CONDIVIDI
Riforma pensioni: le ultime news di Orietta Armiliato del CODS e le precisazioni di Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, sulla Fase 3!

Pensioni donne: il CODS festeggia il suo primo anno di attività. Il 29 novembre 2016 nasceva un nuovo Comitato, il CODS, il Comitato Opzione Donna Social con l’obiettivo, tra gli altri, di implementare, migliorare e variare le misure, anche ex-novo, di pensionamento anticipato relativamente alla platea femminile, nell’ottica di un’auspicata ed equa flessibilità previdenziale, anche attraverso il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro di cura. Un anno importante per questo Comitato, che tante iniziative ha portato avanti grazie all’opera della sua fondatrice Orietta Armiliato, che in occasione di questo significativo traguardo ha pubblicato un post su Facebook, per tracciare un primo bilancio di questo anno appena trascorso. Un anno intenso, fatto di difficoltà ma anche di grande determinazione e di passi avanti verso la valorizzazione ed il riconoscimento del lavoro di cura, di nuove forme di pensionamento anticipato per le donne, ed il superamento delle cosiddette disparità di genere.

Il post di Orietta Armiliato per festeggiare il primo anno di attività del CODS.

Nel suo post racconta la Armiliato: «Carissime, un anno fa oggi, più o meno all’ora del tea, davo l’avvio a questo Comitato. Non è stato semplice decidere se continuare o meno a portare avanti una bandiera che ho cominciato a sventolare e a far sventolare con il ComitatoOpzioneDonna affinché fosse ripristinato un diritto che, ancora una volta, ci veniva ingiustamente sottratto andando contro il dettato della legge stessa che lo sanciva, quella stessa bandiera che sventola ancora oggi prepotentemente, enunciando al mondo intero che #ledonnesonoincredito. Dopo un’attenta analisi di quello che poteva essere l’obiettivo da perseguire per migliorare la condizione lavorativa e conseguentemente previdenziale delle donne, ma le doveva questa volta coinvolgere TUTTE, quelle di oggi e quelle di domani, ho capito che la meta poteva essere una sola e che doveva passare obbligatoriamente per la via del “riconoscimento e della valorizzazione del lavoro di cura” per poter superare le disparità di genere che penalizzano nel nostro Paese, da sempre, la condizione delle donne.

Non è stato e non è semplice il ruolo di portabandiera di questa fattispecie di bandiera: le donne stesse, abituate da sempre a subire con naturalezza a causa di un sistema culturalmente consolidato che le vede impegnate in più ruoli senza riconoscimenti siano essi di natura immateriale o peggio ancora materiale, hanno loro stesse difficoltà a comprendere e, nella maggioranza dei casi, addebitano la definizione di lavoro di cura al mero accudimento delle persone bisognose a seguito di handicap…mentre in realtà non è quello, anzi, non è solo quello: la questione é più spessa e molto più ampia ed in questo anno tramite questo Comitato, l’abbiamo dibattuta, ed abbiamo preso atto dei contenuti reali mettendo a disposizione testi e studiando un disegno di legge appositamente creato dalla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati per volontà dell’On. MariaLuisa Gnecchi, indomita paladina della causa per l’affermazione del ruolo delle donne anche e soprattutto nell’ambito lavorativo.

Abbiamo mosso i primi passi in questo primo anno di vita del CODS, lavorando con determinazione ma dovendo contrastare e purtroppo schivare colpi inferti da altri gruppi che, ancora oggi, denigrano e dileggiano tramite la rete il nostro lavoro e che ci hanno costantemente offese e maltrattate ma noi, consce della bontà del nostro intendimento e della diffusa ignoranza intesa, ovviamente, come mancanza di conoscenza della problematica, siamo andate avanti senza cedere ad invidie, cattiverie e calunnie ed abbiamo raggiunto, quanto meno, un discreto livello di sensibilizzazione ed abbiamo dato una buona visibilità alla tematica, anche grazie all’attenzione prestataci dai molti mezzi di informazione online, siti, blog e web-magazine oramai di conclamata ed ampissima diffusione».

Tante battaglie ancora per il CODS sul fronte della previdenza femminile.

La Armiliato sottolinea che il bilancio di questo primo periodo di attività è assolutamente positivo, anche se la strada da fare è ancora tanta sul fronte della previdenza femminile, e che il CODS sarà sempre in prima linea a percorrerla:”Certo, i risultati non sono stati né raggiunti né eclatanti ma che così sarebbe andata, ci è stato chiaro fin da subito anche se, oggettivamente, mai come in questi mesi si è parlato di questo tema che, a dimostrazione del reale interesse che ha acquisito era ed è tutt’ora incluso in uno specifico capitolo del verbale siglato fra Governo e Sindacati che avrebbe dovuto portare ad un risultato tangibile con la Legge di Bilancio attualmente in lavorazione ma che, invece, a causa di situazioni di carattere economico contingenti e conosciute, ha lasciato l’argomento insieme a molti altri non meno importanti, al palo … al palo sì ma non in archivio.

L’uscio, in ogni caso, si è dischiuso e la rotta, sebbene impegnativa ed impervia in qualche modo è stata tracciata e qualcosina la nuova legge di bilancio parrebbe aver recepito e da lì con determinazione correttezza e coerenza, si può solo andare avanti. Grazie a chi ha compreso e capito l’importanza di questo tema e si è iscritto al Comitato Opzione Donna Social per essere parte attiva di questo importante processo e ne sviluppa, diffonde e sostiene il quotidiano lavoro. È giunto dunque il momento del brindisi e Tutte insieme alziamo i calici unite in un unico augurio:#ledonnesonoincredito. Buon Compleanno CODS!», conclude la Armiliato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Segui ContattoNews.it su Facebook