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Amnistia, indulto, carceri, detenuti, le ultime news ad oggi, lunedì 2 ottobre 2017!

Amnistia, indulto, carceri e detenuti, le ultime news. La situazione delle carceri italiana presenta molte criticità, ma vi sono anche realtà positive, in cui si è realizza pienamente la funzione rieducativa e di riabilitazione, cui l’esecuzione della pena dovrebbe assolvere. Secondo quanto riportato da il Corriere della Calabria, il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, intervenendo al convegno sul tema “L’alt(r)a Giustizia”, ha così dichiarato: “Investire nella rete che collega che unisce la realtà penitenziaria con al società civile”.

Amnistia, indulto, Carceri e Giustizia: il tema della giustizia riparativa nelle parole di Cosimo Maria Ferri.

Il tema della giustizia riparativa è importante e in questo senso è determinante una progettualità seria“, ha sottolineato Cosimo Maria Ferri, che è stato in visita a Cosenza dove ha partecipato al convegno organizzato da Rinnovamento nello Spirito Santo, da Prison Fellowship Italia Onlus e dall’Associazione Liberi Avvocati, ed ha poi visitato il carcere intitolato a Sergio Cosmai, accolto dal direttore Filiberto Benevento. “L’esperienza del progetto Sicomoro, per esempio – ha aggiunto Ferri – è molto significativa per il recupero del detenuto e per una seria terapia trattamentale e rappresenta un ulteriore passo in avanti per soddisfare le esigenze di giustizia riparativa. Il progetto, patrocinato dal Ministero della Giustizia nell’aprile 2016, intende supportare migliaia di detenuti di diverse strutture italiane per favorirne il reinserimento sociale. Bisogna facilitare l’incontro tra vittima ed autore del reato perché si possa realizzare in concreto l’eliminazione delle conseguenze derivanti dal comportamento delittuoso e coniugare, al tempo stesso, sicurezza e riabilitazione all’interno di un circolo virtuoso. Il recupero sociale dei detenuti si rivela oggi ancora più indispensabile alla luce dei recenti fatti di cronaca“, ha sottolineato Ferri.

Ed ha aggiunto:”Penso ai femminicidi, agli omicidi familiari ed agli atti di violenza in genere compiuti nei confronti delle donne e dei soggetti vulnerabili. Emerge chiaramente come un sistema di detenzione senza cura e trattamento umano del detenuto non funzioni in maniera adeguata e spesso determini una ricaduta da parte del reo in questi terribili reati. Fare prevenzione durante l’esecuzione della pena e gli anni di detenzione non è sufficiente, se non si investe in una seria terapia, per garantire la sicurezza ed evitare la reiterazione del reato”.

A tal fine il ministero della Giustizia – ha detto ancora il sottosegretario – ritiene fondamentale investire nella mediazione penale, come pilastro della giustizia riparativa, ed in tutta quella progettualità che possa portare a far comprendere all’autore del reato la gravità dei fatti commessi. È necessario investire sempre di più nella rete che collega la realtà penitenziaria con la società civile, un ponte che va costruito per realizzare la vera prevenzione a tutela della sicurezza a tutti i cittadini. Uno sforzo comune è necessario per garantire non solo la certezza della pena ma anche l’aspetto rieducativo ed il reinserimento sociale dei detenuti”. Ferri ha espresso un giudizio positivo sul carcere di Cosenza, che ha definito “molto efficiente e ben organizzato”.

Carcere, Riabilitazione, Reinserimento e lavoro: il master dell’Università Mediterranea in “Criminologia e Sistema Penitenziario”.

Di riabilitazione, reinserimento e lavoro dei detenuti ha parlato il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’Ascola in occasione della presentazione del master dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria in “Criminologia e Sistema Penitenziario“, e ha così dichiarato:”È un master di diritto penitenziario che parte in concomitanza con l’approvazione della Riforma penitenziaria”. “Questa Facoltà è stata fondata da un gruppo di professori reggini ed è stata portata a livello delle università che si trovano in contesti sociali più progrediti, collocandola al sesto posto nazionale come facoltà di eccellenza.

“La nostra società – prosegue D’Ascola – soffre la frantumazione di un contesto divisivo intellettualmente. Il carcere può diventare un luogo all’interno del quale si ricostruisce la società, si risocializza. Il punto del diritto penitenziario è l’attuazione del principio di rieducazione, attraverso la risocializzazione. La trasformazione del carcere da luogo di conflitto in luogo di reinserimento. Le società sono organiche allorquando sono coese, hanno obiettivi comuni. L’università diventa anche strumento di lavoro. Un grosso problema che riguarda la frequentazione delle università è quello del lavoro. I giovani vengono nelle università in numero inferiore rispetto a quello che sarebbe nelle aspettative perché c’è poco lavoro. Il master è lo strumento per dire che l’università si preoccupa anche della collocazione attraverso la formazione, dando delle possibili concrete di lavoro“. Qui puoi trovare tutte le ultime news su amnistia, indulto e carceri.

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