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Papa Francesco, l'Angelus di oggi domenica 17 dicembre 2017 ed il collegamento con A sua immagine!

Papa Francesco, l’Angelus domenicale. Come di consueto oggi domenica 29 ottobre 2017 Papa Francesco ha celebrato l’Angelus in Piazza San Pietro. Dalla finestra dello studio del Palazzo apostolico, che affaccia su Piazza San Pietro, Francesco ha evidenziato che “l’amore dà slancio e fecondità alla vita e al cammino di fede” e che “senza l’amore, sia la vita sia la fede rimangono sterili”. Riferendosi al Vangelo del giorno in cui l’evangelista Matteo ricorda la domanda insidiosa dei farisei a Gesù, ovvero quale fosse “il grande comandamento”, il Pontefice ha spiegato il nesso di amore tra Dio e l’uomo. Ha ricordato la risposta di Gesù: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. E “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.

Le parole di Papa Francesco nell’Angelus di oggi domenica 29 ottobre 2017.

“Gesù vuole far capire – ha detto – che senza l’amore per Dio e per il prossimo non c’è vera fedeltà a questa alleanza con il Signore”. “Tu puoi fare tante cose buone, compiere tanti precetti – ha proseguito a braccio -, ma se tu non hai amore, questo non serve”. Citando il Libro dell’Esodo ha sostenuto, ancora una volta, che “non si può stare nell’Alleanza con il Signore e maltrattare quelli che godono della sua protezione: la vedova, l’orfano e lo straniero, il migrante cioè le persone più sole e indifese”.
Noi siamo stati creati per amare ed essere amati” ha incalzato Francesco, parlando di “ideale stupendo” incarnato dal Vangelo del giorno, ideale “che corrisponde al desiderio più autentico del nostro cuore”. “Dio, che è Amore ci ha creati per renderci partecipi della sua vita, per essere amati da Lui e per amarlo, e per amare con Lui tutte le altre persone. Questo è il ‘sogno’ di Dio per l’uomo”. Un sogno realizzabile solo con la grazia celeste, perché – ha spiegato – “abbiamo bisogno di ricevere in noi la capacità di amare che proviene da Dio stesso”. Ed è proprio l’offerta di Gesù nell’Eucaristia a renderlo possibile, poiché “riceviamo Gesù nell’espressione massima del suo amore, quando Egli ha offerto se stesso al Padre per la nostra salvezza”.

Il messaggio di Papa Francesco da Cagliari.

Vi riproponiamo il messaggio inviato dal pontefice in apertura della prima giornata della Settimana sociale, che vede radunati nel capoluogo sardo un migliaio di delegati, in rappresentanza delle 225 diocesi italiane. “Lavoro in nero e lavoro precario uccidono”. È il grido di Papa Francesco da Cagliari, contenuto in un videomessaggio – durato poco meno di 15 minuti e lungamente applaudito. “Noi credenti sentiamo, nel fondo dell’anima, che chi definitivamente recherà a salvamento la società presente non sarà un diplomatico, un dotto, un eroe, bensì un santo, anzi una società di santi”.

Il messaggio del Papa sul lavoro e precarietà a Cagliari!

Il Papa comincia con una citazione del beato Giuseppe Toniolo, che nel 1907 promosse le Settimane Sociali in Italia. “Non tutti i lavori sono lavori degni. Precarietà totale: questo è immorale! Questo uccide! Uccide la dignità, uccide la salute, uccide la famiglia, uccide la società. Lavoro in nero e lavoro precario uccidono”. Poi l’appello “ai disoccupati che cercano lavoro e non lo trovano, agli scoraggiati che non hanno più la forza di cercarlo, e ai sottoccupati, che lavorano solo qualche ora al mese senza riuscire a superare la soglia di povertà: non perdete la fiducia”.

Papa Francesco: “Nel mondo del lavoro, la comunione deve vincere sulla competizione!”

Esortazione che vale anche per chi, al Sud, vive nelle aree più in difficoltà. La crisi del lavoro è una crisi ambientale e sociale, recita la Laudato si’. Il lavoratore non può essere solo “una riga di costo del bilancio”. “Competizione: qui c’è la malattia della meritocrazia!”. Anche l’innovazione tecnologica va guidata: “Il robot deve rimanere un mezzo e non diventare l’idolo di una economia nelle mani dei potenti”. “Voglio augurarvi di essere un lievito sociale per la società italiana e di vivere una forte esperienza sinodale”, conclude Francesco. Ci vuole il “principio di bontà” nel lavoro, per non far mancare nulla a nessuno: “Nel mondo del lavoro, la comunione deve vincere sulla competizione!”, conclude Papa Francesco.

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