CONDIVIDI
Riforma pensioni, oggi 26 ottobre 2017: Ape sociale, precoci, esodati, età pensionabile, aspettativa di vita

Riforma delle pensioni: il testo presentato dal Governo. Le ultime novità sulla riforma delle pensioni vengono dal documento presentato dal Governo ai sindacati nel corso del vertice di martedì scorso. La proposta del Governo prevede l’allargamento dei requisiti di accesso all’Ape social per le lavoratrici con figli, oltre il bonus contributivo di 6 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni, già previsto nella legge di Bilancio 2018, ma solo utilizzando i risparmi del 2017.

Inoltre, tra le novità sulle pensioni, è prevista l’esenzione per i lavoratori che svolgono mansioni gravose dall’innalzamento previsto per il 2019 del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia e del requisito contributivo per la pensione anticipata. Sono 15 le categorie di lavori gravosi individuate: le 11 categorie già indicate ai fini dell’Ape sociale e 4 categorie aggiuntive: operai e braccianti agricoli, marittimi, addetti alla pesca, siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti ad alte temperature. Il testo precisa, chiariscono i sindacati, che l’esenzione è condizionata allo svolgimento di attività gravose da almeno 7 anni nei 10 precedenti il pensionamento, nonché, al fine degli effetti per il requisito anagrafico, al possesso di un’anzianità contributiva pari ad almeno 30 anni.

Nel testo di riforma delle pensioni, sottoposto alle sigle sindacali, si sancisce la partecipazione certa delle parti sociali alle Commissioni sulle aspettative di vita e sulla separazione assistenza-previdenza. Il Governo, infine, nel documento sulle pensioni si impegna a promuovere interventi a favore della “”sostenibilità sociale dei trattamenti pensionistici destinati ai giovani”.

Riforma delle pensioni: le obiezioni della Cgil.

“Sulle pensioni bisogna fare giustizia sociale, serve maggiore coraggio politico. Le pensioni sono sempre state il bacino da cui il Paese ha sottratto risorse, non dando prospettive e garanzie ai giovani”, ha affermato segretario confederale della Cgil, Tania Scacchetti, nel corso della trasmissione “Agorà” di Rai Tre. Scacchetti ha precisato:“Occorre dare fiducia al sistema previdenziale pubblico, nel senso di garantire che il sistema pubblico possa garantire pensioni dignitose anche a chi ha carriere discontinue”.

Una delle obiezioni che la Cgil muove alla proposta del Governo in tema di pensioni è che l’innalzamento automatico dell’età pensionabile, che vedrà l’aumento di cinque mesi dal 1 gennaio 2019, è una “misura che non ha correttivi e che rischia di ingenerare una continua rincorsa ai requisiti pensionistici”. Il leader sindacale ha sottolineato: “La platea di persone che eviteranno l’innalzamento automatico dell’età pensionabile è ristrettissima”.

L’intervento sulle pensioni promosso dal Governo, per la Cgil, avviene “dentro il meccanismo dell’Ape sociale, che è comunque un meccanismo di deroghe”. Il sistema, ha chiarito il segretario confederale Cgil, ha “bisogno di un indirizzo, di misure universali, che guardi in particolare alle questioni dei giovani e della valorizzazione del lavoro di cura delle donne”.

Frattanto sono in corso gli incontri con i presidenti di tutti i gruppi parlamentari di Camera e Senato, richiesti dalla Cgil, sul tema delle pensioni ed in vista del prossimo avvio dei lavori parlamentari sulla Legge di Bilancio 2018.

Riforma delle pensioni: il Mdp appoggia la mobilitazione della Cgil.

Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, ha commentato le ultime novità sulla riforma delle pensioni con un post su Facebook. “Non c’è mai tempo per una riforma a favore dei giovani”, ha affermato. “Ma la Fornero si fece in tre settimane. Giovani precari o autonomi con un’esistenza senza certezze e un futuro senza pensione dignitosa. Tutti ne parlano ma le soluzioni si rinviano di anno in anno. E il governo un’altra volta rinvia. Senza un lavoro stabile e un reddito buono e sicuro un’intera generazione vivrà nell’instabilità e forse a 75 anni potrà avere un assegno da fameOra le anime belle del governo e i commentatori della ‘Grande Armada’ filo governativa dicono che non si può intervenire perché siamo in fine legislatura”, ha affermato.

“In realtà, con il governo Monti, insediato il 16 novembre del 2011, tre settimane dopo, il 6 dicembre, venne emanato il decreto di riforma delle pensioni Fornero, un vero disastro sociale a danno dei lavoratori e delle nuove generazioni”, ha aggiunto Rossi. “Quella volta la sinistra e i sindacati, anche se sotto il ricatto del “Salva Italia”, sbagliarono ad accettare supinamente la riforma e a non correggerla nelle parti più antisociali. Ma se si è sbagliato una volta, non per questo si deve continuare. Fa bene la Cgil a mobilitarsi. E noi saremo con loro”, ha concluso.

Pensioni e settore agroalimentare. Il commento della Uila.

In merito agli esiti del confronto tra governo e sindacati in materia di pensioni, il segretario generale della Uila, Stefano Mantegazza, ha dichiarato:“Il confronto Governo-Sindacati si è concluso con risultati significativi ma nessun accordo è stato sottoscritto con le Organizzazioni sindacali. In particolare per la nostra categoria sono state in parte colte le esigenze da noi poste: le attività agricole e della pesca sono state inserite tra i lavori gravosi e i lavoratori saranno esclusi da quota “67”, con la possibilità, dal 2018, di beneficiare anche delle prestazioni dell’Ape sociale.

“Siamo determinati a migliorare, nel dibattito parlamentare, quanto già ottenuto”, ha sottolineato, “senza però illudere lavoratrici e lavoratori sul fatto che un parlamento al capolinea e un Governo senza maggioranza possano cambiare la legge Fornero.

Per Mantegazza:“L’impegno assunto dal governo sull’Ape sociale deve essere migliorato prevedendo l’inserimento, tra le attività gravose, anche del settore carni; inoltre le risorse per far fronte alle richieste devono essere adeguate e certe. Pensiamo che il parlamento possa impegnare i futuri governi a scelte più vincolanti in materia di pensioni dei giovani e di previdenza integrativa”.

Riforma delle pensioni ed Europa: “Il monito della Commissione Ue”.

La Commissione Ue è intervenuta a proposito della riforma delle pensioni con il monito di Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue, contenuto in una lettera inviata all’Italia. “L’Italia deve attenersi alle importanti riforme di bilancio strutturali, come quella delle pensioni che supporta la sostenibilità a lungo termine del debito italiano“, ha affermato Dombrovskis, aggiungendo:”Con il ministro Padoan e il suo team abbiamo un rapporto buono.Torneremo a valutare il rispetto del criterio del debito in primavera”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Segui ContattoNews.it su Facebook