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Riforma pensioni, oggi 14 ottobre 2017: novità su pensioni anticipate, Ape, flessibilità, età pensionabile!

Riforma pensioni 2017, le ultime novità. Sul fronte pensioni e previdenza, sono stati approvati dai Ministeri vigilanti (Lavoro ed Economia, ndr) i provvedimenti sui tassi di capitalizzazione deliberati dalla Cassa di previdenza dei dottori commercialisti lo scorso gennaio. Lo fa sapere lo stesso Ente pensionistico, come riporta l’agenzia stampa Ansa. “Tutti gli iscritti potranno contare su una rivalutazione dei contributi ai fini previdenziali per l’anno 2016 del 2,3146% rispetto all’incremento del tasso che opera sulla previdenza pubblica(media quinquennale del Pil) che, per lo stesso anno, si ferma allo 0,4684%”, si specifica.

Per il presidente Walter Aneddaaver ancorato in modo più sistematico l’importo delle pensioni ai rendimenti degli investimenti, seppur con un tetto massimo dato dai nostri bilanci tecnici, ci responsabilizza ancor più nel continuare a mantenere la Cassa sugli elevati standard professionali raggiunti negli ultimi anni. Siamo consapevoli che gestire in modo efficiente il nostro patrimonio aiuta gli iscritti ad avere pensioni più adeguate”, aggiunge. Con l’entrata in vigore del Regolamento Unitario, il limite massimo del tasso annuo di capitalizzazione è stato innalzato rispetto a quello precedentemente in vigore, rappresentato dalla media quinquennale del Pil,che, stante la perdurante situazione di difficoltà del “Sistema Paese”, si attestava sistematicamente ben al di sotto dell’1,5%, ovvero il valore minimo garantito a tutti gli iscritti alla Cassa.”Garantire pensioni sempre più adeguate nel rispetto degli equilibri di lungo periodo – prosegue il presidente – è obiettivo da cui la Cassa dottori commercialisti non può prescindere e che ci porta a contrastare ogni misura esogena che rischia di alterare tale equilibrio, raggiunto faticosamente con il contributo di tutti gli associati”.

Riforma delle pensioni, le ultime novità e dichiarazioni di Domenico Proietti.

Intanto, i sindacati continuano ad incalzare il governo sul fronte riforma delle pensioni. L’Esecutivo “si deve assumere la responsabilità e deve fare una scelta a favore di una rivisitazione del sistema pensionistico. Una rivisitazione iniziata lo scorso anno in modo positivo e che quest’anno deve continuare. In particolare si deve pensare alle pensioni future dei giovani, eliminando alcuni meccanismi che le penalizzano”, ha sottolineato in una nota, il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti in occasione del convegno ‘Cambiare le pensioni. Dare lavoro ai giovani’ organizzato da Cgil-Cisl-Uil Emilia-Romagna. A giudizio del sindacalista, inoltre, “bisogna valorizzare il lavoro delle donne che sono le più penalizzate nel nostro sistema previdenziale. Inoltre – argomenta Proietti – bisogna rilanciare la previdenza complementare: abbiamo il miglior sistema al mondo dei fondi pensione. Un sistema studiato da tutto l’Occidente perché, in anni di crisi, ha dato ottimi risultati. Infine, bisogna finalmente separare la spesa previdenziale da quella assistenziale”.

Riforma pensioni ed età pensionabile, le ultime dichiarazioni di Domenico Proietti della Uil.

Secondo l’esponente della Uil, ancora, “e’ necessario il blocco del legame all’aspettativa di vita previsto per il 2019. E’ inconcepibile che l’Italia possa elevare ancora l’età di accesso alla pensione che è la più alta in Europa: la Germania arriverà a 67 anni nel 2030. Noi abbiamo 3 anni più rispetto agli altri paesi europei. Ecco perché bisogna bloccare questo e fare una analisi settore per settore perché non in tutti i lavori c’e’ la stessa aspettativa di vita. Noi – conclude – non vogliamo abolire questo meccanismo lo vogliamo pero’ rendere selettivo e realmente rispondente alla realtà del mercato del lavoro”.

Pensioni, lavoro, Ape Social, le ultime news di Alessandro Genovesi di Fillea Cgil.

In un’intervista a Labitalia, il segretario generale della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi, ha parlato di lavoro, salari e del dossier pensioni, in particolare è tornato sulle criticità del meccanismo dell’Ape social ed ha dichiarato: “L’Ape social in edilizia ha riconosciuto un diritto solo sulla carta. Il fatto che la norma non ha funzionato lo dimostra il fatto che in base ai nostri dati sono meno di 600, in numero assoluto, gli operai edili che hanno potuto far richiesta per l’Ape social”.”Mettendo come paletti per accedere all’Ape social in edilizia i 35 anni di contributi minimi e aver fatto almeno 6 anni, sugli ultimi 7 di lavoro, in cantiere, non si è compreso che il lavoro edile è un lavoro discontinuo.

Per modificarla noi abbiamo richiesto, e ci auguriamo che il tavolo con il governo arrivi a questo punto, di ridurre i 35 anni a 30, e di fare un po’ come i lavori usuranti e cioè aver fatto almeno 7 anni su 10 questa professione”. Secondo Genovesi, infatti, “dobbiamo tenere conto del fatto che mediamente un edile, dati Inps, ha 15-16 settimane l’anno di non lavoro, quindi ha una carriera discontinua per definizione“.

Riforma delle pensioni, le ultime novità dalla Svizzera.

Sul fronte pensioni, negli ultimi giorni ha tenuto banco la notizia della riforma pensionistica in Svizzera, che peraltro ha ricevuto una secca bocciatura. Secondo i risultati ufficiali, 14 dei 26 cantoni si sono pronunciati contro la nuova legge che prevedeva fra l’altro l’aumento di un anno dell’età pensionabile per le donne (a 64 anni). I risultati definitivi saranno resi noti in serata, ma già fin d’ora e indipendentemente dalla percentuale dei sì, la riforma è bocciata, poiché respinta da una maggioranza di cantoni. Secondo le ultime proiezioni del voto, pubblicate dalla SRG SSR, la legge sulla Previdenza per la vecchiaia 2020 verrebbe accolta solo dal 47% dei votanti.

Gli svizzeri hanno bocciato sia legge sulla previdenza per la vecchiaia 2020, che la proposta di aumentare l’imposta sul valore aggiunto per garantire un ulteriore finanziamento dell’AVS, l’assicurazione previdenziale. La riforma “Previdenza 2020”, alla quale il governo aveva lavorato diversi anni per trovare un compromesso accettabile, era sostenuta dalle principali forze di centro e di sinistra (Partito popolare democratico, Partito borghese democratico, Verdi liberali, Partito socialista e Partito ecologista svizzero). Si opponevano invece i maggiori partiti più a destra (Partito liberale radicale e Unione democratica di centro) che consideravano il progetto iniquo e inadeguato per risolvere i problemi della previdenza per la vecchiaia. La riforma era osteggiata anche da alcuni sindacati minori e gruppi di sinistra a causa dell’aumento dell’età di pensionamento per le donne e delle riduzioni delle rendite.

Riforma pensioni, gli obiettivi della riforma in Svizzera. 

Era sentita come necessaria una riforma, sintetizzata nel progetto “Previdenza 2020”, per affrontare le due sfide principali derivanti dall’evoluzione demografica: l’allungamento della speranza di vita e il graduale pensionamento della generazione dei “baby boomers”, vale a dire i nati tra gli anni ’50 e ’60. La riforma mirava, tramite una serie equilibrata di misure, ad innalzare l’età di pensionamento delle donne (da 64 a 65 anni, con equiparazione a quella degli uomini), ad aumentare di 70 franchi al mese le nuove pensioni del primo pilastro (l’AVS), ad aumentare appunto l’IVA come finanziamento supplementare del sistema. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni

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