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Riforma pensioni, oggi 22 settembre 2017: pensioni anticipate, flessibilità, lavori di cura, età pensionabile

Riforma pensioni 2017. Sul fronte pensioni e previdenza, sottolinea il Documento di sintesi in 11 punti di Cgil, Cisl e UilIl con le richieste che i sibdacati avanzano al governo, il confronto avviato lo scorso anno fra Cgil, Cisl e Uil ed il Governo in materia di pensioni, sulla base della Piattaforma unitaria “Riformare le pensioni, dare lavoro ai giovani”, ha permesso di giungere alla sottoscrizione del Verbale di sintesi del 28 settembre 2016 e all’emanazione di importanti misure che hanno introdotto un principio di flessibilità di accesso alla pensione, come la pensione anticipata per i lavoratori precoci, l’ape sociale, il cumulo contributivo gratuito e la semplificazione della normativa per i lavoratori usuranti.

Inoltre, per i pensionati, l’estensione della quattordicesima e della no tax area. Il confronto in corso sulla “fase due”, pur avendo fatto registrare alcuni, parziali, element di avanzamento, al momento sta evidenziando significatve distanze, anche su elementi particolarmente rilevanti, distanze che il proseguimento del negoziato ci auguriamo possa far superare. L’obiettivo delle organizzazioni sindacali nella “fase due” è quello di determinare risultati concreti sui punti fissati nel Verbale di sintesi, che vadano nella direzione indicata dalla piattaforma sindacale, che rimane il riferimento del sindacato per una riforma organica del sistema previdenziale nel nostro Paese. Ci sono i punti più significativi che poniamo in questa fase all’attenzione del Governo.

Revisione del meccanismo di adeguamento dei requisiti di accesso alla pensione in relazione agli incrementi della speranza di vita.

Si richiede, in primo luogo, di bloccare l’adeguamento dei requisiti di accesso alla pensione previsto con decorrenza 1° gennaio 2019 e avviare un negoziato per la revisione dell’attuale meccanismo di adeguamento dei requisiti all’aspettatva di vita per quanto concerne la pensione di vecchiaia, la pensione anticipata e i coefficienti di rivalutazione. Si propone inoltre, di costruire un gruppo di lavoro, composto dai rappresentanti dei ministeri e degli istituti competenti e da Cgil, Cisl e Uil, al fine di individuare i criteri in grado di poter misurare il diverso impatto delle attività lavoratve sulla speranza di vita.

Superamento delle disparità di genere delle donne e valorizzazione del lavoro di cura.

Sottolinea la proposta dei sindacati sul fronte pensioni: “Occorre una maggiorazione contributiva dei periodi di congedo di maternità, il riconoscimento di un anticipo rispetto all’età legale per l’accesso alla pensione di vecchiaia (sia nel contributvo che nel misto) per tutte le lavoratrici che abbiano avuto o adottato dei figli; tale antcipo sarà di 1 anno per ogni figlio fino ad un massimo di 3 anni; in alternatva, la possibilità per il trattamento economico della pensione, dell’applicazione del 1 coefficiente di trasformazione relatvo all’accesso alla pensione, maggiorato di un anno per uno o due figli, maggiorato di due anni in caso di tre o più figli.

La riduzione di un anno per ogni figlio, fino ad un massimo di tre anni, del requisito contributvo per l’accesso all’ape sociale, di cui all’artcolo 1, commi 179-186, della legge 232/2016; il riconoscimento, nel sistema misto e contributivo, di un anticipo pensionistco (1 anno ogni 5 anni, fino un massimo di 4 anni, rapportato a ratei annuali) ai soggetti che assistono il coniuge, l’unito civilmente o un parente di primo e secondo grado convivente con handicap grave ai sensi dell’artcolo 3, commi 1 e 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. La valorizzazione contributva del lavoro di cura per le donne, tenendo conto degli indicatori statistici che attestano l’attuale distribuzione di tale attività. La revisione dell’attuale sistema di contribuzione per chi svolge lavoro domestico prevedendo versamenti contributivi pieni -anche oltre le prime 24 ore settimanali lavorate e rapportat alle retribuzioni corrisposte effettivamente, se superiori a quelle convenzionali.

Riforma pensioni, Flessibilità in uscita e sostegno alle future pensioni dei giovani.

Riduzione dell’importo soglia per l’accesso alle pensioni calcolate con il sistema contributivo. Al fine di aumentare la flessibilità delle scelte individuali per le lavoratrici e i lavoratori si ritene necessaria la riduzione dell’importo soglia per l’accesso alle pensioni contributve al compimento dell’età pensionabile o dell’età per la pensione antcipata con 20 anni di anzianità contributva. In partcolare: ridurre da 1,5 ad 1 volta l’assegno sociale l’importo soglia richiesto per la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi; – ridurre significatvamente l’importo soglia (attualmente pari a 2,8 volte l’assegno sociale) in caso di pensionamento antcipato nel sistema contribuivo a 63 anni e 7 mesi con 20 anni di contributi. Pensione contributiva di garanzia e graduazione della quota di pensione deducibile dal reddito influente in funzione degli anni di contribuzione ed inclusione delle pensioni complementari nella quota.

Si conferma l’esigenza di una riforma organica che introduca nel sistema previdenziale una pensione contributiva di garanzia che consolidi il pilastro previdenziale pubblico e possa riconoscere e valorizzare ai fini previdenziali, le situazioni di discontinuità lavorativa, il lavoro e le contribuzioni povere, l’attività di cura, studio e formazione e a tale proposito proponiamo la definizione di un Memorandum che fissi i principi e i reciproci impegni futuri. In questa fase transitoria si chiede una riformulazione della proposta avanzata dal Governo, garantendo un maggior raccordo tra il trattamento previdenziale e la storia contributva della persona, superando quindi l’impianto ipotizzato, che a nostro avviso risulta disincentivante alla partecipazione attiva sul mercato del lavoro e al relatvo versamento contributvo, e non riconosce adeguatamente le storie contributive più deboli. In partcolare proponiamo che la quota di pensione deducibile dai redditi influenti per l’erogazione dell’assegno vada graduata in ragione degli anni di contribuzione pensionistca. In particolare la quota di pensione deducibile è innalzata: al 50% in caso di pensione conseguita con almeno 20 anni di contribuzione; al 55% in caso di pensione conseguita con almeno 25 anni di contribuzione; al 60% in caso di pensione conseguita con almeno 30 anni di contribuzione. Inoltre, al fine di valorizzare le scelte orientate al risparmio previdenziale da parte di quei lavoratori che hanno aderito a forme pensionistche complementari, si conviene di rendere deducibili anche le pensioni complementari, nelle misure e con le modalità prima indicate per le pensioni obbligatorie.

Riforma pensioni e previdenza complementare.

Valorizzazione dei periodi di formazione e copertura di quelli di non lavoro. Si propone la valorizzazione dei periodi di discontnuità lavorativa e di formazione qualificata, non coperta da alcuna contribuzione previdenziale, per il raggiungimento del requisito contributo dei 20 anni necessario per l’accesso antcipato alla pensione di vecchiaia nel sistema contributvo. Il rilancio delle adesioni della previdenza complementare estendendo la fiscalità incentivante, prevista per i lavoratori privati, anche a quelli del settore pubblico. E occorre “operare, finalmente, una separazione contabile della spesa previdenziale da quella assistenziale al fine di dimostrare che la spesa per pensioni, in Italia, è sotto la media europea”. Bisogna, poi, varare subito una riforma della governance dell’Inps e dell’Inail per realizzare un sistema efficiente, trasparente e partecipato. Cgil, Cisl e Uil chiedono, infine, il ripristino della piena indicizzazione delle pensioni introducendo un nuovo paniere e recuperando quanto perso in questi anni.

Riforma pensioni, i primi commenti di Cesare Damiano sulla proposta Cgil, Cisl, Uil.

Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, ha così commentato la proposta unitaria dei sindacati sul fronte pensioni“L’apertura del confronto sulla legge di Bilancio si avvicina e tutti affilano le armi. Noi ci batteremo per una proposta di sviluppo che sappia tenere insieme i temi del lavoro e dello Stato sociale. È importante che Cgil, Cisl e Uil abbiano presentato una piattaforma unitaria per gestire la Fase 2 del Verbale sottoscritto lo scorso settembre con il Governo”.“Nelle proposte dei sindacati – prosegue Damiano – abbiamo trovato molti punti di convergenza: la revisione del meccanismo dell’aspettativa di vita, dal momento che nel 2015 è diminuita e che, per quest’anno, è previsto un indice di mortalità in crescita del 15%. I 5 mesi previsti di innalzamento dell’età della pensione, a partire dal 2019, vanno dunque ribassati”.

Pensioni donne, riconoscimento dei lavori di cura.

“Un secondo punto – spiega Damiano all’Ansa – riguarda il riconoscimento di periodi di contribuzione previdenziale figurativa per i lavori di cura; infine, concordiamo con i sindacati sulla riduzione, per chi ha il contributivo, della soglia prevista di 1,5 volte l’assegno sociale per accedere alla pensione di vecchiaia e di 2,8 volte per chi sceglierà di andare in pensione a 63 anni con 20 anni di contributi”. “La scommessa sul lavoro, soprattutto quello dei giovani, sarà fondamentale: non sprechiamo l’occasione costituita dal pensionamento, nei prossimi anni, di circa 500.000 lavoratori della Pubblica Amministrazione. Prima di indire nuovi concorsi non dimentichiamo chi il concorso lo ha già vinto, gli idonei e i precari: è anche una questione di giustizia sociale”, conclude Damiano. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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