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Riforma pensioni oggi 18 ottobre 2017: Ape social, età pensionabile, pensioni anticipate donne e di garanzia

Riforma pensioni 2017, le ultime novità. Le news sul fronte pensioni, in particolare sul decreto avente ad oggetto le misure per gli usuranti, vengono espresse da Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, che in una nota degli ultimi giorni ha parlato del ritardo in merito a tale misura: “Che fine ha fatto il decreto di attuazione di semplificazione per i lavori usuranti? Dopo nove mesi dall’approvazione della Legge di Bilancio, che prevedeva la sua emanazione dopo 60 giorni, è incredibile che il decreto non sia stato ancora pubblicato”.

Ha aggiunto Proietti: “Un incredibile ritardo, un danno gravissimo per i lavoratori e per le lavoratrici che hanno diritto di accedere all’anticipo pensionistico previsto dalla normativa. Questo è un ulteriore modo di fare cassa sulle pensioni in quanto le risorse stanzia-te per questo provvedimento non saranno utilizzate per l’anno in corso e andranno, come in tantissimi altri casi, in economia. Bisogna porre fine a questo andazzo. È una vera e propria melina tra i Ministeri competenti e le varie magistrature dello Stato che non rispetta i diritti delle persone e ignora le leggi approvate dal Parlamento”, ha concluso il sindacalista.

“Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani”, il seminario oggi 25 settembre 2017 organizzato a Bologna.

“Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani”, è questo il titolo del seminario organizzato a Bologna da Cgil-Cisl-Uil Emilia-Romagna e dalle proprie categorie regionali dei pensionati Spi Cgil-Fnp Cisl-Uilp Uil per la mattina di oggi lunedì 25 settembre 2017. L’appuntamento è presso la sede Cisl (in via Milazzo 16). La relazione introduttiva è affidata ad Antonella Raspadori, della segreteria Cgil Emilia Romagna, mentre Loris Cavalletti, segretario generale Fnp Cisl Emilia Romagna, parlerà della “vertenza pensionati”. Infine, dopo gli interventi programmati di alcune categorie, spetterà a Domenico Proietti, segretario confederale Uil, tirare le conclusioni.

Pensioni anticipate donne e lavori di cura, le news di Roberto Ghiselli (Cgil) alle domande di Orietta Armiliato.

In questi ultimi giorni, sul fronte pensioni e previdenza, molto ha fatto discutere il documento unitario proposto dalle tre sigle sindacali al governo. Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, ha risposto con una nota pubblicata sulla pagina del gruppo Facebook Comitato Opzione Donna Social, a delle specifiche richieste da Orietta Armiliato sulla questione più strettamente attinenti agli interventi in merito alle donne ed alla valorizzazione dei lavori di cura. Ghiselli ha così spiegato:«Traendo spunto dai numerosi commenti, incentrati sulla questione “donne”, e per fornire migliori elementi di valutazione, crediamo utile precisare che nel documento sindacale sono contenuti: un intervento generale (per tutte le donne) che prevede “la valorizzazione contributiva del lavoro di cura per le donne, tenendo conto degli indicatori statistici che attestano l’attuale distribuzione di tale attività”. Un ulteriore intervento di valorizzazione contributiva nei casi di lavoro di cura per figli e famigliari disabili. Minori ostacoli, per le donne, per accedere all’Ape sociale.

Pensioni anticipate, verifica opzione donna e quota 41.

Una verifica su “opzione donna” che, rimuovendo i vincoli all’utilizzo delle risorse accantonate e non spese (ipotesi fino ad ora considerata non praticabile da parte del governo), possa permettere di sbloccare l’attuale situazione gestendo le situazioni aperte. La conferma dell’obiettivo previsto nella piattaforma dei 41 anni di contributi per la pensione anticipata. Auspicando che queste precisazioni possano essere utili, sarebbe opportuno avere piena consapevolezza di quali sono i problemi e i numerosi ostacoli che il sindacato tenta di rimuovere, ad iniziare dalle resistenze del Governo. Impegno che vogliamo portare avanti anche, se necessario, con la mobilitazione dei lavoratori e dei pensionati.

Riforma pensioni ed età pensionabile, le ultime novità: le dichiarazioni di Stefano Scarpetta.

In un’intervista di qualche giorno fa rilasciata a Il Sole24 Ore Stefano Scarpetta, direttore per l’Occupazione, il lavoro e le Politiche sociali dell’Ocse, ha parlato di età pensionabile, di pensioni e misure per le donne. «Partiamo da un elemento positivo a volte dimenticato: l’aumento dei requisiti di pensionamento è dovuto all’aumento delle aspettative di vita. Insieme ad alcuni paesi come Francia, Svizzera, Australia, Spagna e Giappone, siamo il paese con le aspettative di vita più lunghe a 65 anni d’età, oltre 19 anni per gli uomini e quasi 23 anni per le donne. Inoltre, l’Italia è anche uno dei paesi con un invecchiamento significativo della popolazione: se oggi abbiamo poco più due persone con più di 65 anni per ogni dieci persone in età attiva – 20-64 anni – nel 2050 saranno oltre sette, secondi solo al Giappone e vicini alla Spagna. Con una popolazione di seniors più ampia e che vive più a lungo e in migliore salute, è chiaro come l’adeguamento dei requisiti pensionistici è necessario non solo per mantenere sotto controllo i conti del sistema previdenziale ma anche per ragioni di equità; evitare che siano le generazioni più giovani a sopportare un peso crescente della previdenza».

L’età effettiva di pensionamento in Italia è di 62.1 anni per gli uomini e di 61.3 anni per le donne, ben al di sotto della media Ocse europea. L’Islanda, Israele e la Norvegia hanno già un età di pensionamento a 67 anni e un gruppo di paesi tra cui Portogallo, Olanda, Danimarca, Finlandia e Repubblica Slovacca hanno meccanismi automatici di adeguamento dell’età di pensionamento alla speranza di vita. Bloccare l’innalzamento dell’età pensionabile è anche rischioso perché reintroduce un elemento di discrezionalità presta il fianco a scelte opportuniste della politica che per attirare consensi scarica sui governi e generazioni future i costi aggiuntivi. Inoltre, comporta una riduzione delle pensioni con effetti particolarmente negativi sui lavoratori più deboli – in un sistema contributivo più si lavora più i trattamenti aumentano e i datori di lavoro potrebbero spingere i lavoratori a ritirarsi prima.

Pensioni e requisiti pensionistici per le donne: le dichiarazioni di Stefano Scarpetta.

L’anno prossimo è previsto l’allineamento dei requisiti di vecchiaia per il pensionamento delle donne a quello degli uomini e, anche in questo caso, la richiesta è per una differenziazione tenendo conto dei carichi familiari o delle discontinuità di carriera. In merito Scarpetta sottolinea sul Sole24Ore:”I tassi di occupazione femminili in Italia sono particolarmente bassi; l’accesso agli asili nido è limitato e quindi per molte madri è difficile coniugare attività lavorativa e responsabilità familiari. Promuovere l’occupazione femminile, aiutare le madri e i padri a gestire il loro lavoro e le loro responsabilità famliari con una politica comprensiva e chiara per la famiglia sono le urgenze nel nostro paese. Ridurre i requisiti di accesso per le madri rischia di veder uscire donne con pochi contributi e un assegno basso e introdurre un elemento di discriminazione tra donne che fanno figlie e altre che non ne hanno fatti“.

Riforma pensioni ed età pensionabile: le ultime dichiarazioni di Paolo Gentiloni.

Sul fronte pensioni ed età pensionabile, durante la conferenza stampa il premier Paolo Gentiloni ha parlato anche della trattativa con i sindacati sull’età pensionabile. Alla domanda se fosse possibile ipotizzare uno stop dell’aumento dell’età pensionabile, il capo del governo ha ricordato che «dei margini per discutere ci sono sempre certamente ma non per fare un’operazione generalizzata. Valuteremo delle operazioni puntuali e penso che il governo abbia un atteggiamento di totale rispetto delle parti sociali così come con le diverse componenti della maggioranza dopodiché sappiamo quali sono le cifre globali del nostro debito e quelle del sistema pensionistico e siamo aperti alla discussione ma credo sia chiaro quali sono i confini».

Riforma pensioni ed Età pensionabile: i primi commenti di Cesare Damiano dopo le dichiarazioni di Paolo Gentiloni.

“Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha dichiarato che sul tema delle pensioni, sollevato dai sindacati e in Parlamento, bisogna tenere conto delle ‘cifre globali’ e aver chiaro ‘quali sono i confini’. Tradotto, Gentiloni ha voluto dire che il Governo è aperto alla discussione, ma che le risorse sono scarse. Poiché riteniamo che il tema dell’innalzamento dell’età pensionabile debba essere affrontato prima della fine della legislatura, possibilmente nella legge di Bilancio, suggeriamo al Premier alcune possibili soluzioni”. Lo afferma Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Intanto – prosegue – occorre non farsi fuorviare dalle dichiarazioni allarmistiche del Presidente dell’INPS che ha parlato di un costo di 141 miliardi nel caso di un intervento sull’età pensionabile. Una cifra sparata a freddo nel dibattito, in modo terroristico, senza sapere se si stesse parlando di un blocco per tutti e per sempre del meccanismo di innalzamento dell’età pensionabile, o di una sua semplice rimodulazione, o di un suo rallentamento. Le proposte che facciamo a Gentiloni sono semplici: considerare il calo dell’aspettativa di vita, registrato inaspettatamente nel 2015, che pare confermato per il 2017, al fine di limitare la prevista crescita di 5 mesi che porterebbe il momento della pensione di vecchiaia dagli attuali 66 anni e 7 mesi a 67 anni“.

“La seconda ipotesi – spiega Damiano all’Ansa – ancora più semplice e a costo zero, è quella di rimandare al 2018 la decisione, che dovrebbe invece avvenire entro la fine di quest’anno attraverso una semplice Direttiva amministrativa, per avere il tempo di esaminare il funzionamento di un meccanismo che non contemplava il calo della aspettativa di vita”. “Si può fare perché l’innalzamento dell’età della pensione decorrerà comunque dal 2019”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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