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Riforma pensioni, oggi 11 gennaio 2018: Ape, pensioni anticipate, opzione donna, flessibilità e Legge Fornero!

Riforma delle pensioni, gli emendamenti presentati da Walter Rizzetto. Le news sul fronte pensioni ci arrivano da Walter Rizzetto, vicepresidente della commissione Lavoro alla Camera, che in un post su Facebook ha annunciato alcuni emendamenti alla legge di Bilancio in discussione la prossima settimana:”Legge di Stabilità 2018, ultima occasione per salvaguardare alcune categorie e lanciare nuove proposte. Ci siamo, è l’ultima Legge di Stabilità di questa Legislatura ed al solito ho rivolto la mia attenzione ad aspetti che in questi anni ho curato e seguito. Ci sarà una belle battaglia parlamentare la prossima settimana, di giorno e di notte ed in Commissione, sulle proposte emendative presentate, poiché non lasceremo nulla al caso e staremo attenti ad ogni particolare. Ecco alcune tra le mie proposte, appena depositate:

Proroga protocollo #opzionedonna; abrogazione legge #Mosca (ci riprovo); ultima e definitiva Salvaguardia #esodati; deducibilità contributi versati dai #professionisti ed autonomi per assistenza sanitaria integrativa; detrazione fiscale per sistemi di recupero acque piovane ad uso civile; proroga #graduatorie di concorso e bonifica di alcuni errori di interpretazione; ispettori del lavoro: più fondi e strumenti, meno tagli; istituzione di una commissione che entro sei mesi componga la proposta del “salario minimo garantito” (dopo la mia risoluzione in Commissione Lavoro); #NASpI stagionali: aumentare e garantire la sussistenza; norma #antidelocalizzazioni: se hai preso soldi pubblici per far restare il tuo lavoro in Italia e vuoi delocalizzare, allora, rendi euro su euro di soldi pubblici che ti sono stati dati; abrogazione parametro “aspettativa di vita” #adv; modifica parametro “aspettativa di vita” #adv; rivalutazione quiescenza per ex lavoratori #postali e salvaguardia per le ormai poche ex lavoratrici postali; norme a favore dei #risparmiatori ed azionisti Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza; scorrimento graduatorie per Carabinieri idonei di concorso; istituzione di zone franco urbane in Friuli Venezia Giulia #FVG; istituzione della zona “porto franco” per il rilancio della città di #Livorno; emendamenti a favore della stabilizzazione dei Vigili del Fuoco precari e discontinui (firmati anche da una collega del gruppo Misto) #vvff; norma anti direttiva #Bolkestein per garantire un lavoro ed un futuro a migliaia di operatori ed aziende che hanno investito.

Grazie a tutti voi per le continue sollecitazioni e condivisioni di questi anni: sono arrivato al termine di questa Legislatura stremato ma contento, felice di aver conosciuto persone incredibilmente belle e che mi hanno insegnato cose che resteranno nel “pozzo profondo” del mio cuore per tutta la vita. Questa è la nostra ultima possibilità, poi ci concentreremo sulle elezioni Politiche del prossimo anno ed in queste ore pubblicherò su queste pagine la mozione congressuale con le linee programmatiche di #terranostra che ho presentato a Trieste, in seno al nostro Congresso Fratelli d’Italia e per cui attenderò i vostri commenti», conclude Rizzetto.

Conapo, la protesta per per retribuzioni, pensioni e assunzioni.

A proposito di Vigili del Fuoco, ieri ha avuto luogo la protesta dei Vigili del Fuoco, con quattro ore di sciopero nazionale, dalle 9 alle 13, in tutta Italia. L’iniziativa è del Conapo, il sindacato autonomo che da tempo ha sollevato il caso delle retribuzioni e delle pensioni dei Vigili del Fuoco, comparandole con gli appartenenti alle Forze di Polizia, rispetto ai quali “percepiscono 300 euro in meno ogni mese e sono penalizzati anche dal punto di vista previdenziale”. I Vigili del Fuoco invieranno al governo il forte segnale del loro malessere: chiedono attenzione politica immediata nella legge di bilancio in discussione in questi giorni in parlamento con stanziamenti di risorse finanziarie specificatamente dedicate ai Vigili del Fuoco per equiparare il loro trattamento retributivo e pensionistico con quello degli altri Corpi dello Stato, ma anche più attenzione al personale in divisa per quanto riguarda il contratto di lavoro e il riordino delle carriere perché per il Conapo “bisogna differenziare chi indossa una divisa e chi fa l’impiegato pubblico”.

“Rischiamo la vita come e più degli appartenenti agli altri Corpi dello Stato ‐ sottolineano i rappresentanti del principale sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco ‐ e siamo impiegati nei servizi di pronto intervento dal giorno dell’ assunzione sino al giorno della pensione, un servizio operativo che non ha eguali nello Stato, eppure ‐ spiega Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo ‐ siamo il Corpo più bistrattato dallo Stato, nonostante mettiamo costantemente a disposizione, come e più degli altri corpi, la nostra vita per la sicurezza dei cittadini”.

Alla base della protesta anche la cronica carenza di pompieri determinata dai tagli alle assunzioni. Per il Conapo: “mancano in Italia circa 3 mila vigili del fuoco dai 32 mila previsti. Il piano di assunzioni straordinarie inserito dal governo nella legge di bilancio ne recupera 1300 nei prossimi 5 anni, è una bella inversione di tendenza rispetto ai tagli del passato, ma ha la grave criticità di rimandare il grosso delle assunzioni troppo al futuro, infatti prevede solo 50 assunzioni aggiuntive al turnover per il 2018 in tutta Italia, troppo poche per pensare di far fronte adeguatamente alle nuove emergenze dovute ai cambiamenti climatici, ai ripetuti terremoti, alle alluvioni, ma anche agli incendi, specie dopo la soppressione del Corpo Forestale dello Stato”.

“I politici – aggiunge il segretario generale Conapo Antonio Brizzisi ricordano di noi solo durante le emergenze per sfruttare la nostra popolarità ma ci dimenticano sistematicamente quando chiediamo di darci la stessa dignità retributiva e pensionistica degli altri corpi, siamo a fine legislatura, qualche piccola attenzione c’è stata, ma continuiamo ad essere trattati come un corpo di serie B e nella legge di bilancio non ci sono misure adeguate a risolvere questa situazione. Con lo sciopero nazionale i pompieri del Conapo chiamano in causa direttamente il premier Gentiloni e i ministri Padoan, Minniti e Madia, ma anche a tutti i politici di maggioranza e opposizione perché i vigili del fuoco e la sicurezza sono di tutti e necessitano di impegno bipartisan”.

Pensioni, le news ed il bilancio dell’onorevole Anna Giacobbe.

Sul fronte pensioni, un bilancio viene stilato anche dall’onorevole Anna Giacobbe, membro della commissione lavoro alla Camera, che in un post pubblicato su Facebook ci spiega come sia un pò un paradosso condiserare con un successo il riconoscimento di cose naturalmente giuste, situazioni che dovrebbero rientrare già a pieno titolo nel novero dei diritti: «Possiamo considerare un successo il normale riconoscimento di cose naturalmente giuste? Di questi tempi pare di sì. Ve ne racconto uno. Già la “legge Fornero” prevedeva, in via eccezionale, che i e le dipendenti del settore privato, al compimento dei 64 anni, potessero andare in pensione; se al 31 dicembre 2012 avevano almeno 35 anni di contributi e 61 anni di età, o 36 anni di contributi e 60 anni di età; se lavoratrici che al 31 dicembre 2012 avevano 20 anni di anzianità contributiva e 60 anni di età. Ci sono volute un certo numero di circolari e di interpretazioni dell’INPS per applicare questa norma. Oggi, proprio oggi, finalmente è stato chiarito pure che per maturare quel diritto sono utili anche “i periodi di contribuzione volontaria, di contribuzione figurativa per eventi fuori dal rapporto di lavoro dipendente del settore privato e di riscatto non correlato ad attività lavorativa”, insomma, per capirci, la maternità al di fuori del rapporto di lavoro e il riscatto dei periodi di servizio militare. Persino nella “legge Fornero” erano previste “uscite di sicurezza” per chi era maggiormente penalizzato da quelle norme, soprattuto le donne che prima potevano andare in pensione di vecchiaia con 60 anni di età (andavano spesso con quella perché i 35 o 36 o 40 anni di contributi se li sognavano).

Ma la perfidia della burocrazia ci aveva “messo la coda”, come il diavolo: e allora, ad esempio, i periodi di maternità fuori dal rapporto di lavoro non erano considerati buoni per poter utilizzare questa “uscita di sicurezza”, e neppure il servizio militare per gli uomini. Mi direte: troppo complicato, norme, normette, cavilli, poco comprensibili.“Ditelo a quelli” (“chiederlo ai… tanti” e tante) che a questo punto potranno finalmente andare in pensione. Esercitando un diritto che avevano da tempo, ma che la chiusura dell’Istituto di previdenza aveva loro negato.In questi anni, il lavoro in Parlamento di alcuni di noi (alcune, una si chiama Luisa) è stato anche questo .E siccome Luisa non usa né Facebook, né Twitter, ve lo faccio sapere io”, conclude la Giacobbe. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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