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Viaggio in Myanmar: secondo giorno per Papa Francesco

Per Papa Francesco è iniziato secondo giorno del suo viaggio in Myanmar, si è recato in aereo nella capitale Nay Pyi Taw, per una serie di incontri istituzionali. La prima tappa nella capitale ha incontrato il presidente della Repubblica dell’Unione del Myanmar, Htin Kyaw. Subito dopo, ha avuto un colloquio di 45 minuti con Aung San Suu Kyi, ministra degli Esteri e consigliera di Stato, inoltre premio Nobel per la pace nel 1991. Tra i temi trattati l’esodo di massa dei Rohingya verso il vicino Bangladesh. Le persone fuggite da violenze e persecuzione dallo scorso agosto a oggi sono 622 mila, secondo una stima dell’Unhcr.

Papa Francesco a colloquio con la ministra degli esteri San Suu Kyi!

San Suu Kyi ha sottolineate l’impegno del suo governo per «proteggere i diritti, promuovere la tolleranza, garantire la sicurezza per tutti», sostenendo «il processo di pace basato sul cessate il fuoco a livello nazionale». Pace basata sulla giustizia, ha sottolineato. «Tra le molte sfide che il nostro governo ha dovuto affrontare – ha sostenuto – la situazione nel Rakhine ha catturato più fortemente l’attenzione del mondo. Mentre affrontiamo questioni di lunga data, sociali, economiche e politiche, che hanno eroso la fiducia e la comprensione, l’armonia e la cooperazione, tra le diverse comunità di Rakhine, il sostegno della nostra gente e dei buoni amici che desiderano vederci solo nei nostri sforzi, è stato inestimabile. Santità, i doni di compassione e di incoraggiamento che Lei ci porta saranno apprezzati e prendiamo a cuore le Sue parole nel messaggio per la cinquantesima Giornata mondiale della pace, il 1° gennaio 2017».

Ha continuato: «Le sfide che affronta il Myanmar sono molte e ogni sfida richiede forza, pazienza e coraggio. La nostra nazione è un ricco arazzo di diversi popoli, lingue e religioni, tessuti su uno sfondo di grande potenziale naturale. Lo scopo del nostro governo è di far emergere la bellezza delle nostre diversità. San Suu Kyi, ha concluso affermando che la ricerca della pace deve essere rafforzata dal raggiungimento di uno sviluppo sostenibile, in modo che il futuro delle prossime generazioni possa essere assicurato». Iinfine, ha detto in italiano: «Continuiamo a camminare insieme».

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