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Riforma pensioni oggi 18 luglio 2017: pensioni anticipate, quattordicesima, pensioni dei parlamentari, PEPP

Riforma delle pensioni 2017: la rigidità del sistema ed il ricambio generazionale. Il dibattito degli ultimi giorni sulla riforma delle pensioni è incentrato sul blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita dell’età pensionabile. Il tema è stato indicato al convegno promosso dalla Cisl Fvg da Maurizio Petriccioli, segretario nazionale della Cisl, tra le priorità da affrontare nel confronto con il Governo sulle pensioni, assieme all’individuazione di un nuovo criterio che rispetti le diversità e peculiarità di tutti i lavori, all’annullamento delle disparità di genere ed allo sblocco del turnover. Per Tito Boeri, presidente dell’Inps, come riportato da “Adnkronos/Labitalia”, invece:”Il blocco dell’età pensionabile è qualcosa che va a interferire con gli automatismi che abbiamo introdotto nel nostro sistema pensionistico”. Boeri, nel suo intervento sulle pensioni al Festival del Lavoro di Torino ha osservato:”Noi in questi anni abbiamo venduto la stabilità del sistema pensionistico grazie a questi automatismi: se cambiassimo le regole ne avremmo contraccolpi sulla credibilità esterna e un impatto molto pesante sui titoli di Stato”. “E’ una strada pericolosa e costa molto, secondo le nostre stime 140 miliardi”, ha aggiunto.

Qualche settimana fa anche Stefano Scarpetta, direttore per l’Occupazione, il lavoro e le Politiche sociali dell’Ocse, ha manifestato un pensiero analogo in tema di pensioni. In un’intervista a “Il Sole 24 ore” aveva affermato, infatti:”Bloccare l’innalzamento dell’età pensionabile è anche rischioso perché reintroduce un elemento di discrezionalità, presta il fianco a scelte opportuniste della politica che per attirare consensi scarica sui governi e generazioni future i costi aggiuntivi. Inoltre, comporta una riduzione delle pensioni con effetti particolarmente negativi sui lavoratori più deboli”.

Scuola: pensioni e retribuzioni. Barbagallo: “Siamo un’anomalia”.

Le pensioni e le retribuzioni del personale scolastico sono state oggetto di un intervento del segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, a Napoli, all’Assemblea generale della Rsu della Uil scuola. “L’Italia è l’unico Paese in Europa in cui le retribuzioni di tutto il personale scolastico sono ancora bloccate: siamo un’anomalia”, ha dichiarato Barbagallo. Per il leader sindacale è tempo che il Governo si attivi per la redazione di un contratto che riconosca “agli insegnanti e a tutti gli addetti del settore il valore del loro lavoro”. “Noi vogliamo una scuola pubblica che sia in grado di far emergere tutte le capacità dei nostri giovani e di generare un rapporto vero con il mondo del lavoro”, ha aggiunto.

Barbagallo ha affrontato il tema previdenziale, rimarcando la necessità di introdurre delle pensioni più flessibili. “Non si può andare in pensione a 70 anni ed ecco perché ci stiamo battendo per la flessibilità in uscita e per congelare lo scatto automatico legato all’aspettativa di vita”, ha sottolineato. L’obiettivo a breve termine che il sindacato vuole raggiungere nella gestione delle pensioni e nel calcolo dell’aspettativa di vita è una diversificazione sulla base del lavoro che si è svolto. “Noi chiediamo che venga istituita una Commissione che sia in grado di definire le specificità e le particolari patologie dei singoli lavori: la media del pollo non ha senso”, ha chiarito Barbagallo,” ecco perché vorremmo discutere seriamente su come affrontare una questione così delicata”.

Pensioni anticipate: le ultime novità su Opzione donna.

In tema di pensioni anticipate, il Movimento cinque stelle è tra i fautori della proroga della misura sperimentale di Opzione donna. I pentastellati hanno chiarito la propria posizione in una nota, sostenendo che vadano “promossi e rafforzati tutti i percorsi di pensionamento anticipato che consentano di aggirare i folli vincoli della Fornero”. Il M5S chiede al Governo la proroga di Opzione donna utilizzando le risorse non sfruttate o, comunque, rifinanziando il provvedimento, sottolineando che “la sperimentazione si era chiusa a fine 2015 e si era deciso di includere solo 4mila lavoratrici nate nel quarto trimestre degli anni ’57 e ’58 che erano rimaste fuori per effetto dell’incremento dell’aspettativa di vita”.

Il M5S osserva che “una nota dell’Inps prevede l’accesso di un contingente di 36mila donne già in possesso dei requisiti al 31 dicembre 2015 e con la possibilità di presentare la domanda in qualsiasi momento successivo a tale data. Immaginando l’ingresso di queste 36mila lavoratrici in modo scaglionato nel 2016-2018 avremmo una maggiore spesa previdenziale di 2,5 miliardi nel periodo 2016-2021, ma ipotizzando di allargare ogni anno, in quello stesso triennio, il regime a una platea di aderenti costante di 36mila persone, i benefici a partire dagli anni 2030-2032 ammonterebbero per lo Stato addirittura a 24 miliardi circa”.

La proroga di Opzione donna è l’oggetto dell’interrogazione 5-12240 rivolta al ministro del lavoro Giuliano Poletti, a prima firma della portavoce del M5S, Tiziana Ciprini. Nell’interrogazione si evidenzia che “in totale le pensioni liquidate in «regime di opzione donna» dal 2016 fino al gennaio 2017 sono 18.743; di queste, 14.083 sono del settore privato e 4.660 del settore pubblico”. A parere degli interroganti:” I risparmi ovvero le risorse non utilizzate, conseguenti al ridotto impiego di risorse per oneri previdenziali relativi ad un minor accesso di donne lavoratrici nell’anno 2016 rispetto a quelli stimati, devono essere impiegati per la prosecuzione del regime sperimentale, consentendo ad un ulteriore contingente di donne di usufruire del regime sperimentale Opzione donna”.

Di qui si chiede al ministro Poletti:”Se sia intenzione del Governo prevedere nel prossimo disegno di legge di bilancio che le risorse rimanenti e non utilizzate certificate dal cosiddetto «contatore» siano vincolate ad una prosecuzione del regime «Opzione donna» di cui all’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, ovvero se intenda assumere iniziative per impegnare nuove risorse per finanziare la prosecuzione della suddetta misura”.

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