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Riforma pensioni, oggi 12 gennaio 2018: pensioni anticipate, flessibilità quota 41, precoci, pensioni donne

Riforma pensioni, le ultime novità. Le news sul fronte pensioni vengono messe in luce da uno studio della Cgil giudica “insufficiente” la proposta del governo sulla previdenza, sia sul piano delle misure che su quello dei lavoratori coinvolti. “L’esenzione dall’aumento dell’età pensionabile a 67 anni nel 2019 interesserà solo 4.305 persone, il 2,18% delle uscite per pensionamento anticipato e di vecchiaia. E anche quanto previsto dalla previdenza complementare avrà un impatto irrisorio”, secondo la Cgil. Nel triennio 2018-2020, il costo delle misure proposte dal governo sarebbe di appena 61 milioni.

È quanto dichiara Ezio Cigna, responsabile previdenza pubblica della Cgil nazionale, nel presentare l’Analisi effettuata dall’Ufficio previdenza della Confederazione sulla proposta che l’Esecutivo ha illustrato ai sindacati nell’incontro del 13 novembre scorso. Lo studio mette in evidenza i costi aggiuntivi per lo Stato e le platee dei lavoratori coinvolti nel triennio 2018-2020, e come solo due delle sette misure previste nel pacchetto dell’Esecutivo, l’esenzione dall’innalzamento dell’età pensionabile e la previdenza integrativa nel pubblico impiego, abbiano un’incidenza dal punto di vista dell’impegno economico.

Riforma delle pensioni ed età pensionabile, la denuncia della Cgil.

Per quanto riguarda la prima, la Cgil denuncia che la platea interessata dall’esonero risulterà esigua: per via dei criteri proposti e per il fatto che molti lavoratori accederanno prima alla pensione anticipata, solo in 4.305 (3.639 lavoratori nel settore privato e 666 nel settore pubblico) saranno esclusi dall’aumento di 5 mesi legato alle aspettative di vita, ossia il 2,18% delle uscite per pensionamento anticipato e di vecchiaia in un anno. Il costo di tale novità impatterà sul sistema previdenziale solo a partire dal 2019, e nel triennio sarà pari a euro 46.066.611.

Pensioni e previdenza complementare.

Le misure inerenti la previdenza complementare, ossia l’equiparazione fiscale per i dipendenti pubblici e il silenzio/assenso per le nuove e future assunzioni nel pubblico impiego, nel triennio incideranno per 11.500.722 euro a causa delle minori entrate Irpef per lo Stato, e per 4.272.840 euro per la percentuale a carico del datore di lavoro pubblico a causa dell’aumento stimato delle adesioni (1,4% annuo). Costo, quest’ultimo, peraltro già contrattualizzato e quindi non aggiuntivo rispetto alla proposta. Il totale dei costi del pacchetto ammonta quindi a 61.840.173 euro così distribuiti: 4.539.174 euro nel 2018, 26.193.862 euro nel 2019 e 31.107.137 nel 2020.

Pensioni, le ultime news di Roberto Ghiselli, segretario conferale Cgil.

Sul fronte pensioni per il il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli l’irrilevanza delle proposte del Governo sulle pensioni, evidenziata dai dati concreti conferma che gli impegni sottoscritti l’anno scorso con il sindacato sono stati sostanzialmente disattesi. Ci auguriamo che l’Esecutivo sabato prossimo consegni un documento con dei contenuti profondamente diversi da quelli illustrati nei precedenti incontri su giovani, donne, previdenza complementare e aspettativa di vita, in particolare bloccando il meccanismo automatico di innalzamento delle condizioni di accesso alla pensione e lavorando per una sua revisione”. “In caso contrario – conclude Ghiselli – non potremmo che essere coerenti con l’impegno preso con i lavoratori e i pensionati, quello di dare continuità ed intensificare la nostra mobilitazione”.

Pensioni e lavori gravosi, le news della Filt.

Intanto, la Filt (Federazione Italiana lavoratori trasporti Cgil) sul tema delle pensioni e dei lavori gravosi nel settore dei trasporti, ha dichiarato:”È un risultato importante l’inserimento dei marittimi che si aggiungono ai conducenti di treni e personale viaggiante, agli autisti di mezzi pesanti per il trasporto merci, agli addetti al facchinaggio e pulizie, ma per il nostro settore ci sono altre situazioni da esaminare e risolvere positivamente”. La Filt ha sottolineato che “altre attività gravose nei trasporti non sono state prese in considerazione, o non è stato possibile allo stato attuale ricondurle sulla base di un’oggettiva e inequivocabile qualificazione nell’ambito delle categorie ammesse al beneficio”.

“Ci riferiamo – spiega la federazione dei trasporti della Cgil – al mondo complesso del facchinaggio, che comprende molteplici e differenti attività nei porti, negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e nei centri logistici, alla navigazione delle acque interne e lagunari, del tutto assimilabile per disagio e responsabilità alle mansioni dei marittimi, che richiedono analoghe competenze certificate, agli addetti agli impianti di risalita, che svolgono la loro attività spesso in condizioni climatiche proibitive, fino al personale delle pulizie dei treni”.

Età pensionabile, AdV, quota 67, le ultime news della Uil.

“In vista dell’incontro con il Governo, la Uil ribadisce la necessità di ampliare la platea dei lavoratori ai quali non si applicherà l’aumento di accesso alla pensione per l’aspettativa di vita, estendendo il blocco anche alle pensioni di anzianità’, e di ampliare l’ape sociale 2018 a nuove categorie di lavori gravosi, prorogandola anche per il 2019. Bisogna, poi, prevedere un intervento più esteso per eliminare le disparità di genere che penalizzano le donne e delle misure che flessibilizzino l’accesso e sostengano la pensione dei giovani, riducendo i paletti oggi presenti nel sistema. Su questi temi il Governo deve dare risposte che, come iniziato positivamente lo scorso anno, continuino a reintrodurre elementi di equità’ e giustizia nella previdenza”, lo afferma in una nota Domenico Proietti, segretario confederale della Uil. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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