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Riforma pensioni, oggi 28 aprile 2017. Le ultime novità su pensione anticipata, legge Fornero e pensioni di garanzia

Riforma delle pensioni: aumento dell’età pensionabile ed aspettativa di vita. I dati forniti dall’Istat sull’aumento della speranza di vita hanno riportato l’attenzione sul tema delle pensioni e dell’età pensionabile. Il Presidente della Commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano, su Repubblica spinge affinché si dia seguito a quanto stabilito nel verbale d’intesa siglato tra Governo e sindacati nel settembre 2016. In particolare, per Damiano, bisogna “bloccare l’aumento dell’aspettativa di vita anche per i lavori gravosi oltre che per quelli usuranti. Oppure, la strada maestra sarebbe quella di rimandare al giugno del prossimo anno la decisione, facendo una valutazione accurata“. L’esponente dem ritiene inoltre, che:”Quando si mettono volutamente in contrapposizione le vecchie e le nuove generazioni, si gioca la carta estrema, che rende a quel punto necessario un nuovo intervento sulle pensioni, che penalizza anziani e giovani”.

Pensioni ed aspettativa di vita: il commento di Furlan (Cisl)

Anche il segretario della Cisl, Annamaria Furlan, ha voluto commentare le ultime novità riguardo alle pensioni e si è soffermata, in particolare, sull’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita. Furlan ritiene “molto importante e positiva” la presa di posizione del Ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, il quale ha abbracciato la tesi di bloccare o almeno rivedere l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita.

“Lo abbiamo detto con chiarezza: c’e’ tutto il tempo per trovare una soluzione condivisa che eviti questo indiscriminato innalzamento per tutti dell’età pensionabile, rivedendo i criteri con il confronto con il sindacato, cosi come era previsto nell’accordo siglato con il Governo alcuni mesi fa”, ha ricordato il leader della Cisl. “Non tutti i mestieri e le professioni sono uguali. Bisogna individuare dei criteri più equi che tengano conto della maggiore gravosità di alcuni lavori rispetto al altri. Si tratta di una questione di buon senso su cui il Governo non può rimanere indifferente o insensibile. La Cisl è pronta al confronto e fa appello al senso di responsabilità del Governo, del Parlamento e di tutte le forze politiche”, ha sottolineato Furlan.

“Sono contentissima e ritengo un segnale molto positivo che il segretario Renzi e importanti esponenti del Pd abbiano condiviso il sentimento di Cgil, Cisl e Uil di chiedere che ci sia uno stop all’aspettativa di vita”. Ha dichiarato Annamaria Furlan a margine del Consiglio generale della Cisl di Torino.

“Abbiamo tempo, l’innalzamento a 67 anni scatta il primo gennaio 2019, per analizzare con serietà qual è la reale aspettativa di vita quando si svolgono per tanti anni mestieri che incidono negativamente proprio su questa”, ha aggiunto. “La nostra è una proposta che è stata condivisa dal governo Renzi quando abbiamo fatto l’accordo sulla previdenza e mi auguro che anche il governo Gentiloni capisca che è una questione di giustizia e buonsenso”.

Pensioni: blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita.

A sollecitare nuovamente il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita previsto per il 2019 e l’avvio del confronto per una modifica dell’attuale meccanismo per superare e differenziare le attuali forme di adeguamento, tenendo conto anche delle diversità nelle speranze di vita e nella gravosità dei lavori, sono stati i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Roberto Ghiselli, Maurizio Petriccioli e Domenico Proietti, che in una nota congiunta, nel ribadire che “non tutti i lavori sono uguali”, hanno chiesto all’Esecutivo di mantenere fede agli impegni assunti nell’intesa del 28 settembre 2016.

Sul tema delle pensioni e dell’aspettativa di vita si è espresso anche Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil, il quale da Lecco, ha ribadito la posizione del sindacato: “Noi chiediamo il congelamento dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile e la nostra insistenza sta per produrre già un primo risultato: forse, la prossima settimana, potremmo essere convocati a Palazzo Chigi”.

Barbagallo ha commentato le dichiarazioni del Segretario del Pd, Matteo Renzi, il quale ha mostrato di condividere la richiesta dei sindacati di prendere tempo per valutare come modificare il meccanismo legato all’aspettativa di vita. “Ha fatto bene Renzi a prendere posizione”, ha affermato Barbagallo, “siamo d’accordo, vogliamo aprire una discussione per evitare la sovrapposizione tra la legge Fornero e questo meccanismo dell’aspettativa di vita. Dobbiamo iniziare un lavoro vero su questo tema, perché c’e grande disagio tra i lavoratori e nel Paese. I lavori non sono tutti uguali: bisogna insediare una commissione che studi le diverse patologie collegate ai diversi lavori e alle diverse mansioni”.

In riferimento alle pensioni ed ai dati Istat circa la speranza di vita, Barbagallo ha precisato:”Non discuto la professionalità e il lavoro svolto dall’Istat. Constato, tuttavia, che in passato si è dovuto far ricorso a qualche correzione anche sostanziale di alcune stime. Nel caso specifico dell’aspettativa di vita, poi, sorprende la rilevazione di un così repentino incremento, mentre lo scorso anno era stata segnalata una riduzione dello stesso dato”.

“La questione, però, non è tecnica”, continua il leader della Uil, “ma politica. Il meccanismo dell´incremento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita non è più compatibile con il sistema previdenziale introdotto dalla legge Fornero. Questo è il punto, sul quale chiediamo che il Governo esprima la sua posizione: quando risponderà, il premier Gentiloni, alla richiesta di incontro avanzata da Cgil, Cisl, Uil?”. Barbagallo conclude:”Peraltro, ci si lamenta per il basso livello e la precarietà dell´occupazione giovanile. Ma se i padri sono costretti ad andare in pensione sempre più tardi, i figli quando potranno entrare nel mondo del lavoro?”

Rivalutazione delle pensioni: la sentenza della Consulta sul Bonus Poletti. 

La sentenza della Corte Costituzionale sulla rivalutazione delle pensioni ha lasciato l’amaro in bocca ai sindacati. “Ci tocca prendere amaramente atto della scarsa considerazione che questo nostro Paese ha per i pensionati, penalizzati ancora una volta da una sentenza che non riconosce quanto loro indegnamente e impropriamente tolto sul piano delle risorse”, ha commentato il segretario della Cisl pensionati, Gigi Bonfanti.

Le motivazioni della Corte non sono congrue né comprensibili”, ha affermato  il Segretario generale della Uilp,  Romano Bellissima, per il quale:”La consulta ha fatto prevalere, a nostro avviso, le ragioni di Stato dichiarando legittimo il decreto Poletti n.65 con queste motivazioni: ‘che la nuova e temporanea disciplina realizzi un bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze della finanza pubblica’.
“Il sindacato”,  conclude Bellissima, “non si deve rassegnare alle ingiustizie e deve continuare le lotte in difesa del potere d’acquisto delle pensioni, così come previsto dalla Carta costituzionale”.

Pensioni anticipate: le novità su Ape sociale e precoci

I sindacati stanno spingendo anche sulle pensioni anticipate. Per individuare rapide ed efficaci soluzioni alle criticità emerse su Ape sociale e pensione anticipata per i lavoratori precoci, Cgil Cisl Uil hanno incontrato in settimana il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e  il Presidente dell’Inps, Tito Boeri. “Sia il Ministro del Lavoro che il presidente dell’Inps”, si legge in una nota unitaria di Cgil Cisl Uil, “hanno convenuto sulla necessità di una risposta in tempi brevi e di una semplificazione delle procedure. Si sono, quindi, impegnati a procedere alle rettifiche amministrative o normative necessarie affinché questi importanti strumenti introdotti con la scorsa legge di bilancio possano essere pienamente applicati”.
I dati emessi dall’Inps la scorsa settimana sulle istanze per l’Ape sociale e per la misura per le pensioni dei precoci (solo 20.957 accolte su un totale di 65.972 domande) hanno reso necessario, per le tre confederazioni, un confronto urgente, “per non vanificare le tante attese legate all’introduzione dei due importanti strumenti di flessibilità in uscita, sanciti nel verbale sottoscritto lo scorso 28.09.2016″.

I sindacati sottolineano che:”Sia il Ministro che il Presidente dell’Inps hanno convenuto sulla necessità di una risposta in tempi brevi e di una semplificazione delle procedure. Si sono, quindi, impegnati a procedere alle rettifiche amministrative o normative necessarie affinché questi importanti strumenti introdotti con la scorsa legge di bilancio possano essere pienamente applicati.

I Sindacati e i loro Patronati, inoltre” conclude il comunicato unitario, “si impegneranno a collaborare con l’Istituto di previdenza per prevenire ogni eventuale distorsione e per rendere pienamente esigibile per tutti i lavoratori che ne hanno diritto l’accesso all’Ape sociale e alla pensione anticipata per i lavoratori precoci”. Cgil,Cisl e Uil attendono una risposta dal Premier Gentiloni sulla richiesta di incontro. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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