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Riforma pensioni, oggi 14 novembre 2017

Pensioni anticipate: Ape sociale. Mentre il Governo ed  i sindacati sono impegnati a trovare un accordo sull’età pensionabile, l’aspettativa di vita ed i lavori usuranti, ci sono altri temi che preoccupano le parti sociali riguardo alle pensioni degli italiani. Cgil, Cisl e Uil sono in attesa di conoscere il destino della grande quantità di domande d’accesso all’Ape sociale ed alla misura per le pensioni dei lavoratori precoci, che sono state inizialmente respinte e che ora sono rimaste in sospeso, nonostante i nuovi indirizzi interpretativi estensivi, forniti dal Ministero del lavoro.

I segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente, Roberto Ghiselli, Maurizio Petriccioli e Domenico Proietti hanno inviato una lettera al Ministro del lavoro, Giuliano Poletti ed al presidente dell’Inps, Tito Boeri, per ottener un nuovo incontro sul tema delle pensioni anticipate, in modo da “affrontare nel migliore dei modi le problematiche aperte, anche in ragione dell’imminente scadenza per la presentazione delle nuove domande entro il 30 novembre”.

Nella lettera si sottolinea che sono passati oltre 15 giorni dall’incontro del 25 ottobre e che, ad oggi, l’operazione di riesame da parte dell’Inps, con accoglimento delle richieste precedentemente respinte, ha riguardato un numero esiguo di richieste (ben al di sotto di 3.000), a fronte di 44.106 respinte su un totale di domande presentate di 65.972. Un fatto, sottolineano i sindacati nella lettera, che rischia di “compromettere il diritto a migliaia di persone di beneficiare degli importanti strumenti, nati dal confronto sindacale con il Governo e inseriti nel verbale di sintesi sottoscritto il 28 settembre 2016”.

I leader sindacali hanno segnalato come siano “ancora diverse le questioni irrisolte, che devono essere affrontate”, come le domande respinte dei lavoratori addetti ad attività gravose, in attesa di una nuova verifica con la consulenza degli enti preposti (Inail, Anpal e ministero del Lavoro) e la questione delle richieste respinte di quanti hanno utilizzato periodi di contribuzione estera per far valere il diritto all’Ape sociale e che si sono visti respingere la domanda, a causa dell’interpretazione iniziale dell’Inps, successivamente modificata ed espressa nel messaggio numero 4170 del 24 ottobre.

Nel corso dell’incontro tra Governo e sindacati di ieri sulle pensioni, sono state visionate delle stime fornite dall’Inps, in base alle quali a seguito del riesame delle domande per l’accesso all’Ape sociale e alle pensioni anticipata per i lavoratori precoci, potrebbero essere accettate oltre 46.000 domande a fronte delle 66.000 pervenute e delle 60.000 stimate.

Pensioni anticipate: proroga dell’Ape sociale.

La senatrice Annamaria Parente, capogruppo del Pd nella Commissione Lavoro, ha illustrato gli emendamenti alla legge di Bilancio 2018 di cui è prima firmataria, finalizzati a prorogare l’Ape sociale al 2019, ad estenderlo “e rendere questo strumento più accessibile”. Parente ha dichiarato:”Proponiamo di prorogare anche al 2019 l’Ape sociale e di estendere la platea a chi, avendo maturato almeno 30 anni di contribuzione, si trova in stato di disoccupazione senza indennità da almeno 3 mesi, a seguito di licenziamento, a prescindere dal tipo di rapporto di lavoro“.

Per la senatrice:”E’ una modifica necessaria per rendere meno rigido l’attuale criterio della disoccupazione, che vedeva bocciare l’80 per cento delle domande tra i senza lavoro. Il terzo emendamento serve a migliorare l’accesso dei lavoratori precoci all’Ape sociale”. “Il rafforzamento dell’Ape sociale, ha concluso Parente, “consente di superare l’automatismo dell’aspettativa di vita per alcune categorie di lavoratori più deboli”.

In tema di pensioni anticipate, sulla proroga dell’Ape sociale premono anche i sindacati. Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil ha chiarito:” I sindacati propongono l’utilizzo delle risorse avanzate nel 2017, per finanziare lo stesso strumento nel 2018 e ipotizzare una proroga per il 2019”, ma questo punto la posizione del governo è stata “molto difensiva”, ha sottolineato il leader sindacale.

Pensioni, età pensionabile ed aspettativa di vita. Lo studio della Uil.

Nel commentare i dati sulle pensioni, frutto dello studio effettuato dalla Uil sulla durata della quiescenza media in Italia e in Europa, il segretario confederale, Domenico Proietti, ha dichiarato:“Non c’è nessun motivo per aumentare in via generalizzata l’età di accesso alla pensione così come dovrebbe accadere sulla base dell’attuale normativa”.

Nello studio della Uil si evidenzia che in Italia l’età di accesso alla pensione è superiore di quasi 3 anni alla media europea e così, nonostante per l’aspettativa di vita siamo al 5° posto per gli uomini, 83 anni e 11 mesi, ed al 3° posto per le donne, 87 anni e 2 mesi, la durata della quiescenza media (il periodo di godimento della pensione) è inferiore alla media europea. I pensionati italiani percepiscono mediamente la pensione per 16 anni e 4 mesi, 2 anni e 5 mesi in meno rispetto alla media  europea, le donne per 21 anni e 7 mesi, 1 anni e 7 mesi in meno rispetto alla media europea. In Francia, ad esempio, gli uomini percepiscono la pensione per 8 anni e 1 mese in più rispetto agli italiani, mentre in Germania per 1 anno e 3 mesi in più.

In definitiva si evince che i pensionati italiani accedono più tardi alla pensione ed essendo anche la loro aspettativa di vita minore rispetto ad altri grandi stati percepiscono la pensione, in media, per meno tempo rispetto agli altri cittadini europei. 

In aggiunta, sempre esaminando i dati dello studio Uil sulle pensioni, si osserva che i problemi maggiori saranno registrati “in particolare per le lavoratici italiane la cui età di pensionamento, per essere equiparata a quella degli uomini a 66 anni e 7
mesi, salirà di un anno già dal 2018 per effetto dei ben noti provvedimenti legislativi”. “A norme attuali, poi, segnala la Uil, “l’aumento  coinvolgerà tutti i lavoratori nel 2019 quando l’età
legale di accesso alla pensione dovrà   salire a 67 anni. Opzione generalizzata che, come noto, il sindacato non condivide”.

Per Proietti, alla luce di quanto detto, risulta evidente che “non c’è nessun motivo per aumentare l’età pensionabile in modo generalizzato, continuando a fare parti uguali tra diseguali”. Piuttosto, prosegue:”Bisogna congelare l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita al fine di poter avviare un tavolo di studio che consideri le peculiarità dei singoli lavori, come previsto nel verbale siglato tra Governo e sindacati lo scorso 28 settembre 2016″. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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