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Pensioni anticipate e Ape sociale, le novità ad oggi 15 ottobre 2017

Riforma delle pensioni: accesso alla pensione ed aspettativa di vita. In questi giorni uno degli argomenti più discussi in tema di pensioni è quello dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita. Sono diverse le iniziative volte alla revisione di tale meccanismo. Il 5 ottobre 2017 sarà esaminata in Commissione lavoro alla Camera la risoluzione 7-01325: “Iniziative volte a rivedere il sistema di adeguamento dei requisiti per l’accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita”, con primo firmatario Davide Tripiedi del Movimento cinque stelle.

Pensioni ed aspettativa di vita: la risoluzione 7-01325 di Tripiedi. 

Nella risoluzione 7-01325 sulle pensioni: “Iniziative volte a rivedere il sistema di adeguamento dei requisiti per l’accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita” viene ricordato come il quadro normativo per l’accesso ai trattamenti pensionistici nel nostro Paese, preveda, tra le altre, disposizioni volte al progressivo innalzamento dei requisiti anagrafici per il diritto attraverso il loro adeguamento all’incremento della speranza di vita accertato dall’Istat.

Per i firmatari dell’atto:”Sostanzialmente, più si allunga l’aspettativa di vita e più tempo gli italiani dovranno lavorare, con ricadute dirette sulla qualità della vita e sul benessere condiviso, con l’indebolimento della rete sociale che storicamente, in Italia, ha contribuito in maniera rilevante al soddisfacimento delle esigenze famigliari e individuali; il diritto di accesso al trattamento pensionistico, inoltre, è stato gravemente intaccato, imponendo il prolungamento del periodo di attività delle lavoratrici e dei lavoratori con la conseguenziale e progressiva riduzione delle opportunità di nuovi accessi al mercato del lavoro”.

Si legge nel testo:”L’età pensionabile in Italia è cresciuta tanto da superare la media dei Paesi dell’Unione europea che attualmente, si attesta per gli uomini sui 64 anni e 4 mesi e per le donne sui 63 anni e 4 mesi, ben al di sotto rispettivamente dei 66 anni e 7 mesi e dei 65 anni e 7 mesi previsti oggi dalle richiamate disposizioni”. Ai sensi dell’articolo 12, comma 12-bis, del decreto-legge n. 78 del 2010, l’adeguamento al sistema pensionistico è da effettuarsi con decreto direttoriale del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento, quindi con riguardo all’adeguamento previsto con decorrenza dal 2019 (67 anni di età) il decreto direttoriale dovrà essere adottato entro la fine del 2017.

L’atto cita alcune stime non confermate, in base alle quali, le risorse necessarie per disapplicare l’adeguamento corrisponderebbero a 1,2 miliardi di euro, mentre per il presidente Inps, Tito Boeri, il blocco totale dell’adeguamento almeno fino al 2035 costerebbe poco oltre 140 miliardi di euro. Per i firmatari della risoluzione: “Sarebbe auspicabile reperire le risorse utili per interrompere il processo di adeguamento dell’età pensionabile, attraverso una riforma della normativa in materia di agevolazioni riconosciute a banche e assicurazioni, ivi comprese quelle riguardanti la deducibilità degli interessi passivi delle operazioni finanziarie di cui agli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446”

In conclusione, la risoluzione 7-01325 sulle pensioni impegna il Governo ad assumere le opportune iniziative volte a interrompere l’iter di adeguamento dell’età pensionabile a decorrere dal primo gennaio 2019, intervenendo, a maggior tutela delle lavoratrici e di lavoratori in Italia, sulle disposizioni di armonizzazione dei requisiti anagrafici per l’accesso al trattamento previdenziale conformandoli alla media dei Paesi dell’Unione europea. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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