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Riforma pensioni oggi 18 ottobre 2017: Ape social, età pensionabile, pensioni anticipate donne e di garanzia

Pensioni anticipate ed Ape sociale. Con riferimento alle pensioni anticipate conseguite mediante l’Ape sociale e la totalizzazione dei periodi assicurativi, il 5 ottobre 2017 si terrà  in Commissione lavoro l’interrogazione a risposta n. 5-12134:” Totalizzazione dei periodi assicurativi italiani ed esteri ai fini del perfezionamento dell’anzianità contributiva richiesta per l’accesso all’Ape sociale”, con primo firmatario Tiziano Arlotti, deputato del Partito democratico. Il destinatario dell’interrogazione è il Ministro del lavoro, Giuliano Poletti. Tra i firmatari dell’interrogazione figura il presidente della Commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano.

Ape sociale e totalizzazione dei periodi contributivi:  l’interrogazione n. 5-12134.

Nell’interrogazione “Totalizzazione dei periodi assicurativi italiani ed esteri ai fini del perfezionamento dell’anzianità contributiva richiesta per l’accesso all’Ape sociale“, si premette che la circolare dell’Inps n. 100 del 16 giugno 2017, che reca le prime istruzioni relative all’applicazione del cosiddetto APE sociale, di cui all’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge di bilancio 2017, ha previsto che, ai fini del perfezionamento dell’anzianità contributiva minima (dei 30/36 anni) richiesta per l’accesso al beneficio, si tiene conto di tutta la contribuzione versata o accreditata, a qualsiasi titolo, nella o nelle gestioni rientranti nell’ambito di applicazione della norma, precisando tuttavia che il suddetto requisito contributivo non può essere perfezionato totalizzando i periodi assicurativi italiani con quelli esteri, maturati in Paesi dell’Unione europea, Svizzera, Paesi SEE o extracomunitari convenzionati con l’Italia;

Inoltre, si aggiunge che nella seduta del 20 luglio 2017 della XI Commissione della Camera, il Sottosegretario Massimo Cassano ha risposto all’interrogazione n. 5-11739 (Gnecchi) relativa alle circolari applicative delle disposizioni della legge di bilancio per il 2017 in materia di «Ape» sociale e di salvaguardia rispetto all’applicazione dei requisiti di accesso al pensionamento di cui al decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011. Viene evidenziato che il Sottosegretario ha in particolare affermato che «L’APE sociale non è un trattamento pensionistico ma una prestazione assistenziale e presenta elementi di novità e di peculiarità che non consentono di catalogarla tra le prestazioni classiche di sicurezza sociale.

Ed inoltre che, in virtù della particolare natura della prestazione, la stessa è da considerarsi fuori dal campo di applicazione dei regolamenti dell’Unione europea e, a maggior ragione, delle convenzioni internazionali, le quali hanno un campo di applicazione più limitato che, di regola, non si estende alle prestazioni assistenziali» e che, in base a tali considerazioni, l’Inps ha adottato la richiamata circolare n. 100 del 2017 con la quale ha precisato che il requisito dell’anzianità contributiva minima richiesta per l’accesso al beneficio non può essere perfezionato totalizzando i periodi assicurativi italiani con quelli esteri.

Per gli interroganti tale interpretazione rischia di rivelarsi ingiustamente penalizzante per i lavoratori transfrontalieri, i quali non potrebbero accedere all’anticipo pensionistico di cui all’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge di bilancio per il 2017, pur possedendo l’anzianità contributiva minima richiesta, in quanto essa è stata in tutto o in parte maturata in Paesi diversi dall’Italia. Si Sottolinea, inoltre, che l’anticipo pensionistico introdotto dalla legge di bilancio per il 2017 è per propria natura rivolto a categorie di lavoratori particolarmente fragili e, pertanto, occorrerebbe considerare l’esigenza di adottare un’interpretazione che, nei limiti del dettato normativo, favorisca l’accesso alla misura da parte degli interessati.

La richiesta rivolta al Ministro Poletti è, dunque, quella di chiarire se vi siano le condizioni per riconsiderare l’orientamento espresso dall’Inps nella circolare n. 100 del 2017, in modo da consentire, ai fini del perfezionamento dell’anzianità contributiva minima richiesta per l’accesso all’«Ape sociale», la totalizzazione dei periodi assicurativi italiani con quelli esteri, maturati in Paesi dell’Unione europea, in Svizzera, in Paesi dello Spazio economico europeo o extracomunitari convenzionati con l’Italia.

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