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Riforma pensioni, oggi 4 novembre 2017: pensioni anticipate, età pensionabile, lavoro gravosi, Ape donne

Riforma pensioni, le ultime news. Dopo l’incontro tra governoe e sindacati di due giorno fa, l’esecutivo ha aperto alla possibilità di correggere il meccanismo di calcolo che porta ad adeguare l’età di uscita all’aspettativa di vita e di escludere dallo scatto a quota 67 anni nel 2019 alcune categorie di lavoratori, quelli impegnati nelle mansioni più gravose e rischiose. Il tutto sarà discusso al tavolo con le parti sociali, che partirà già lunedì prossimo e “verificato” in un vertice fissato per il 13 novembre 2017. Il principio dell’automatismo però non si tocca.

Riforma delle pensioni, il punto dei sindacati.

Cgil, Cisl e Uil sono pronti al confronto su previdenza e pensioni, che dovrà snodarsi in tempi “ragionevolmente stretti”. Il 13 novembre “verificheremo se davvero c’è la disponibilità a cambiare i meccanismi dell’età pensionabile e a differenziare i lavori, oppure se non c’è”, avverte la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, “altrimenti bisognerà scegliere altre strade”. Bene il confronto, “vedremo tra una decina di giorni se c’è volontà di condividere l’obiettivo”, afferma la numero uno della Cisl, Annamaria Furlan. E’ “positivo” il fatto che “continui la discussione”, dice anche il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, sottolineando però che “Padoan ha messo dei paletti che per noi sono tutti da verificare” e che “non esauriremo la nostra pressione sia sul parlamento sia con i lavoratori e pensionati” proseguendo la mobilitazione. I sindacati aspettano di tirare le fila anche su altri temi della previdenza, dal lavoro di cura alle pensioni “dignitose” per i giovani.

Pensioni, le repliche di Romano Bellissima a Tito Boeri!

Intanto, Romano Bellissima, Segretario generale Uilp, replica così alle recenti dichiarazioni di Tito Boeri: “Boeri non si smentisce mai. Anche oggi lo troviamo su un quotidiano a parlare di tutto, a somministrare consigli e a dare giudizi sull’operato di Governo, partiti e Parlamento”. Secondo il Segretario generale Uil Pensionati “come Presidente dell’Inps Boeri dovrebbe invece preoccuparsi di amministrare bene uno dei più grandi istituti di previdenza pubblica d’Europa, applicando leggi e norme che non è suo compito né redigere, né approvare. Per quanto riguarda sindacato e pensionati Boeri non si preoccupi e non dispensi anche a noi consigli: la Uil e la Uilp sono da sempre impegnate per costruire una società basata sull’equità all’interno e tra le generazioni; che valorizzi il valore del lavoro; crei opportunità di buona occupazione per tutti, a partire da giovani e donne; garantisca pensioni giuste e adeguate per i pensionati di oggi e di domani”, conclude Bellissima.

Riforma delle pensioni, i commenti di Calenda sulla manovra del governo.

Sulla manovra del governo, in particolare sul capitolo pensioni, si è espresso Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo, in un’intervista al Corriere della Sera, a cura di Enrico Marro. Sulle pensioni Gentiloni aveva detto «applicheremo la legge», riferendosi all’aumento dell’età a 67 anni, ma il Pd ha presentato emendamenti per rinviare la decisione a giugno. Calenda commenta:”Vedo un errore di metodo e di merito in questa proposta del Pd. Nel metodo perché si decide di non decidere sull’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita rimandando tutto a dopo le elezioni. Il rischio che ciò venga letto dai cittadini come una manovra elettorale è alto. Nel merito credo si tratti di una proposta sbagliata, che rischia di determinare uno squilibrio grave del sistema pensionistico”.

Per Calenda sarebbe giusto “aprire a correzioni su lavori gravosi e usuranti. Ma in generale è necessario ricordare che già oggi l’età effettiva di pensionamento in Italia è di circa 62 anni mentre la vita lavorativa è di 31 anni rispetto ai 37 della media europea. Abbiamo varato l’Ape social che è una forma di prepensionamento per i lavori gravosi. La vera emergenza oggi riguarda i giovani e il lavoro. Su questo dovremmo concentrare le risorse”.

Riforma pensioni, età pensionabile e Legge di Bilancio: le ultime dichiarazioni di Cesare Damiano.

Anche Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, è tornato a parlare di età pensionabile ed aspettativa di vita ed ha così dichiarato: “Il danno provocato dall’aggancio dell’età della pensione all’aspettativa di vita, che si somma al brusco innalzamento di 5-6 anni dell’uscita dal lavoro voluta dal Governo Monti, ricadrà anche sulle giovani generazioni che saranno costrette ad andare in pensione a 70 anni o con l’irraggiungibile traguardo dei 45-46 anni di contributi. Questo a causa di un meccanismo perverso che porterà inevitabilmente a questo risultato verso il 2050: un bel regalo ai giovani da parte di chi, con queste scelte, pretenderebbe di difenderli”.

“Per questo noi abbiamo chiesto a Gentiloni di spostare la data del Decreto direttoriale, che innalzerebbe l’età a 67 anni, dal 31 dicembre di quest’anno al giugno del 2018. Questo lasso di tempo (considerato il fatto che la salita a 67 anni scatterà dal 2019), potrà essere utilizzato per studiare e correggere il meccanismo dell’aggancio dell’età pensionabile all’aspettativa di vita e per individuare le platee di chi svolge lavori particolarmente gravosi da esentare dall’innalzamento, come è già avvenuto per i lavori usuranti”. “È importante che, al termine dell’incontro di oggi tra Governo e sindacati sul tema delle pensioni, si sia deciso di istituire un tavolo tecnico di confronto per affrontare questi problemi in tempi brevi, i prossimi 10 giorni, al fine di consentire eventuali interventi già nella prossima legge di Bilancio”, conclude Damiano.

I primi commenti di Susanna Camusso dopo l’incontro tra governo e sindacati sulle pensioni.

Subito dopo l’incontro di ieri, la leader della Cgil Susanna Camusso ha affermato che alla riunione del 13 si verificherà la reale disponibilità dell’esecutivo, ricordando che le richieste del sindacato riguardano molti temi in ambito previdenziale: giovani, donne, lavori di cura, maggiore equità nel sistema. Senza risposte, le iniziative del sindacato, già mobilitato con incontri e assemblee tra i lavoratori, proseguirà. Intanto, sul tavolo di confronto ci sarebbe anche un’altra ipotesi, non sgradita al Mef: la proroga di un anno o due anni della sperimentazione dell’Ape social con l’obiettivo di renderla poi strutturale o addirittura l’immediata stabilizzazione dell’Anticipo pensionistico. Nel primo caso verrebbe di fatto evitato l’aumento della soglia nel 2019 a tutte le categorie comprese nell’Ape. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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