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Riforma pensioni, oggi 21 maggio 2017. Le ultime novità su pensioni anticipate, Ape e precoci

Riforma delle pensioni: emendamento del governo alla legge di Bilancio 2018. La Commissione Bilancio del Senato ha dato il via libera al pacchetto di modifiche alla manovra finanziaria 2018, che prevede il blocco dell’aumento automatico dell’età pensionabile per 14.600 lavoratori che svolgono attività gravose.

“E’ positiva l’approvazione da parte della Commissione Bilancio del Senato dell’emendamento sulle pensioni presentato dal Governo che ha raccolto il contenuto dell’intesa dei giorni scorsi con il sindacato”, ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. “Si tratta delle norme che modificano l’aspettativa di vita e le deroghe per i lavori più gravosi che abbiamo individuato insieme nel corso del confronto con il Governo” spiega auspicando che ora si passi all’approvazione “di tutto il ‘pacchetto pensioni’ da parte del Parlamento nei prossimi giorni in modo da garantire più’ equità e flessibilità al sistema pensionistico, venendo incontro alle esigenze dei più deboli”.

Una delle preoccupazioni maggiori di Cisl e Uil a proposito dell’emendamento sulle pensioni presentato dal Governo è che nel passaggio in Parlamento possa subire qualche modifica in senso peggiorativo. Il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ed il segretario confederale, Domenico Proietti hanno incontrato le capogruppo di Sinistra italiana e Articolo 1-Mdp al Senato, Loredana De Petris e Maria Cecilia Guerra. 

“Abbiamo confrontato approfonditamente le diverse valutazioni sull’emendamento con cui il Governo si appresta ad esentare alcune fasce di lavoratori dall’innalzamento dell’età pensionabile, concordando in pieno sulla necessità di evitare il rischio che l’emendamento venga peggiorato in Aula”, hanno dichiarato le senatrici. I leader della Uil hanno apprezzato le dichiarazioni degli esponenti di Mdp e da SI sull’argomento ed hanno affermato di aver dato loro delle indicazioni su come potrebbe essere migliorato il provvedimento in sede parlamentare.

Riforma delle pensioni. L’insoddisfazione della Cgil.

La Cgil continua  a manifestare un giudizio negativo rispetto alle proposte del Governo sulle pensioni, ponendosi in contrapposizione anche con le due sigle sindacali coinvolte nel confronto con l’Esecutivo. Il  segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, sostiene che, nonostante il Governo continui a fornire dati “ampiamente sovrastimati”, ” è evidente che si tratta di un intervento del tutto marginale per le platee, le risorse impegnate, le materie trattate”.

La Cgil sostiene che i provvedimenti proposti dal Governo siano carenti, in quanto sono assenti misure a favore dei giovani, del lavoro discontinuo, delle donne e del lavoro di cura. “Interventi quindi distanti dalle richieste sindacali, ma anche da quanto condiviso con il verbale del 28 settembre 2016”,  ha sottolineato Ghiselli.

Secondo il sindacato, in aggiunta, dall’emendamento emergono due importanti novità negative: il blocco dell’innalzamento dei requisiti di pensionamento è limitato ai soli 5 mesi decorrenti dal 2019, mentre quelli successivi seguiranno la loro normale dinamica. Inoltre, il blocco non riguarda i requisiti anagrafici e contributivi necessari per accedere all’Ape sociale e agli interventi per i lavoratori precoci.

Pensioni, età pensionabile: l’analisi della Cgil.

L’Ufficio previdenza della Cgil ha compiuto un’analisi della proposte del Governo sulle pensioni, aggiornando i dati alla luce dell’emendamento sulle pensioni alla legge di Bilancio 2018. Secondo la Cgil, le cifre presentate dall’Esecutivo, (14.600 lavoratori coinvolti nel 2019), sono ampiamente sovrastimate, “in particolare perché non viene considerato adeguatamente l’effetto limitativo delle clausole d’accesso: 7 anni su 10 e 30 anni di anzianità contributiva. Inoltre, non si valuta che, per le caratteristiche delle 15 attività considerate gravose, ben pochi lavoratori raggiungeranno il requisito contributivo dei 42 anni e 10 mesi (41 e 10 per le donne) previsto per la pensione anticipata”.

Secondo Ezio Cigna, responsabile previdenza pubblica della Cgil nazionale, “dall’aggiornamento delle nostre stime emerge invece che la platea realmente coinvolta da queste misure sarà di circa 8mila lavoratori nel 2019, e di 8.800 nel 2020”.

Per Cigna da questo scaturisce un rilevante ridimensionamento delle previsioni di spesa nel triennio rispetto alle stime dell’Esecutivo, che per la Cgil,  ammontano alla luce delle nuove proposte dell’esonero dell’innalzamento dell’età pensionabile, anche per le pensioni anticipate, a 4.539.174 euro nel 2018 (per questa annualità anche i dati del Governo prevedono un impegno decisamente modesto), 65.193.000 nel 2019, 74.782.000 nel 2020”.

Riforma delle pensioni: lo sciopero del settore marmo.

E’ stato indetto da Fillea Cigl e Feneal Uil di Massa Carrara uno sciopero di 8 ore nel settore del marmo per martedì 28 novembre allo scopo di sollecitare una riforma delle pensioni che coinvolga il loro comparto. ” Dopo aver ben valutato le proposte del Governo sulle pensioni abbiamo deciso insieme ai nostri delegati e sentiti i lavoratori di proclamare uno sciopero Perché ancora una volta si vuole contrabbandare la norma sui precoci come usuranti”, scrivono i sindacati.

“Sono due cose completamente diverse e allora diciamo basta”, chiariscono. “I nostri territori che hanno una forza lavoro importante nel settore marmo rivendicano il diritto di chiedere la modifica della legge Fornero e dare maggiore flessibilità al pensionamento. Definire una volta per tutte che non tutti i lavori sono uguali, chi fa lavori manuali faticosi ripetitivi deve avere un normativa particolare e il diritto di andare in pensione prima di altri mestieri non usuranti. Sulla pelle dei lavoratori lo stato ha fatto cassa, adesso vogliamo riprenderci il maltolto”, aggiungono.

Lo sciopero ha lo scopo di “dare un segnale al Governo e far crescere dal basso la protesta nei confronti di una norma che ormai è la più penalizzante in tutta europa. Vendere come una concessione il fatto di non aumentare l’età della pensione di vecchiaia è una aberrazione”. “Chiediamo equità anche in questo”, concludono.

Riforma delle pensioni, Berlusconi:”Aumento delle minime a mille euro”.

Silvio Berlusconi è tornato a parlare di pensioni minime nel corso di un’iniziativa organizzata da Mariastella Gelmini e Paolo Romani dal titolo:”#IdeeItalia – la voce del Paese”. “Non solo aumenteremo la pensione minima ai mille euro, ma adegueremo al valore vero dell’euro anche le altre pensioni”, ha affermato, “garantiremo agli anziani cure odontoiatriche, oculistiche e trasporti”, “toglieremo l’iva dai cibi per cani per le persone che non possono pagarla” e “abrogheremo il bollo sulla prima auto”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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