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Riforma delle pensioni: età pensionabile e legge Fornero. Si aprono nuove prospettive sulla riforma delle pensioni dopo le critiche mosse da parte del Ministro del lavoro Giuliano Poletti all’impianto della Legge Fornero, nel corso della trasmissione Porta a Porta. Poletti ha riassunto le criticità presentate, a suo giudizio, dalla nota riforma delle pensioni del 2011:”L’intervento che si è realizzato con la riforma Fornero a mio giudizio aveva dei difetti molto gravi: il tema degli esodati, il salto secco di età, senza cercare un punto di equilibrio e non aver previsto un trattamento diversificato in ragione del lavoro“. Il Ministro del Lavoro ritiene che la tale intervento sulle pensioni non abbia  rappresentato una buona soluzione, “tanto che lo stiamo correggendo”.

Una delle modifiche sulle pensioni allo studio del Governo è quella di bloccare l’aumento dell’età pensionabile per alcune categorie di lavoratori che svolgono mansioni usuranti. Ma per la definizione di tali categorie, chiarisce Poletti, “c’è bisogno di una discussione seria su basi  scientifiche” e precisa che”è un tema aperto”.

Riforma delle pensioni: vertice Governo sindacati.

E’ previsto nel pomeriggio di oggi un vertice tra il Premier Paolo Gentiloni ed i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, con tema le pensioni e l’aumento dell’età pensionabile. Una delle ipotesi allo studio del Governo, per arginare l’aumento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita, sarebbe quello di escludere dall’adeguamento automatico le categorie di lavori gravosi prese già in considerazione tra i beneficiari dell’Ape sociale: maestre di asilo nido e scuola materna, infermieri che fanno turni notturni, macchinisti, camionisti, gruisti, muratori, facchini, badanti di persone non autosufficienti, addetti alle pulizie, alla raccolta dei rifiuti e alla concia delle pelli.

I sindacati vorrebbero, invece, il congelamento generalizzato del meccanismo di adeguamento, oltre che interventi sulle future pensioni dei giovani, sulla disparità di genere ed il rilancio della previdenza complementare.

Pensioni ed età pensionabile. La nota dello Spi Cgil.

Ulteriori chiarimenti sull’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa sono stati forniti in una nota dello Spi Cgil:”In pensione a 67 anni a partire dal 1 gennaio 2019. Questo prevede la legge dopo che l’Istat ha rilevato un aumento di 5 mesi del l’aspettativa di vita nel triennio 2013-2016.
Per rendere operativo il meccanismo è però necessario un decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e di quello dell’Economia”.

“Tale decreto non passa dal Parlamento (quindi non deve essere votato)”, chiarisce lo Spi Cgil, ” e dal momento in cui viene emanato rende automatico l’aumento dell’età pensionabile. Il governo può però decidere di non fare il decreto. In questo caso servirebbe una norma che congeli il meccanismo. Altra possibilità è quella di una norma di legge del Parlamento che sposti in avanti la decisione”.Il sindacato pensionati della Cgil sottolinea:”Per evitare quindi che l’età pensionabile aumenti c’è bisogno di una scelta politica. Del governo e del Parlamento. Se questa scelta politica non ci dovesse essere invece dal 1 gennaio 2019 uomini e donne indistintamente dal tipo di lavoro che hanno svolto andranno in pensione a 67 anni”.

Pensioni ed età pensionabile. Continua il dibattito.

Qualche giorno fa il Presidente dell’inps Tito Boeri è tornato a parlare di pensioni e di età pensionabile in un’intervista a Repubblica. L’economista si è mostrato fortemente contrario al blocco dell’aumento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita ed ha affermato che una riforma delle pensioni di tale natura esporrebbe il Paese “a grandi rischi in un momento di forti tensioni internazionali e di irrigidimento della politica monetaria”, con conseguente “forte aggravio dei costi del servizio del debito pubblico” ed un aumento dello spread”. In aggiunta Boeri ha precisato che se non si facesse l’adeguamento dell’età pensionabile a 67 anni adesso, ma nel 2021, senza più aggiornamenti successivi, da qui al 2040 la somma degli aggravi di costo arriverebbe a 140 miliardi di euro.

Proprio queste ultime affermazioni  fatte dal presidente dell’Inps sulle pensioni, sono state commentate dal presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, su Facebook. Per Brunetta, Boeri fa “terrorismo previdenziale”:” Le affermazioni, tutte politiche, del presidente dell’Inps, Tito Boeri, in una sua intervista pubblicata oggi da ‘la Repubblica’ sono esilaranti e fuori dal perimetro di quella che dovrebbe essere la sua mission amministrativa. Ormai, spiace dirlo, siamo all’abuso di credulità pubblica”, ha affermato.

Brunetta ha  aggiunto:”Citare, come fa il numero uno dell’Inps, 140 miliardi di costi (impliciti) per congelare l’innalzamento di 5 mesi dell’età legale di pensione per due anni è vero e proprio terrorismo previdenziale. Sparare una cifra di questo tipo senza spiegare il metodo di calcolo è grave e poco serio”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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