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Amnistia, indulto, carceri e detenuti, le news di oggi 15 ottobre 2017. La visita dei Radicali a Secondigliano e nelle Marche!

Amnistia, indulto, carceri, le novità ad oggi 1 ottobre 2017. Nessuna novità sul fronte amnistia e indulto, provvedimenti che continuano ad essere richiesti a gran voce quale una delle possibili soluzioni al problema del sovraffollamento carcerario. Intanto, la situazioni delle carceri desta preoccupazione, in particolare quella del carcere di Campobasso, che per Antigone Molise andrebbe chiuso, data la situazione di assoluto disagio che quotidianamente si vive all’interno della Casa di Reclusione di Campobasso.

Carceri, le news di Gian Mario Fazzini sulla Casa di Reclusione di Campobasso.

“La struttura – sottolinea Gian Mario Fazzini – aperta nel 1863 è un luogo assolutamente angusto e inadeguato alla vera funzione che un carcere dovrebbe oggi avere nei confronti dei detenuti: quello di custodia e riabilitazione dei detenuti ad un auspicabile reinserimento nella società.Gli ultimi episodi di violenza verificatisi all’interno della struttura (siano essi relativi ad una rissa tra detenuti che ai tantissimi casi di autolesionismo) denunciano una situazione davvero inadeguata ed assai lontana dai canoni di accoglienza e riabilitazione sociale preposti alle amministrazioni penitenziarie: un disagio evidente sia per chi ci lavora (Amministrazione e polizia penitenziaria) sia per chi deve scontare una pena detentiva definitiva o semplicemente se si è in attesa di giudizio.

È necessaria una chiara presa di posizione anche da parte delle istituzioni preposte al controllo del sistema penitenziario e alla giusta osservanza dei diritti dei detenuti: chiediamo dunque un preciso riscontro a questa nostra denuncia a quanti (Presidente della Giunta Regionale, Sindaco, Tribunale di Sorveglianza…) debbano esprimersi con autorevolezza e coscienza nei riguardi di una sfera sociale così devastata. In tal senso si avverta chiara e forte la assoluta latitanza del “Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale” incredibilmente assente e lontana dai ruoli e doveri ad essa assegnati. Noi siamo in prima linea e continueremo con l’impegno di sempre alla difesa del sistema penitenziario e alla tutela dei diritti dei detenuti“.

Carceri. A Brescia i detenuti a piedi verso Santiago, per un cammino di riscatto e riabilitazione.

Il carcere non deve essere solo espiazione ma anche un momento di riscatto e di riabilitazione, ed in quest’ottica si pone il progetto realizzato a Brescia, dove otto ragazzi italiani colpevoli di gravi reati partiranno il 13 ottobre 2017 per un pellegrinaggio “alternativo” al carcere. Un progetto di recupero che in Europa funziona da molti anni: “Il cammino è una riabilitazione molto più efficace della galera, perché la recidiva è di appena un terzo“. Si tratta di un esperimento di rieducazione minorile, perché “camminare può essere una medicina, il carcere no”. È da questi presupposti che la Cooperativa sociale Fraternità Impronta di Ospitaletto, in provincia di Brescia, ha selezionato un gruppo di ragazzi tra i 17 e i 19 anni che hanno commesso reati anche gravi e attualmente sono sottoposti a detenzione: avranno l’opportunità di essere messi alla prova in questo nuovo progetto. Il prossimo 13 ottobre da Ponferrada per provare a raggiungere in una decina di giorni Santiago di Compostela, dopo aver percorso a piedi circa 200 km.

Nuovi progetti di Riabilitazione dei detenuti.

“Hanno commesso reati gravi, ma pensiamo che abbiano diritto a un’altra possibilità”, spiega al Corriere Pierangelo Ferraresi, presidente della cooperativa di cascina Cattafame e responsabile dell’area minori, che li accompagnerà in questa sfida. “Cerchiamo di impostare la nostra attività su esperienze valoriali, per evitare che i ragazzi si trovino di nuovo nei guai, ma questa è una scommessa anche per noi”. Usare il cammino come strumento di “redenzione” e di riscatto è una pratica che si sta faticosamente introducendo nel sistema penitenziario italiano. Mentre all’estero è consuetudine da tanti anni. Il Belgio in questo senso è all’avanguardia da un pezzo…Sono 35 anni che gli adolescenti belgi viaggiano a piedi sui sentieri d’Europa per evitare di tornare in prigione: vanno verso Capo Nord, Santiago di Compostela, Roma, Istanbul… E, nel tempo, il loro esempio è stato imitato da francesi, spagnoli e tedeschi.

Il cammino, quindi, come strumento di riabilitazione. “Una riabilitazione che funziona più del carcere, perché la recidiva è di appena un terzo”, spiegano gli operatori di Oikoten-Alba, l’associazione fiamminga che per prima, nel 1982, ha lanciato questo rivoluzionario progetto. Tre mesi di cammino, un accompagnatore non professionista e più di 2.000 km di salite e discese, sudore e dolore: un percorso fisico non facile, un viaggio soprattutto interiore, dove la tentazione di mollare prende spesso il sopravvento e si paga a caro prezzo, perché il patto prevede che chi molla torna indietro, alla sua cella. A volte la fuga è la scorciatoia scelta da alcuni, ma se si arriva a destinazione, il premio è la libertà. E la scommessa di ricominciare“.Qui puoi trovare tutte le ultime news su amnistia, indulto e carceri.

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