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Papa Francesco, udienza generale di oggi mercoledì 15 novembre 2017 in Piazza San Pietro

Papa Francesco, l’udienza di oggi. Il Papa è arrivato oggi in piazza San Pietro con un po’ di anticipo rispetto al solito, intorno alle 9.10. Ad accoglierlo, come sempre, una folla festante e colorata, soprattutto negli striscioni. “Por favor bendiga mi madre”. Oggi la jeep bianca ha la speciale copertura trasparente antipioggia, viste le previsioni fosche sulla Capitale. Sceso dalla papamobile, Francesco ha salutato un gruppo di famiglie in prima fila dietro le transenne, stringendo le mani soprattutto dei più piccoli.

Papa Francesco arriva sulla papamobile in Piazza San Pietro accolto dai fedeli.

All’udienza di oggi mercoledì 15 novembre 2017 parteciperanno oltre 800 tra bambini affetti da diabete di tipo 1, volontari e genitori parteciperanno all’Udienza generale del Papa e riceveranno la benedizione del pontefice. Questo atteso incontro si terrà all’indomani dell’odierna Giornata mondiale del diabete che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla prevenzione e sulla gestione di tale patologia. Ad accompagnare i bambini e i ragazzi, provenienti soprattutto da regioni del Sud Italia, ci sarà anche il vescovo della diocesi di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva.

Le parole di Papa Francesco nell’Udienza di oggi, mercoledì 15 novembre 2017.

Papa Francesco nella catechesi dell’udienza di oggi, mercoledì 15 novembre 2017, ha così sottolineato: “La Messa è preghiera, anzi, è la preghiera per eccellenza, la più alta, la più sublime, e nello stesso tempo la più concreta. È l’incontro d’amore con Dio mediante la sua Parola e il Corpo e Sangue di Gesù”. “Che cosa è veramente la preghiera?”, la domanda a cui rispondere: “È anzitutto dialogo, relazione personale con Dio. È un incontro con il Signore. E l’uomo è stato creato come essere relazionale personale con Dio, che trova la sua piena realizzazione solamente nell’incontro con il suo Creatore”. “La strada della vita è verso l’incontro definitivo col Signore”, ha aggiunto Francesco a braccio, ricordando che nel Libro della Genesi “si afferma che l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio, il quale è Padre e Figlio e Spirito Santo, una relazione perfetta di amore che è unità”. “Da ciò possiamo comprendere che noi tutti siamo stati creati per entrare in una relazione perfetta di amore, in un continuo donarci e riceverci per poter trovare così la pienezza del nostro essere”, ha spiegato il Papa.

Papa Francesco:”La preghiera è anche saper rimanere in silenzio, come un vero dialogo”.

Sottolinea Papa Francesco: “Pregare, come ogni vero dialogo, è anche saper rimanere in silenzio – nei dialoghi ci sono momenti di silenzio -, in silenzio insieme a Gesù. E quando noi andiamo a Messa, forse arriviamo cinque minuti prima e incominciamo a chiacchierare con questo chi è accanto a noi. Ma non è il momento di chiacchierare: è il momento del silenzio per prepararci al dialogo. È il momento di raccogliersi nel cuore per prepararsi all’incontro con Gesù. Il silenzio è tanto importante! Ricordatevi quello che ho detto la settimana scorsa: non andiamo ad un uno spettacolo, andiamo all’incontro con il Signore e il silenzio ci prepara e ci accompagna.

Rimanere in silenzio insieme a Gesù. E dal misterioso silenzio di Dio scaturisce la sua Parola che risuona nel nostro cuore. Gesù stesso ci insegna come realmente è possibile “stare” con il Padre e ce lo dimostra con la sua preghiera. I Vangeli ci mostrano Gesù che si ritira in luoghi appartati a pregare; i discepoli, vedendo questa sua intima relazione con il Padre, sentono il desiderio di potervi partecipare, e gli chiedono: «Signore, insegnaci a pregare». Abbiamo sentito nella Lettura prima, all’inizio dell’udienza. Gesù risponde che la prima cosa necessaria per pregare è saper dire “Padre”. Stiamo attenti: se io non sono capace di dire “Padre” a Dio, non sono capace di pregare. Dobbiamo imparare a dire “Padre”, cioè mettersi alla sua presenza con confidenza filiale. Ma per poter imparare, bisogna riconoscere umilmente che abbiamo bisogno di essere istruiti, e dire con semplicità: Signore, insegnami a pregare.

“Quando Mosè, di fronte al roveto ardente, riceve la chiamata di Dio, gli chiede qual è il suo nome, ed egli risponde: ‘Io sono colui che sono’. Questa espressione, nel suo senso originario, esprime presenza e favore, e infatti subito dopo Dio aggiunge: ‘Il Signore, il Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe’. Così anche Cristo, quando chiama i suoi discepoli, li chiama affinché stiano con lui”. “Questa dunque è la grazia più grande”, ha spiegato Francesco: “Poter sperimentare che la Messa, l’Eucaristia è il momento privilegiato per stare con Gesù, e, attraverso di lui, con Dio e con i fratelli”.

Le parole di Papa Francesco nel programma Padre Nostro.

Intanto, nella quarta puntata del programma “Padre nostro”, condotto da don Marco Pozza, in onda su Tv2000 il 15 novembre alle ore 21.05, e nato dalla collaborazione tra la Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, Papa Francesco ha così sottolineato: “Se noi siamo sinceri e aperti al Signore, riusciremo a fare la volontà di Dio, perché lui non nasconde la sua volontà, la fa capire a quelli che la cercano. E a quelli che non gli importa li lascia e li aspetta. Lui aspetta sempre. Dio, prosegue il Papa, vuole che nulla vada perduto, è un Dio in attesa. È per questo che quando si accorge che qualcosa è perduta lascia quello che non è perduto e va a trovare quella smarrita”.

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