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Riforma pensioni, oggi 2 dicembre 2017. La mobilitazione della Cgil

Riforma delle pensioni: oggi la manifestazione della Cgil. “Per cambiare il sistema previdenziale, per sostenere sviluppo e occupazione, per garantire futuro ai giovani”. Sono questi i motivi alla base della mobilitazione nazionale della Cgil oggi  2 dicembre, proclamata dopo l’esito del confronto con il Governo sul tema della previdenza, considerato “insufficiente”.

La confederazione ha organizzato cinque manifestazioni, a Roma, Torino, Bari, Palemo e Cagliari,    idealmente riunite dallo slogan:“Pensioni, i conti non tornano!”. A concludere tutte le iniziative sarà il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, che alle ore 12.30 prenderà la parola dal palco della Capitale, in collegamento video con le altre città. La Cgil vuole  “bloccare l’innalzamento illimitato dei requisiti per andare in pensione, garantire un lavoro dignitoso e un futuro previdenziale ai giovani, superare la disparità di genere e riconoscere il lavoro di cura, garantire una maggiore libertà di scelta ai lavoratori su quando andare in pensione”. E ancora, “favorire l’accesso alla previdenza integrativa” e “garantire un’effettiva rivalutazione delle pensioni”.

Riforma delle pensioni: le rivendicazioni del sindacato.

“Essere in piazza sabato 2 dicembre vuol dire riprendere la discussione sul sistema pensionistico, che s’incrocia con il tema del lavoro, dando risposte alle figure più deboli, come le donne e i giovani, che rischiano di essere espulse dal sistema produttivo senza tutele e senza pensione”. ha affermato Vincenzo Colla, segretario confederale Cgil, ai microfoni di Italia parla, su RadioArticolo1. “La nostra mobilitazione si è resa inevitabile, dal momento che il governo ha disatteso gli accordi raggiunti con noi, assieme a Cisl e Uil, nel settembre 2016 al tavolo negoziale, quando si era avviato un confronto sulle pensioni. Si è discusso per mesi, ma al momento di trasformare le parole in numeri e risorse, l’impegno dell’esecutivo è venuto meno e la soluzione trovata sull’età pensionabile lascia davvero l’amaro in bocca”, ha spiegato Colla. Mentre nel mercato del lavoro si ha una crescita “esponenziale  di lavoratori dai 50 ai 65 anni che non reggono più, né fisicamente né psicologicamente”,  sottolinea il leader sindacale, “vi è un travaso in negativo di giovani dai 25 ai 35 anni, che lavorano in modo sempre più precario e discontinuo, e in tanti preferiscono andarsene all’estero”. “Ma come si può pensare che il sistema regga, se le due ruote, quella pensionistica e quella lavorativa, non girano più?”, chiede il sindacalista.

“Iniziamo una stagione di mobilitazione nei confronti del Governo che aveva preso degli impegni l’anno scorso, in quella che era la cosiddetta fase due del sistema previdenziale”, ha affermato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a margine dell’assemblea Fp Cgil medici e dirigenti Ssn. “Ovviamente un sindacato reagisce davanti a chi non rispetta gli impegni” e davanti a chi “perpetra un sistema previdenziale che non guarda ai giovani, alle donne e non dà risposte”. “Noi ricominciamo una mobilitazione perché deve essere chiaro che non va in pausa la vertenza del sistema previdenziale; è una mobilitazione che serve per discutere con il Parlamento nella stagione di definizione della legge di bilancio”, ha concluso il leader sindacale. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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