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Riforma pensioni, oggi 14 ottobre 2017: novità su pensioni anticipate, Ape, flessibilità, età pensionabile!

Riforma delle pensioni: continua il pressing per il blocco dell’aumento dell’età pensionabile. Il blocco dell’aumento dell’età pensionabile ed alcune modifiche alla legge Fornero sono tra i punti cardine del programma di riforma delle pensioni di Rifondazione comunista, nato “per rimediare al danno enorme che hanno subito le persone individualmente e la società nel suo insieme da una delle leggi più inique mai approvate”. Il riferimento è chiaramente alla legge Fornero sulle pensioni, definita “controriforma”.

Il partito ha stilato un documento di approfondimento sulle pensioni nel quale si afferma:” L’Italia con 66 anni e 7 mesi per i lavoratori e le lavoratrici pubbliche ( 65 anni e 7 mesi per le lavoratrici del privato) che dovrebbero diventare 67 anni per tutte e tutti dal 2019, è il paese con l’età pensionabile legale tra le più alte d’Europa (seconda solo alla Grecia) e come già detto, il fatto che l’età effettiva sia ad oggi inferiore, dipende in misura significativa da una serie di norme transitorie”.

 Riforma delle pensioni:la proposta di Rifondazione Comunista.

I punti d’intervento previsti nella riforma delle pensioni di Rifondazione comunista sono: “Rideterminare l’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia in 65 anni per i lavoratori dipendenti pubblici e privati, e per i lavoratori autonomi; rideterminare l’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia in 60 anni per le lavoratrici dipendenti pubbliche e private e per le lavoratrici autonome; subordinare ogni incremento dell’età per la pensione di vecchiaia delle donne all’eliminazione dei differenziali esistenti tra donne e uomini in relazione al tasso di occupazione, alla durata effettiva della vita lavorativa, alle mansioni svolte, ai livelli retributivi, alla divisione tra donne e uomini del lavoro di cura; reintrodurre la pensione di anzianità con 40 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica, non soggetti all’incremento legato all’aumento dell’aspettativa di vita”.

Inoltre: “Reintrodurre la somma tra età anagrafica ed anzianità contributiva come requisito per l’accesso alla pensione, senza penalizzazioni sugli assegni pensionistici; determinare tale somma a valori comunque non superiori a quelli previsti per le pensioni maturate al 31 dicembre 2012; ripristinare la normativa precedente per i lavori e le attività usuranti ed identificare le tipologie di lavoro comunque disagiate a cui estendere la riduzione dell’età”.

Ed ancora: “Eliminare gli innalzamenti dell’età di pensione legati all’aspettativa di vita o, in subordine, determinare in maniera differenziata l’aspettativa di vita sulla base delle diverse condizioni socioeconomiche; introdurre un minimo di pensione, con 15 anni di contributi, compresi i contributi figurativi; introdurre per le pensioni future un massimo di pensione e del cumulo dei trattamenti pensionistici a 65.000 euro annui lordi; aumentare le pensioni previdenziali basse e portare quelle assistenziali sopra il livello di povertà relativa; consentire ad ogni lavoratrici e ad ogni lavoratore di attribuire il proprio risparmio previdenziale al fondo per la previdenza complementare costituito presso l’Inps e definire le modalità per destinare a livello nazionale le risorse della previdenza complementare”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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