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Riforma pensioni, oggi 2 ottobre 2017: Ape, cumulo gratuito, età pensionabile, flessibilità in uscita

Riforma pensioni, le ultime novità ad oggi. Sul fronte pensioni, Cgil, Cisl e Uil tornano a ribadire il loro no all’automatismo per l’adeguamento dell’età pensionabile previsto dalla legge Fornero e annunciano iniziative unitarie nel caso in cui il governo dovesse decidere diversamente, raccogliendo anche l’allarme del presidente dell’Inps, Tito Boeri, che oggi, intervento al Festival del lavoro, aveva osservato che bloccare gli automatismi è una strada pericolosa. “Siamo dell’opinione che il presidente dell’Inps dovrebbe occuparsi dei problemi dell’Inps e non di dettare le regole del sistema – sottolinea la leader della Cgil, Susanna Camusso, a margine dell’incontro dei sindacati del G7 in corso alla Reggia di Venaria nell’ambito del summit sul Lavoro – per noi il tema prioritario è dare risposte sia alle pensioni per giovani sia non continuare una rincorsa sulle aspettative di vita e quindi costruire forme di flessibilità. Se non ci saranno risposte in questa direzione decideremo cosa fare”.

Una posizione condivisa dal leader della Uil, Carmelo Barbagallo, che ricorda: “Abbiamo già detto che non staremo fermi, che faremo delle iniziative unitarie per convincere non Boeri, ma il governo, che quella è una misura che andava bene prima della Fornero, ma che oggi aggrava la situazione. Oltre tutto – osserva – l’aspettativa di vita è diminuita e quella norma non prevede adeguamenti in discesa”.”Non dobbiamo stare fermi – ribadisce anche la leader della Cisl, Annamaria Furlan – e credo che non vada cancellata ma rivisitata la norma sull’aspettativa di vita. Lavorare 40-42 anni in un altoforno, non sempre garantisce una garanzia vita fino a 85 anni. Dobbiamo, qui di, ripartire da un’analisi completa di qual è l’aspettativa di vita per ogni lavoratore e rispetto a ogni mestiere”.

Riforma pensioni, età pensionabile: le ultime news di Cesare Damiano.

Sul fronte pensioni ed età pensionabile, anche Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, dice no agli automatismi pensionistici, e dichiara all’Ansa:”Non concordo con la valutazione di Tito Boeri sulla bontà degli automatismi pensionistici. Quando furono introdotti dal centrodestra l’età legale della pensione era intorno ai 60-61 anni. Oggi supera i 66 e, se il meccanismo viene mantenuto arriveremo, per i giovani che andranno in pensione alla metà di questo secolo, ai 70 anni di età. Il problema non è bloccare il meccanismo per tutti e per sempre, ma fare i conti con due fatti nuovi: il primo è l’introduzione dell’anticipo pensionistico (APE) che fissa l’età della pensione a partire dai 63 anni: non si può, da un lato, anticipare la pensione di 3 anni e 7 mesi e, dall’altro, posticiparlo di 5 mesi dal 2019, come se niente fosse. Forse qualche domanda ce la dobbiamo porre”.

“Il secondo fatto – prosegue Damiano – è che l’aspettativa di vita non aumenta più in modo continuo e lineare: per la prima volta, nel 2015, è diminuita e, secondo i calcoli dei demografi, questo avverrà anche nel 2017. Di fronte all’ottusa applicazione di una norma inventata, a spese dei pensionati, per risanare i conti dello Stato, sarebbe meglio fermarsi a ragionare rimandando ogni decisione di aumento dell’età pensionabile al 2018”. “Infine, va notato che già nella legge di Bilancio dello scorso anno l’età pensionabile è stata bloccata per i lavori usuranti: quindi una correzione si può fare senza dover necessariamente fare del terrorismo contabile. Il Governo dovrà dare una risposta su questo problema”, conclude Damiano.

Cumulo gratuito, le news di Gabriella Di Michele.

Sul cumulo della pensione anche per chi ha versato contributi in una cassa di professionisti, le ultime news vengono fornite dal direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele, che al Festival del lavoro ha così dichiarato: “Finalmente possiamo fare la circolare. Abbiamo avuto qualche difficoltà ad avere delle indicazioni ben precise, sono arrivate e quindi l’Inps non ha alcuna difficoltà ad applicare le norme sul cumulo come fa su tutte le norme dello Stato”. Dall’Inps dovrebbe arrivare presto, infatti, una circolare relativa al cumulo contributivo gratuito, che dovrebbe finalmente sbloccare la possibilità di utilizzare pienamente questa norma.

Riforma pensioni e cumulo gratuito, le ultime news di Tito Boeri.

Rispondendo a un’interrogazione parlamentare della Lega Nord, il ministero del Lavoro ha fatto sapere, come riporta pensionioggi.it, che “l’Inps sta predisponendo, in questi giorni, una specifica circolare sulla base delle specifiche indicazioni fornite dal Ministero sentite le Casse dei Professionisti finalizzata al superamento della questione”. La circolare dell’Inps che darà il via al cumulo della pensione anche per chi ha versato contributi in una cassa di previdenza dei professionisti è pronta. L’annuncio è stato fatto dal presidente dell’istituto di previdenza, Tito Boeri, al Festival del lavoro, organizzato dai consulenti del lavoro a Torino. Il cumulo gratuito dei contributi, che è stato introdotto alla fine dell’anno scorso con la legge di bilancio, è rimasto finora inattuato per quanto riguarda i liberi professionisti perché le relative casse di previdenza in alcuni casi hanno requisiti di pensionamento diversi da quelli previsti per la generalità dei lavoratori e applicati dall’Inps. Un disallineamento che potrebbe portare le casse a pagare prima del previsto gli assegni, con conseguenze sui loro bilanci che, per norma, devono garantire la sostenibilità a 30 anni.

Come ha sottolineato Boeri, la norma è scritta male perché non dice cosa si deve fare in caso di requisiti anagrafici diversi. In mancanza di una copertura normativa, l’Inps ha individuato una soluzione pro-rata: si dà la possibilità di utilizzare subito il cumulo per il diritto alla pensione, mentre per quanto riguarda l’importo dell’assegno, l’istituto versa da subito l’importo di sua competenza, mentre quello correlato ai contributi versati alla cassa professionale al raggiungimento dei relativi requisiti. L’assegno corrisposto dall’Inps sarà tecnicamente un anticipo della pensione, perché in caso contrario avrebbero dovuto essere riconosciute anche le integrazioni e le maggiorazioni sociali, determinando un appesantimento dei conti.

Riforma Pensioni: superare rigidità e favorire turn over!

Le news sul fronte riforma pensioni vedono in prima linea le attività della Cisl Fvg, che si propone di superare le attuali rigidità del sistema e favorire il turn over generazionale. Questi gli obiettivi della Cisl Fvg rispetto alla cosiddetta “fase 2” della riforma previdenziale. A darne conto è il segretario nazionale della Cisl, seduto al tavolo ministeriale, Maurizio Petriccioli, che da Udine – al convegno promosso dalla Cisl Fvg – rilancia le “sue” priorità: blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita previsto per il prossimo 2019 e individuazione di un nuovo criterio che rispetti le diversità e peculiarità di tutti i lavori; annullamento delle disparità di genere, che ancora penalizzano pesantemente le donne e misure più ampie per il riconoscimento dei lavori di cura; superamento degli attuali criteri previsti nel sistema contributivo, che vanno a danno dei lavoratori con i redditi più bassi e strumenti per sostenere le future pensioni dei giovani, in grado di valorizzare la storia contributiva anche di chi registra situazioni di discontinuità lavorativa.

Grande attenzione poi anche al capitolo della previdenza complementare, che va rilanciata estendendo la fiscalità incentivante prevista per i lavoratori privati anche a quelli del settore pubblico, senza contare la necessità di operare una separazione contabile, ormai indispensabile, tra spesa previdenziale ed assistenziale. E’ evidente che c’è ancora molto da fare, ma è comunque importante essere arrivati alla fase 2 della trattativa, cosa che non era affatto scontata. ”Tuttavia – rincara Petriccioli – il giudizio sul tavolo avviato con il Governo potrà essere perfezionato soltanto dopo i prossimi incontri, dove la vera questione dirimente e politica sarà la sospensione e revisione dell’automatismo che lega la crescita dell’aspettativa di vita a quella dei requisiti pensionistici”. Sicuramente occorrerà, poi, lavorare anche sull’Ape social, strumento di grande equità introdotto dalla riforma per consentire la pensione anticipata ad alcune categorie di persone, ma ancora poco conosciuto in Friuli Venezia Giulia, se si considera che le domande giacenti, nella sola provincia di Udine, sono “solo” 231, a fronte delle 66mila presentate a livello nazionale (il dato dell’Inps è di giugno scorso), appunto per l’Ape Social e precoci. Siamo di fronte ad uno strumento molto interessante, che va valorizzato nella sua portata. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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