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Riforma pensioni, oggi 28 giugno 2017: Ape, pensioni anticipate, flessibilità, cumulo, opzione donna, precoci

Riforma delle pensioni, modifiche alla legge Fornero. Continuano le iniziative per modificare l’attuale sistema previdenziale, giudicato troppo rigido. È prevista per martedì 3 ottobre 2017, la conferenza stampa di presentazione della raccolta firme promossa dalla Flai Cgil a sostegno della campagna “Riformare le pensioni, dare lavoro ai giovani”. Le richieste alla base dell’iniziativa sono: la modifica della riforma del 2011, la revisione della legge 335/1995 sul calcolo pensionistico e la possibilità di accedere all’Ape per gli addetti del settore aagroalimentare.

I promotori della raccolta firme hanno chiarito che una modifica della legge 214 del 2011, in favore di una maggiore flessibilità in uscita all’interno del sistema contributivo, potrebbe scongiurare il rischio per i lavoratori del comparto agroalimentare di arrivare a 70 anni per potere andare in pensione. Per quanto riguarda la legge 335 del 1995, con la quale sono state introdotte modalità di  calcolo delle pensioni con il sistema contributivo, Flai Cgil sottolinea che  molti lavoratori del settore agroalimentare, a causa sia della forte discontinuità e stagionalità lavorativa, sia dei redditi bassi e della precarietà, avranno difficoltà a maturare i requisiti per la pensione.

Ma la criticità più evidente osservata da Flai Cgil è quella dell’impossibilità per i lavoratori agricoli, i lavoratori addetti alle carni, per coloro che svolgono attività in ambienti a temperature particolarmente basse o particolarmente elevate e per i lavoratori della pesca di poter accedere all’Ape sociale ed alle pensioni anticipate riservate ai lavoratori precoci, non essendo, tali mansioni, inserite nell’elenco dei lavori gravosi.

Pensioni ed aspettativa di vita. Continua la battaglia contro l’innalzamento dell’età pensionabile.

Uno dei temi del confronto tra Governo e sindacati è il legame tra l’aspettativa di vita di vita e l’aumento dell’età pensionabile. La piattaforma sindacale composta da Cgil, Cisl e Uil chiede che vi sia una revisione del meccanismo di adeguamento dei requisiti di accesso alla pensione in relazione agli incrementi della speranza di vita. I sindacati chiedono, in particolare, che sia bloccato l’adeguamento dei requisiti di accesso alla pensione previsto con decorrenza 1° gennaio 2019. A partire da tale data, infatti, l’età pensionabile salirà a 67 anni.

Domenico Proietti, segretario confederale della Uil ha precisato:” L’Istat studi bene il tema dell’aspettativa di vita nel nostro Paese. Noi abbiamo rispetto delle grandi professionalità presenti nell’Istituto ma non vorremmo si ripetessero gli errori che si sono verificati diverse volte nella stima del Pil. L’andamento della mortalità negli ultimi anni ha fatto registrare, purtroppo, una significativa inversione di tendenza che va valutata obiettivamente nella sua proiezione futura. Diversi studiosi, infatti, sostengono che l’aspettativa di vita in Italia non cresce più”. Come si giustificherebbe davanti ai lavoratori ed al Paese un innalzamento dell’età di accesso alla pensione legato all’aspettativa di vita che a seguito di verifiche successive si rivelasse infondato?”.

Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, ha aggiunto:”Il sindacato ha avuto molti momenti di confronto con il Governo che ovviamente dovranno trovare una risposta coerente nella Legge finanziaria, in particolare su come creiamo una condizione favorevole per la futura previdenza dei nostri giovani e come garantiamo la perequazione delle nostre pensioni per gli anziani. E soprattutto come ridiscutiamo quel meccanismo dell’aspettativa di vita che ad oggi non tiene minimamente conto dei percorsi di ogni lavoratore e di ogni lavoratrice”.

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