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Riforma pensioni, oggi 3 dicembre 2017. Le novità su Ape, precoci, pensioni anticipate, mobilitazione Cgil!

Riforma delle pensioni, le ultime novità. Migliaia di persone mobilitate per i cinque cortei di Roma, Torino, Bari, Palermo e Cagliari per la mobilitazione generale organizzata ieri dalla Cgil. La Camusso ha chiarito il senso della mobilitazione: Siamo in piazza perché non c’è l’attenzione che deve essere data al lavoro – ha detto Camusso durante il corteo – perché il governo ha disatteso gli impegni che aveva preso con noi un anno fa sulla previdenza, perché bisogna dare una svolta anche sulla qualità del lavoro, perché bisogna pensare al futuro di questo Paese, in particolare ai giovani e alle donne, a cui continuano a non venir date risposte». La segretaria Cgil ha rimarcato la necessità di intervenire sul meccanismo automatico di innalzamento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita, che «è un inseguimento continuo», e la necessità, quindi, di «rivedere una legge profondamente ingiusta».

Mobilitazione Cgil sulle pensioni e lavoro, le dichiarazioni e commenti dalle varie piazze!

Sono state cinque le manifestazioni organizzate dalla Confederazione con lo slogan “Pensioni, i conti non tornano!”. A Roma a partire dalle 9.00 il concentramento ha incominciato ad affollarsi in piazza della Repubblica, da dove alle 10 parte il corteo fino a piazza del Popolo. A Torino il concentramento è alle ore 9.30 a Porta Susa e si arriva in piazza San Carlo. A Bari si sfila da piazza Massari, ore 9.30, a piazza Prefettura. A Palermo da piazza Croci a piazza G. Verdi alle 8.30 e a Cagliari da viale Regina Elena a piazza Garibaldi, a partire dalle 9.30.

“Bellissime manifestazioni, cortei partecipati – ha detto il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli dalla piazza di Bari -. Ci sono tanti giovani. E questo ci dà la carica e la voglia di continuare questa battaglia, fino al raggiungimento di impegni concreti da parte del governo“. “Per il mezzogiorno questa mobilitazione ha un significato particolare e maggiore – ha invece affermato Walter Schiavella, segretario della Camera del lavoro di Napoli – Perché nella legge finanziaria non s’inverte affatto la rotta. Se gli interventi sulle pensioni non rispondono alle domande di giovani e donne, questo nel sud è ancora più vero. Abbiano bisogno di risposte nette e forti“.

Michele Azzola, segretario generale della Cgil Roma e Lazio, dal palco di Piazza del Popolo ha poi detto: “È una manifestazione per i giovani, perché i giovani una pensione non l’avranno mai. Al governo diciamo: smettetela di occuparvi di giovani, perché i giovani hanno deciso di difendere la loro dignità con noi in un paese sempre più povero. Questa è l’Italia vera, quella rappresentata in queste bellissime piazze”. A Palermo il corteo si è mosso da piazza Croci per raggiungere piazza Verdi dove è allestito il palco dei comizi, ed ha visto l’intervento del segretario confederale nazionale, Maurizio Landini. “Visto che la Camera nelle prossime settimane si appresterà a discutere e a votare chiediamo di produrre dei cambiamenti e dei miglioramenti sulla pensione e su altri temi. Perché il nostro giudizio non è negativo solo sulle pensioni”. Lo ha detto all’Adnkronos Maurizio Landini. “Da qui lanciamo un messaggio a tutte le forze politiche. Siccome tra qualche mese saremo in campagna elettorale, diciamo con chiarezza che per noi qualsiasi governo ci sarà deve sapere che la questione delle pensioni e della modifica della Legge Fornero è un punto centrale, su cui il sindacato e i lavoratori non hanno alcuna intenzione di rinunciare”.

“Siamo un sindacato e scendiamo in piazza perché c’è una differenza tra le cose promesse, le cose concesse e le cose che ci lasciano fare”, dice Massimo Pozzi, segretario Cgil Piemonte. A Bari ci sono lavoratori, studenti e pensionati. “Parte da Bari – ha detto il segretario della Cgil Puglia, Pino Gesmundo – la riposta del Mezzogiorno rispetto alle politiche economiche sbagliate del governo”. “Non si risolvono i problemi del Mezzogiorno solo con la decontribuzione e qualche sussidio. Abbiamo bisogno di un progetto vero di sviluppo. Le famiglie continuano a impoverirsi. La manifestazione di oggi parla anche ai giovani, e della necessita’ di costruire una prospettiva previdenziale che riconosca la loro particolare condizione di lavoro”. “Cosi’ come – ha concluso Gesmundo – penso che il governo debba riconoscere il lavoro di cura delle donne che, con il loro lavoro sociale, riempiono i vuoti di welfare dello Stato”.

Pensioni anticipate e Ape social, le dichiarazioni della Uil dopo la diffusione dei dati Inps sull’Ape Social.

Intanto, dopo la diffusione dei dati Inps circa la percentuale delle domande di pensionamento anticipato accolte dall’Istituto previdenziale, il 39% per l’Ape e 34% per i precoci, arriva la denuncia della Uil:”I dati resi noti dall’Inps rispetto all’accoglimento delle domande per l’accesso all’Ape sociale e al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci sono incredibili. Ci appare del tutto inverosimile che per un istituto al quale si può accedere sulla base di alcuni requisiti ben definiti ci possa essere una percentuale così preponderante di domande respinte. Non vorremmo che le ripetute dichiarazioni di contrarietà a questo strumento dell’attuale Presidente dell’Inps abbiano influito. Sulla base di quali logiche ha operato l’Inps? Ci aspettiamo che l’Istituto di previdenza fornisca agli interessati, in modo circostanziato, le motivazioni che hanno condotto a una così drastica riduzione degli accoglimenti. Riteniamo che l’ape sociale e il pensionamento anticipato per i lavoratori precoci rappresentino degli strumenti fondamentali per costruire un sistema previdenziale fondato sulla flessibilità. È necessario, quindi, creare le condizioni per un suo effettivo ed efficace funzionamento.
La Uil chiede al Governo di intervenire urgentemente per rendere esigibile un diritto sancito dalla Legge. La Uil si batterà al fianco dei lavoratori in tutte le sedi per conseguire questo obiettivo.

Pensioni anticipate, Ape social, i dati Inps nel commento di Roberto Ghiselli (CGil).

“I dati Inps confermano le nostre previsioni e dimostrano che i rilievi critici da noi avanzati erano fondati. Si intervenga con urgenza in legge di bilancio per modificare le procedure e i vincoli per accedere all’Ape sociale e alle prestazioni per i precoci”. Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli in seguito alla diffusione da parte dell’Istituto nazionale di previdenza sociale dei dati del primo monitoraggio sull’accoglimento delle domande per l’accesso all’Ape sociale e al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci.

Le percentuali di domande accolte, 39% per l’Ape e 34% per i precoci, impongono un intervento”, prosegue Ghiselli, “a meno che non si voglia scientemente impedire la reale fruizione di questi strumenti per poter dire di aver prorogato, con le stesse risorse, gli interventi anche per il 2019. In effetti questo scenario è quello che si può evincere dalla proposta presentata dal Governo al sindacato, ma sarebbe un vero imbroglio”. Per Ghiselli inoltre “è facile prevedere che gli stessi problemi si presenterebbero anche per l’ammissione al blocco dell’innalzamento dei requisiti per la pensione previsto per i lavori gravosi”, in quanto “quei criteri e quei vincoli escluderanno una parte significativa della platea”. “Anche su questo quindi – aggiunge in conclusione Ghiselli – sarebbe consigliabile intervenire urgentemente, perché le incongruenze sono evidentissime. E a noi non piace dire, a danni fatti, che avevamo ragione. Anche per questo domani saremo in piazza”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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