CONDIVIDI
Riforma pensioni, oggi 14 novembre 2017. Ultime novità su Ape sociale, precoci, legge di bilancio ed età pensionabile

Pensioni comparto scuola. In attesa della firma del Ministro dell’istruzione, Valeria Fedeli, del Decreto che stabilisce la scadenza per la presentazione delle domande di pensione del comparto scuola dal primo settembre 2018, Cisl scuola precisa che i termini sono anticipati rispetto alle scadenze dello scorso anno con l’obiettivo di accelerare tutte le operazioni connesse all’avvio del prossimo anno scolastico. Le domande andranno presentate entro il 20 dicembre 2017. Appena firmato il D.M. il Miur emanerà la relativa circolare.

Pensioni scuola: contributi previdenziali delle Gestioni pubbliche.

Con la circolare n.169 del 15 novembre 2017, l’Inps fornisce chiarimenti sulla prescrizione dei contributi pensionistiche dovuti alle Gestioni pubbliche. La circolare corregge la precedente n.94 del 31 maggio 2017, che fissava al 31 dicembre 2017 la data di decorrenza dell’applicazione delle regole sulla prescrizione quinquennale per i contributi ex INPDAP. La circolare n.169 del 15 novembre 2017 chiarisce che le disposizioni fornite “si applicano a far data dal 1°gennaio 2019″. 

Nella circolare viene precisato:”Affermata la durata quinquennale del termine di prescrizione della contribuzione pensionistica dovuta alle casse gestite dall’ex Inpdap, si fa presente che tale termine, analogamente a quanto accade per le altre forme di assicurazione obbligatoria, decorre dalla data in cui il diritto può essere fatto valere (art. 2935 c.c.), che per la contribuzione coincide con il giorno in cui l’Istituto può esigere la contribuzione, ossia con la data di scadenza del termine per effettuare il versamento (il 16 del mese successivo a quello al quale la contribuzione si riferisce).

Inoltre, l’Inps precisa:” Per ciò che concerne, in particolare, le contribuzioni dovute alla CPDEL, alla CPS, alla CPUG e alla CTPS, come già accennato al par. 3, ai sensi dell’art. 31, comma 2 della L. n. 610/1952, gli enti datori di lavoro sono tenuti a sostenere l’onere del trattamento di quiescenza, spettante per i periodi di servizio utile prestato dal lavoratore e non assistiti dal corrispondente versamento di contribuzione; la quantificazione del predetto onere avverrà secondo le regole e i criteri di calcolo vigenti in materia di rendita vitalizia ex art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, che si ritiene debbano essere mutuate per la fattispecie in esame, attesa la finalità che la riserva costituita ai fini della rendita suddetta persegue.

L’Ente, inoltre, aggiunge: “In linea con quanto disposto dall’art. 31, comma 2 citato, in tema di riparto dell’onere dell’intero trattamento di quiescenza tra datore di lavoro pubblico e istituti previdenziali, l’onere del trattamento di quiescenza relativo ai periodi di servizio per i quali sia stato tempestivamente effettuato il versamento della relativa contribuzione è a carico dell’INPS”.Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Segui ContattoNews.it su Facebook