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Amnistia e indulto, carceri e detenuti, le ultime news al 3 gennaio 2018

Amnistia, giustizia e carceri, le novità ad oggi. Il comitato dell’Onu condanna non solo la nostra legge che introduce il reato di tortura, perchè non conforme alla convenzione dell’Onu e quindi va cambiata, ma solleva dubbi anche sul regime del 41 Bis. Lo evidenzia Damiano Aliprandi nel pezzo pubblicato ieri su Il Dubbio ieri. La legge italiana che ha introdotto il reato di tortura è da cambiare, dubbi sull’applicazione del regime duro ex 41 bis e gestione delle politiche migratorie inaccettabili. Sono questi e altri ancora i dubbi e critiche sollevate dal Comitato Onu contro la tortura che monitora l’attuazione di uno dei principali Trattati internazionali sui diritti umani, la Convenzione contro la tortura e altre punizioni inumane, crudeli e degradanti.

I rilievi del Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura!

La legge sulla tortura recentemente approvata dal parlamento italiano non è conforme alla Convenzione Onu e va cambiata. La definizione di tortura aggiunge elementi che rendono la tortura difficile da dimostrare, il reato è stato concepito come generico e dunque commettibile da chiunque e non solo da pubblici ufficiali, inoltre non è imprescrittibile e non c’è un fondo per risarcire le vittime. Sono tra i rilievi più importanti che il rapporteur sull’Italia del comitato delle Nazioni Unite contro la tortura (CAT) ha formulato all’Italia, durante la sessantaduesima sessione del Comitato stesso. Altro rilievo mosso al nostro paese riguarda la raccomandazione ad istituire un comitato nazionale per la promozione e protezione dei diritti umani. Molto apprezzata è stata invece l’istituzione del Garante Nazionale dei detenuti e delle persone private della libertà, che risponde al Meccanismo Nazionale di Prevenzione stabilito dalle Nazioni Unite, incarico attualmente ricoperto da Mauro Palma.

Critiche durissime riguardano la gestione delle politiche migratorie che non possono mai legittimare la tortura e le brutalità. Tra i rilievi e le preoccupazioni del Comitato: la persistenza del reato di immigrazione irregolare, le deportazioni collettive verso paesi che praticano la tortura e violano i diritti umani, l’uso eccessivo della forza e gli abusi di polizia contro i migranti, così come le espulsioni che non vengono precedute da verifiche attente sul rischio di tortura nei paesi di provenienza.

Carceri, il Cat solleva dubbi sul regime del 41-bis!

In ambito penitenziario il Cat solleva dubbi sul fatto che un detenuto possa essere sottoposto al regime duro di cui all’articolo 41 bis anche per vent’anni, nonché sull’eccessivo isolamento in cui vengono posti. Invita a ridurre l’uso della custodia cautelare che ha tra i più alti tassi in Europa. Considera troppi i casi di collocazione dei detenuti in regime di isolamento. Il Cat chiede i dati sui casi di violenza nei confronti dei detenuti. Rispetto alle violenze di polizia il Comitato Onu è preoccupato dell’assenza di provvedimenti disciplinari e penali nei confronti del personale delle forze dell’ordine che si è reso disponibile delle violenze a Genova, Napoli e Val di Susa. Si sottolinea la difficoltà dei detenuti stranieri a vedere riconosciuto il proprio pieno diritto di difesa.

Le dichiarazioni di Antigone presente alla sessione dei lavori del Cat.

A darne notizia è l’associazione Antigone presente a Ginevra per partecipare ai lavori delle Nazioni Unite. “Antigone – spiega in comunicato Susanna Marietti, la coordinatrice nazionale – sta partecipando ai lavori di questa sessantaduesima sessione per la quale abbiamo presentato anche uno specifico rapporto indipendente nel quale abbiamo segnalato le nostre preoccupazioni su alcuni di quelli che sono stati poi i rilievi del Comitato”. Sottolinea la Marietti: “Il Comitato muove una critica profonda alle politiche del governo sui temi dei migranti e della tortura, segnalando quanta poca attenzione sia stata posta sul terreno della difesa dei diritti umani. Quello che chiediamo è dunque che, conformemente ai rilievi delle Nazioni Unite, si straccino gli accordi con la Libia e con il Sudan e si interrompano immediatamente gli accordi di collaborazione con paesi dove sono provate e testimoniate torture e violazioni dei diritti umani, che sia reintrodotto l’appello per i richiedenti asilo, che si adottino politiche dirette a ridurre il numero di persone in custodia cautelare, che si prendano provvedimenti disciplinari nei confronti di personale coinvolto in episodi di violenza. E che si cambi la legge sulla tortura rendendola coerente con la definizione Onu”.

Sempre Antigone ha fatto sapere che, in ambito penitenziario, il Comitato dell’Onu solleva dubbi sul fatto che un detenuto possa essere sottoposto al regime duro di cui all’articolo 41bis anche per vent’anni, nonché sull’eccessivo isolamento in cui vengono posti. Invita a ridurre l’uso della custodia cautelare che ha tra i più alti tassi in Europa. È preoccupato del sovraffollamento che supera il 120%. Valutato positivamente l’introduzione della sorveglianza dinamica ma denuncia la scarsità degli educatori e gli operatori sociali. Denuncia inoltre i troppi i casi di collocazione dei detenuti in regime d’isolamento, ovvero l’utilizzo delle cosiddette “celle lisce”. Qui puoi trovare tutte le ultime news su amnistia, indulto e carceri.

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