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Riforma pensioni oggi 29 gennaio 2018: pensioni minime, anticipo, età pensionabile, abrogazione Legge Fornero

Riforma pensioni, le ultime novità ad oggi. Il Governo mette sul tavolo della trattativa con i sindacati due nuove proposte sulle pensioni: l’esenzione per le 15 categorie di lavori gravosi sarà estesa anche alle pensioni di anzianità e non solo a quelle di vecchiaia; l’istituzione di un fondo con potenziali risparmi di spesa per consentire la proroga e la messa in regime dell’Ape sociale, prevista fino al termine del 2018. Il nuovo incontro è stato fissato per martedì 21 alle 9.30 a Palazzo Chigi.

Le nuove proposte sulle pensioni dividono le parti sociali.

La nuova proposta ha ottenuto solo il sostegno della Cisl. Dalla Cgil è infatti stato confermato il no all’impianto, al punto tale che il segretario generale Susanna Camusso ha annunciato che nei prossimi giorni la sua organizzazione valuterà e deciderà se indire una manifestazione nazionale o proclamare uno sciopero. Aprendo la riunione, Gentiloni ha chiesto ai sindacati uno “sforzo significativo” di condivisione. “Vi chiediamo di sostenere questo pacchetto”, ha spiegato il presidente del consiglio aggiungendo che si tratta di “misure doverose” perché è “giusto che vengano attenuati alcuni effetti nell’applicazione e nel metodo di calcolo dell’aspettativa di vita. Sono tutte cose sacrosante, di equità sociale e giuste in sè”.

La leader della Cgil, Susanna Camusso, ha parlato di “occasione persa” su giovani e donne e scarsa attenzione sul lavoro di cura, in un “quadro di grande distanza rispetto agli impegni” presi. Il numero uno della Cisl, Annamaria Furlan, ha espresso un “giudizio positivo sul lavoro fatto. E’ un momento molto particolare della vita del Paese ed è assolutamente importante portare a compimento quell’intesa sulla previdenza che insieme avevamo costruito. Non riteniamo vantaggioso spostare in un mare aperto futuro, con tempi del tutto incerti, la gestione di un tema così importante per la vita delle persone”. Per la Uil di Carmelo Barbagallo ci sono “alcuni aspetti positivi, altri meno e altri ancora da approfondire. Vorremmo che fossero fatte alcune correzioni al testo e che ci fossero chiariti alcuni aspetti sulle risorse e, in particolare, su giovani e donne”.

Il nuovo incontro tra esecutivo e sindacati è rinviato a martedì 21 novembre 2017.

Il confronto viene aggiornato a martedì prossimo ma l’ipotesi di un accordo con tutte e tre le sigle sindacali resta lontana. Non sono bastate infatti le due carte che l’esecutivo ha messo sul tavolo, lo stop all’innalzamento dell’età per le 15 categorie individuate anche per il criterio dell’anzianità e la costituzione di un fondo per rendere strutturale l’ape sociale, a piegare le resistenze della Cgil e a sciogliere i dubbi della Uil. In campo c’è “un impegno molto significativo da parte del governo” che si inserisce nel percorso iniziato con il verbale sulla previdenza sottoscritto con i sindacati, ha spiegato il ministro del lavoro Giuliano Poletti. Il Governo, ha insistito, “ha implementato le proposte coerentemente con quell’impegno“.

Le prime dichiarazioni di Carmelo Barbagallo UIL dopo le nuove proposte del governo sulle pensioni.

Il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, sulle proposte e sul documento presentati dal Governo in merito alla vertenza previdenza, ha così dichiarato: “Abbiamo chiesto che la discussione prosegua per qualche giorno ancora: alcuni aspetti sono positivi, altri meno, altri ancora sono da approfondire’’. Al momento, le tre Organizzazioni sindacali hanno espresso valutazioni articolate. Per la Uil alcuni risultati sono stati raggiunti, grazie all’azione sindacale al tavolo, altri aspetti, invece, restano insoddisfacenti. Da qui la necessità di non concludere oggi la trattativa, ma di prevedere un supplemento di confronto, chiesto espressamente dalla Uil, per ottenere questi chiarimenti e queste modifiche. “Apprezziamo i passi avanti compiuti dal Governo – ha precisato Barbagallo – che ha accolto parte delle nostre rivendicazioni. Tuttavia, vorremmo che fossero fatte alcune correzioni al testo e che venissero chiariti alcuni aspetti sulle effettive risorse a disposizione, specificando le singole voci di spesa. Mancano impegni chiari su giovani e su donne, ad esempio, e ci sono problemi sulla formulazione del capitolo sull’anzianità.

Inoltre, bisogna definire meglio il passaggio relativo ai lavoratori siderurgici, dare un ruolo partecipativo agli esperti sindacali che faranno parte delle due Commissioni, puntare alla rivalutazione delle pensioni in essere e alla modifica del relativo paniere di riferimento. Insomma – ha concluso Barbagallodobbiamo sfruttare tutto il tempo a disposizione per ottenere, subito, altri risultati e altri miglioramenti, sapendo che per modificare sostanzialmente la legge Fornero ci vorranno, comunque, molti anni ancora: quello che stiamo compiendo è un percorso lungo’’.

Le dichiarazioni di Annamaria Furlan a L’Avvenire dopo le novità dell’esecutivo sul fronte pensioni. 

La segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan in un’intervista di ieri a L’Avvenire ha così sottolineato in merito alle novità sul fronte pensioni paventate dal governo sabato 18 novembre 2017:”Pensiamo di aver ottenuto il massimo già oggi. È il coronamento di un anno di confronto serio con il governo sulle politiche per il lavoro e le pensioni. Nel quale alla fine siamo riusciti a ripristinare il principio che non tutti i lavori sono uguali e che ce ne sono alcuni, gravosi, per i quali deve essere prevista una quiescenza anticipata. Ora il governo è pronto a riconoscerlo per 15 categorie non solo per le pensioni di vecchiaia, ma anche, rispondendo positivamente a una nostra richiesta, per le pensioni anticipate. Così come l’esecutivo ha accettato di modificare il metodo di calcolo dell’età pensionabile in base all’aspettativa di vita e si è impegnato a proseguire nella sperimentazione dell’Ape sociale (il prestito pensionistico a carico dello Stato, ndr) con la creazione di uno specifico fondo di finanziamento. In totale sono stati mobilitati 300 milioni di euro. Non si tratta di risultati da poco…

Sul fronte aspettativa di vita, la Furlan si dice comunque soddisfatta: “Noi non abbiamo mai messo in discussione il principio. Abbiamo contestato il metodo di calcolo, che ora sarà rivisto, e il fatto che dovesse riguardare allo stesso modo tutte le professioni, ottenendo invece che per quelle più gravose non scattassero aumenti né dell’età pensionabile né degli anni di contribuzione.

La Furlan torna sulla Pensione di garanzia giovani.

A chi vi accusa i sindacati di sostenere solo pensionati e lavoratori anziani, penalizzando di fatto i giovani, la Furlan replica dalle pagine de l’Avvenire: “Semplicemente che non c’è nulla di più falso. Lo scorso anno abbiamo ottenuto il cumulo gratuito dei contributi per i giovani. Oggi, risorse per la creazione di lavoro, che resta l’obiettivo prioritario in assoluto. Sul tema di una pensione di garanzia per i ragazzi precari di oggi, il confronto tecnico prosegue. E anche su questo speriamo di ottenere nei prossimi mesi risultati concreti”.

Le prime considerazioni di Cesare Damiano sulle novità in tema di pensioni.

“Nell’incontro tra Governo e Cgil, Cisl e Uil, sul tema delle pensioni, si sono registrate alcune positive novità, anche se non ancora risolutive. La prima, riguarda il blocco dell’innalzamento dell’età pensionabile anche per le pensioni di anzianità: è importante perché fin qui si è parlato quasi esclusivamente del passaggio dai 66 anni e 7 mesi ai 67, ma si è ‘dimenticato’ che aumenteranno di 5 mesi anche i contributi necessari per andare in pensione di anzianità (da 42 anni e 10 mesi a 43 anni e 3 mesi per gli uomini, un anno in meno per le donne)”. Lo ha dichiarato Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, in un’intervista all’Ansa.

“Bloccare anche questo meccanismo per le 15 categorie dei lavori gravosi – prosegue – come ha proposto il Governo, è sicuramente un passo importante. La seconda novità è l’istituzione di un Fondo nel quale versare i potenziali risparmi di spesa dell’APE sociale, con l’obiettivo di consentirne la proroga al 2019 e la successiva messa a regime”. “Anche questo argomento non è da sottovalutare, soprattutto se si dovesse aprire la possibilità di rendere strutturale e non più soltanto sperimentale (fino al 2018) l’anticipo pensionistico. In questo modo, i 63 anni potrebbero diventare la nuova età di riferimento (volontaria) per chi svolge i lavori gravosi e per le nuove generazioni con le pensioni calcolate interamente con il sistema contributivo”. ” A questo proposito il Governo, per rendere possibile la strada dell’accordo, dovrebbe fare un altro passo avanti e proporre un intervento per i giovani. Suggeriamo di rivedere al ribasso la regola che costringerà i giovani (parliamo delle pensioni che decorreranno dopo il 2030) che sceglieranno di andare in pensione a 63 anni, ad avere un assegno previdenziale almeno 2,8 volte il minimo pensionistico. Un traguardo difficile da raggiungere per chi svolge un lavoro discontinuo: abbassiamo l’asticella. Nel confronto di oggi un altro passo avanti è stato compiuto, ma occorre uno sforzo ulteriore”, conclude.

Le proposte del governo sulle pensioni nel punto di Roberto Ghiselli, Cgil.

Anche Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, ha commentato le nuove proposte dell’esecutivo sul fronte pensioni e previdenza, ed ha così sottolineato:«C’è un modo semplice per valutare se le proposte che il Governo ha presentato al sindacato sono “significative” o “irrilevanti”: avere il dato delle previsioni di spesa relative alle misure annunciate da imputare nel bilancio 2018 e triennale. Ed è proprio il dato che sino ad ora il Governo, con evidente imbarazzo, non ha ancora voluto fornire. La Cgil i suoi conti li ha fatti, sui costi e sulle platee dei lavoratori che verrebbero coinvolti (meno del 3% del totale) e le ultime “aperture” dell’Esecutivo non ne cambiano la sostanza. Da questi dati emerge l’inconsistenza della proposta e la nostra risposta non può essere che la mobilitazione». Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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