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Pensioni anticipate: le novità su Opzione Donna e dati del Contatore, oggi 2 dicembre 2017!

Riforma delle pensioni: il dibattito sull’età pensionabile e l’aspettativa di vita. Continuano le prese di posizione sulla possibilità che nel 2019 l’età pensionabile arrivi a 67 anni. “Negli ultimi giorni, il tema delle pensioni è tornato prepotentemente alla ribalta della stampa nazionale”, ha osservato Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “Per effetto dell’aumento dell’aspettativa di vita calcolato dall’Istat, infatti, l’età pensionabile potrebbe essere innalzata, dal 2019, a 67 anni. L’aumento previsto ha scatenato le proteste dei sindacati e di molti lavoratori ormai vicini alla soglia della pensione”, ha aggiunto.

Brunetta ha segnalato che la decisione su eventuali interventi mirati ha “provocato forti spaccature tra le varie anime della sinistra, divisa tra la componente parlamentare, che ritiene indispensabile fare di tutto per scongiurare questa eventualità, anche posticipando il decreto che innalza ufficialmente l’età pensionabile, e quella governativa, guidata dal ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, che ritiene invece indispensabile mantenere inalterato l’assetto delineato dalla Legge Fornero per non provocare effetti negativi sulla tenuta dei conti pubblici”.

Riforma delle pensioni. Brunetta e Capone: indispensabile alzare le minime

Sempre in  tema di riforma delle pensioni, per Renato Brunetta è indispensabile “innalzare la soglia minima a mille euro, “per poter garantire ai pensionati italiani, soprattutto a quelli più in difficoltà economica, il recupero del loro potere d’acquisto”.

“Secondo le ultime statistiche Istat, infatti, circa 5,8 milioni di pensionati, ben il 37,5% del totale, percepiscono un assegno pensionistico inferiore ai mille euro mensili”, chiarisce l’esponente di Forza Italia. “Per le donne va ancora peggio”, aggiunge, “sotto i mille euro sono il 46,8%”. Brunetta continua:” Il Governo Gentiloni, soprattutto per bocca dei suoi ministri Padoan e Poletti, sta facendo soltanto del terrorismo mediatico e creando una grande confusione che produce il solo effetto di spaventare i pensionati e i lavoratori in procinto di concludere la propria carriera lavorativa”.

“I pensionati di oggi e di domani non hanno tempo da perdere, tra sei mesi non sappiamo neanche quale sarà il Governo, mentre oggi abbiamo già la certezza che sei milioni di persone hanno assegni al di sotto dei mille euro”. Ha dichiarato il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, in merito ai dati pubblicati dall’Inps ed in riferimento ai sei mesi di tempo in più che il Governo sarebbe intenzionato a prendere per non far scattare al 31 dicembre 2017 l’adeguamento automatico alle aspettative di vita.

“Noi”, spiega Capone, “siamo abituati ai fatti e non alle promesse elettorali “a costo zero”, perché tra sei mesi ci sarà un altro governo e perché ‘la pausa’ non esclude che tra sei mesi l’adeguamento automatico scatterà comunque. Il governo, dalla sentenza della Corte Costituzionale di ieri sulla costituzionalità del bonus Poletti sulla rivalutazione delle pensioni, ha già ottenuto un grande aiuto, noi non possiamo regalare ulteriore fiducia e tempo su speranze che incidono sulle condizioni di vita di milioni di persone”.

Per Capone “con la chiarezza dei numeri l’Inps oggi ci dice le pensioni tra 500 e 1.000 euro sono più numerose rispetto ad altre di diversa classe di importo e sono pari a oltre 8,9 milioni pari al 38,9% del totale e che gli assegni erogati al Sud e al Centro sono del 13% più bassi rispetto alla media italiana, ben lontani dai 13.282 euro del Nord”.

“Se neanche di fronte a questi dati si capisce”, conclude il leader dell’Ugl, “che bisogna intervenire subito sulle legge Fornero e che magari si sarebbe dovuto intervenire meglio e prima, non sarà una incerta quanto aleatoria vittoria elettorale dell’attuale maggioranza a far sperare ai pensionati di oggi e di domani in un futuro migliore”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

 

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