quello metodologico”. L’obiettivo del governo sarebbe dunque quello di anticipare le uscite dei pensionati, fare un piano dei fabbisogni e indire un grande concorso per assumere giovani.”Se siamo bravi a programmare”, il varco che si apre con le uscite per pensionamento consente “di portare nel sistema pubblico nuova linfa, abbassare l’età media, aprendo ai giovani e ai talenti”, sottolinea Rughetti.

Ma avverte: “Sostituire il budget di uscita con una percentuale di entrata potrebbe significare buttare soldi”.Nel Testo Unico sul pubblico impiego, il decreto Madia, “abbiamo già individuato una traccia, ora bisogna dargli corpo, realizzando così un nuovo sistema dei fabbisogni, dei concorsi e di rimunerazione”. E non a caso, aggiunge il sottosegretario, “i contratti arrivano in questo momento.

Pensioni dei parlamentari, le ultime news.

Il 15 settembre 2017 è scattata la pensione per 608 parlamentari. A partire da oggi 417 deputati e 191 senatori di prima nomina, dopo 4 anni sei mesi e un giorno di legislatura, matureranno il diritto a percepire la pensione. Un assegno che dovrebbe aggirarsi sui 1.000 – 1.100 euro netti che potrà essere incassato solo al compimento di 65 anni, così come previsto dalla riforma sui vitalizi del 2012 che ha introdotto il sistema di calcolo contributivo. Per chi invece ha già altre legislature alle spalle, l’età si abbassa. “Per ogni anno di mandato oltre il quinto – si legge sul sito del Senato – il requisito anagrafico è diminuito di un anno sino al minimo inderogabile di 60 anni”. Un trattamento previdenziale fortemente ostacolato dai Cinque Stelle che ieri hanno distribuito ai colleghi di Palazzo Madama “la pensione enigmistica”, un cruciverba satirico in segno di protesta per la mancata riforma del sistema tuttora oggetto di discussione parlamentare.

Vitalizi, le ultime dichiarazioni di Tito Boeri.

Sul fronte vitalizi, il presidente dell’Inps, Tito Boeri spiega che dalla revisione dei vitalizi, “fra parlamentari e consiglieri regionali, si possono trovare 150 milioni”. Lo spiega, in una intervista al Corriere della Sera, il presidente dell’Inps, Tito Boeri. Ma è come cercare un ago in un pagliaio, mentre bisognerebbe partire dalla “trasparenza : trovo davvero grave che il Parlamento non abbia reso pubbliche le cifre sui contributi versati dai diversi parlamentari. Solo le Camere le hanno e non vengono date neanche all’Inps. Volessimo fare ricalcoli precisi sui contributi versati, non potremmo”, sottolinea Boeri.

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