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Riforma pensioni oggi 14 agosto 2017: Ape, pensioni anticipate, età pensionabile, indicizzazione, rivalutazioni

Riforma delle pensioni: sabato la manifestazione della Cgil. Sabato 2 dicembre si terrà la manifestazione della Cgil sulla riforma delle pensioni. Aderirà alle iniziative territoriali anche la Flc Cgil che, accanto alla richiesta di un sistema pensionistico “più giusto e inclusivo”, chiede un contratto “innovativo che restituisca dignità al lavoro”. Il sindacato rivendica “risorse aggiuntive per scuola, università, ricerca e AFAM, risorse per la stabilizzazione del personale precario ed il ritorno alla contrattazione di tutte le materie che le leggi sbagliate di questi anni hanno scippato ai contratti (a partire dalle leggi 150/09 e 107/15)”.

Il segretario della Cgil di Roma e del Lazio, Michele Azzola, ha sottolineato che il Governo “si era impegnato, nell’accordo sottoscritto nel 2016, a realizzare la pensione di garanzia per i giovani, ma il combinato disposto della manovra sulle pensioni e della riforma del mercato del lavoro impedirà a questa fascia di persone di avere una pensione reale, dovendo accontentarsi di quella sociale. Ciò è sbagliato, e rischia di minare il sistema pubblico di previdenza”, ha sottolineato.

“I conti non tornano”, ha proseguito il dirigente sindacale, “perché si è deciso che alcuni lavori sono gravosi, escludendo altri che lo sono altrettanto. In tal modo, non si dà una risposta universale, ma si creano differenze fra lavoratori. Bisogna riconoscere a tutti coloro che svolgono lavori usuranti il diritto ad andare in pensione prima, perché è incivile immaginare di far lavorare la gente in un cantiere edile, una fonderia o un laboratorio di ceramica fino a 67 anni”.

Riforma delle pensioni: Cisl e Uil replicano a D’Alema.

“Basta ricevere lezioni da chi la Fornero l’ha votata. Non se ne può più”, ha affermato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, nel commentare le parole di Massimo D’Alema che ha dichiarato di condividere la manifestazione della Cgil, dispiacendosi che gli altri sindacati abbiano accettato un piatto di lenticchie. “Quanta tristezza quando si vede una persona che ha comunque rappresentato momenti importanti, non sempre condivisibili, della politica, arrivare così in basso. Forse per un po’ di rancorosità, forse per un po’ di speculazione”, ha aggiunto il leader della Cisl.

“Qual è il piatto di lenticchie? Come lo misuriamo?”, ha chiesto Furlan, osservando che “in questo Paese sta succedendo da tanto, troppo tempo che quando si valutano i risultati di un negoziato si chiede a tutti meno che agli interessati: se il piatto di lenticchie sono appetitose o meno. Bisogna chiederlo ai lavoratori dell’edilizia, agli infermieri che fanno anche la notte, agli operai delle fonderie. Se chiediamo a qualche ex politico che ha una bella pensione da ex parlamentare, magari dopo un periodo molto molto breve di contribuiti, probabilmente la sua valutazione non terrà abbastanza conto di chi vive realisticamente il lavoro”, ha concluso.

Anche Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil ha voluto replicare alle affermazioni di D’Alema. “Quando il 16 dicembre 2011 la Camera dei Deputati approvò la legge Fornero, il Presidente Massimo D’Alema fu tra i tantissimi onorevoli ad esprimere un voto favorevole. Oggi che siamo riusciti a far breccia in quella legge granitica, D’Alema ci accusa di esserci accontentati di un “piatto di lenticchie”, ha affermato il leader della Uil. “Sta di fatto che, grazie a noi, una pietanza commestibile adesso c’è; all’epoca, invece, ruppero persino i piatti”, ha aggiunto.

“La verità è che ci siamo stufati di dover prendere lezioni da chi i danni li ha causati e di essere additati mentre stiamo provando a ripararli. Certo, quello che abbiamo ottenuto ancora non basta, ma è un punto di inizio per far ripartire sin da subito la nostra iniziativa sulla previdenza, oltreché sul lavoro e sui contratti. Domani, la Uil, con i suoi 2.500 delegati riuniti al Palazzo dei Congressi darà il via a questa nuova fase”, ha dichiarato Barbagallo.

Pensioni anticipate: le ultime novità su Opzione donna.

Il Vice presidente della Commissione lavoro alla Camera, Walter Rizzetto, in un post ufficiale ha diffuso il contenuto di un Ordine del Giorno che verrà presentato oggi alla Camera in occasione del voto di fiducia al decreto legge fiscale n. 148/2017. Lo scopo dell’OdG è quello di chiedere l’impegno del Governo ad adottare le opportune iniziative per la proroga al 31 dicembre 2018 del regime sperimentale Opzione Donna.

“Opzione Donna, primo tentativo. Domani voteremo il Decreto Fiscale”, recita il post. “Nessuna possibilità di emendarlo ma continuo la mia battaglia sul tema in titolo con un ordine del giorno che prevede la proroga di questo intelligente e virtuoso protocollo. Vedremo domani che cosa pensano di votare, consapevoli del fatto che una votazione a favore aprirebbe un minimo di possibilità in legge di stabilità”, scrive Rizzetto.

Nell’Ordine del Giorno all’AC 4741 con primo firmatario l’On.Walter Rizzetto di FDI-AN, si evidenzia che, sebbene la pensione riconosciuta in base al regime di Opzione donna sia inferiore di circa il 27%, molte lavoratrici hanno fatto richiesta per accedervi. “Inoltre, sono state avanzate nel tempo copiose proposte, nonché una petizione, affinché sia ulteriormente prorogato”.

Si legge nel testo del documento:”Si ritiene vi siano le condizioni necessarie per procedere ad una proroga di Opzione donna, anche considerando che per tale manovra risulta sia stato impiegato un onere previdenziale inferiore a quello previsto. Al riguardo, la legge 28 dicembre 2015, n.2018, stabilisce espressamente che le risorse risparmiate posano essere utilizzate per finanziare la prosecuzione della medesima sperimentazione”.

Riforma delle pensioni: proroga di Opzione donna.

In tema di pensioni anticipate e Opzione donna, il gruppo nato in rete “Movimento Opzione Donna” sarà presente nelle piazze al fianco della Cgil per “sostenere questa battaglia di giustizia per la difesa del diritto delle donne ad un accesso più equo alla pensione”.

Lo annunciano Lucia Rispoli e Teresa Ginetta Caiazzo, amministratrici del Movimento Opzione Donna, le quali hanno aggiunto:”Susanna Camusso e Roberto Ghiselli assicuriamo che continueremo nelle piazze a chiedere a gran voce che migliaia di Donne possano ancora esercitare una libera scelta, accedendo all’unica misura pensionistica anticipata presente ancora nell’ordinamento come legge sperimentale, denominata “Opzione Donna” che consente alle donne di andare in pensione con 57-58 anni di età, con 35 anni di anzianità contributiva, optando per il calcolo dell’assegno pensionistico con il sistema contributivo con conseguente riduzione dell’assegno di pensione di circa il 20/30%”.

Per  Il Movimento Opzione Donna:”La decisione del Governo di non prorogare “Opzione Donna”, sebbene la stessa legge contempli la proroga della sperimentazione, costituisce un atto politico inaccettabile in quanto “Opzione Donna” è una misura “virtuosa” non solo perché, grazie all’uscita anticipata dal lavoro, permette di liberare posti di lavoro per i giovani, ma soprattutto perché è stato calcolato che la forte riduzione dell’assegno pensionistico erogato comporta cospicui risparmi per lo Stato e comporterebbe, con la sua proroga al 2018, un risparmio per lo Stato dell’ordine di 24 miliardi di euro in quindici anni”.

A proposito dell’OdG di Rizzetto, Lucia Rispoli ha precisato:”Controlleremo attentamente le votazioni dell’Odg in questione, confidando che questo ennesimo atto parlamentare contribuisca all’emanazione, nei tempi più brevi, di un provvedimento legislativo avente ad oggetto la proroga al 2018 di Opzione Donna”.

Riforma delle pensioni, minime. Brunetta (FI): “Porteremo le pensioni a 1.000 euro”.

Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, ha toccato il tema della riforma delle pensioni ed, in particolare, dei trattamenti minimi.”Tra le categoria più deboli c’è quella dei pensionati poveri, una larga fetta di popolazione, sempre più in difficoltà e alla quale nessuno dà più risposte concrete”, ha affermato.

“Porteremo le pensioni a 1.000 euro, lo faremo perché nessuno resti indietro, perché non è accettabile un Paese che dimentica le persone anziane in difficoltà. Li aiuteremo, con un programma ad hoc, anche per i problemi relativi alla vita di tutti i giorni: alla casa, alla sanità, alle bollette, al cibo. Questo è il nostro dovere: le risorse ci sono, e le coperture sono serie e garantite”, ha aggiunto. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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