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Riforma pensioni, oggi 25 novembre 2017. Novità su pensioni anticipate, flessibilità, Ape, legge di Bilancio!

Appello del Governo alla CGL sul tema Pensioni. Marco Leonardi, consigliere del premier, a seguito del suo impegno nella salvaguardia di 20.000 lavoratori impegnati in attività gravose, ha posto l’accento sull’esclusiva di tale provvedimento, mai posto in essere prima da alcun esecutivo. “Il governo pensa di fare la cosa giusta, che nessuno ha fatto prima: esentare dallo scatto dell’età pensionabile 15 categorie di lavoratori che svolgono attività gravose. Non solo: ci siamo impegnati su altri due fronti dove non si erano impegnati i governi precedenti: la revisione del meccanismo di adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita e la costituzione di un fondo per recuperare i risparmi dell’Ape, renderla più fruibile nel 2018 e creare le condizioni per una possibile proroga della stessa nel 2019.

Per questo confidiamo che nell’incontro di domani coi sindacati si arrivi a posizioni più vicine anche con la Cgil. Che credo non possa non riconoscere che quanto sta facendo il governo va nella direzione giusta, rispettando la priorità indicata nell’accordo del settembre 2016”. Marco Leonardi ha continuato l’argomento, ponendo il risalto la volontà del Governo di collaborare con i sindacati, venendo meno ogni tentativo di divisione degli stessi

“Come ha detto il presidente Gentiloni, attribuiamo grande importanza alla concertazione su questi temi e non abbiamo mai lavorato per dividere il sindacato. Possiamo discutere che per qualcuno gli sforzi fatti non siano sufficienti, ma cominciamo a dare risposta ai ”gravosi”. Poi la discussione potrà continuare fino a fine legislatura”

Aggiustamenti e cambiamenti, l’opinione di Susanna Camusso sui “gravosi”!

Ha espresso un’opinione differente Susanna Camusso la quale, sui due punti fondamentali del tavolo di discussione, cambiamenti e aggiustamenti: “Ribadisco — dice l’economista dell’Università di Milano — che stiamo parlando di una platea importante: quasi 20mila persone che guadagnerebbero un diritto soggettivo ad essere esentati dall’aumento a 67 anni d’età del requisito per la pensione di vecchiaia e dall’incremento a 43 anni e tre mesi di contributi (un anno in meno per le donne) del requisito per la pensione anticipata. Quanto ai 300 milioni, si parte con oltre 100 milioni l’anno e rapidamente si arriva a 300 milioni ogni anno, strutturali. Non è poco. Se poi uno vuole che sia esentato l’80% della platea”.

Al “NO” di Susanna Camusso, la quale lamenta il venir meno del Governo agli accordi presi e previsti per settembre 2016, Leonardi ribadisce la sua volontà nel proseguire lungo la via della risoluzione del problema: “Se stiamo al merito di quell’intesa, il primo punto affermava che, nel rispetto del principio dell’adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita, bisognava riconoscere che non tutte le occupazioni hanno lo stesso livello di gravosità e differenziare l’accesso alla pensione. .Noi pensiamo di aver attuato questo punto. Poi, nella cosiddetta fase 2 ci sono anche i temi dei giovani e delle donne. Ma vorrei sottolineare due cose. La manovra dell’anno scorso ha impegnato 7 miliardi nel triennio 2017-20 e 26 in dieci anni sui seguenti punti: 14esima, aumento della notax area per i pensionati, Ape, precoci, cumulo gratuito dei contributi.Ma non si può pensare di esaurire la fase 2 in un anno”.

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