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Esame di Avvocato 2017, ultime news: date prove scritte, sentenze utili e criteri di svolgimento del parere

Esame di avvocato 2017 le ultime news, le date delle prove scritte, novità e criteri di svolgimento del parere. Domani al via per tanti aspiranti avvocati l’esame di avvocato per l’anno 2017, che si svolgerà il 12, 13 e 14 dicembre 2017. Il primo giorno ci sarà la redazione del parere in materia di diritto civile, il secondo con il parere di diritto penale ed il terzo come di consueto con la redazione dell’atto giudiziario. I candidati avranno a disposizione sette ore dalla dettatura delle tracce. Entro sei mesi dallo svolgimento delle prove scritte avverranno le correzioni dei compiti dell’esame avvocato. La prova orale avverrà a seguito della pubblicazione dei risultati delle prove scritte.  e consiste, invece, nella discussione su questioni afferenti a cinque materie a scelta del candidato, di cui una almeno di diritto processuale, e deontologia forense.

Esame di avvocato 2017, i criteri di elaborazione dettati dalle commissioni.

I criteri di valutazione che la legge impone alle Commissioni che correggono gli elaborati dell’esame di avvocato, sono in primo luogo la chiarezza, logicità e rigore metodologico nell’esposizione; in secondo luogo la dimostrazione della concreta capacità di risolvere specifici problemi giuridici; la dimostrazione della conoscenza dei fondamenti teorici degli istituti trattati, nonchè la capacità di cogliere eventuali profili di interdisciplinarità. Per quel che attiene all’atto giudiziario si richiede in particolare la padronanza delle tecniche di persuasione.

Esame di avvocato 2017, consigli pratici per la redazione del parere.

Nella stesura dell’elaborato partire da una premessa relativa all’analisi degli istituti rilevanti, seguita da quella del caso con concreto, con riferimento alle sentenze rilevanti sul punto, con l’ausilio dei codici commentati, che per quest’anno sarà ancora possibile utilizzare, mentre con la riforma del nuovo anno non potranno più essere consultati. In chiusura la soluzione del caso in oggetto. In sintesi, il parere dovrà avere un’introduzione, una parte dedicata alla risoluzione del quesito, ed una conclusione coerente. Per quanto riguarda il numero di sentenze da citare, questo varia a seconda della produzione giurisprudenziale sull’argomento. Se ci sono molte sentenze concordanti sul tema sarà opportuno citarne solo alcune, mentre se è scarsa la produzione giurisprudenziale, risulterà utile commentare anche altre massime, relative a pertinenti principi generali. Importante il linguaggio da usare nella redazione del parere. Sarà opportuna la scelta di linguaggio tecnico ma semplice. Essenziale sarà evitare errori di ortografia, usare un grafia comprensibile, e riservarsi un paio d’ore per la copia in bella e rilettura.

Alcune Sentenze della Cassazione rilevanti del 2017 in ambito penale.

Integra la fattispecie criminosa aggravata di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico protetto, prevista dall’articolo 615-ter, comma 2, numero 1, del Cp, la condotta del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio che, pur essendo abilitato e pur non violando le prescrizioni formali impartite dal titolare di un sistema informatico o telematico protetto per delimitarne l’accesso (nella specie, Registro delle notizie di reato: Re.ge), acceda o si mantenga nel sistema per ragioni “ontologicamente” estranee o diverse rispetto a quelle per le quali, soltanto, la facoltà di accesso gli è attribuita (Cassazione penale, SS.UU., sentenza 08/09/2017 n° 41210).

Il reato di maltrattamenti (art. 572 c.p.) integra una ipotesi di reato necessariamente abituale che si caratterizza per la sussistenza di una serie di fatti, per lo più commissivi, ma anche omissivi, i quali isolatamente considerati potrebbero anche essere non punibili ovvero non perseguibili, idonei a cagionare nella vittima durevoli sofferenze fisiche e morali (nella specie, l’imputato aveva intrattenuto rapporti sessuali con l’amante all’interno della casa coniugale imponendo alla moglie l’accettazione di tale stato di fatto con gravi minacce) (Cassazione penale, sez. III, sentenza 03/04/2017 n° 16543).

In tema di responsabilità professionale del medico, in relazione al nesso causale tra la condotta colposa del medico e l’evento lesivo è da escludere che possano avere una efficacia interruttiva le infezioni sopraggiunte durante il ricovero ospedaliero. Non è infatti configurabile il sopravvenire di un rischio nuovo e incommensurabile, del tutto incongruo rispetto alla condotta originaria, cui possa annettersi valore interruttivo del rapporto di causalità: ciò perché l’”infezione nosocomiale” è uno dei rischi tipici e prevedibili da tener in conto nei casi di non breve permanenza nei raparti di terapia intensiva, ove lo sviluppo dei processi infettivi è tutt’altro che infrequente in ragione delle condizioni di grave defedazione fisica dei pazienti (Cassazione penale, sez. IV, sentenza 11/07/2017 n° 33770).

Alcune Sentenze della Cassazione rilevanti del 2017 in ambito civile.

Allorché il tasso d’interesse concordato fra mutuante a mutuatario superi, nel corso dello svolgimento del rapporto, la soglia dell’usura come determinata in base alle disposizioni della legge 108 del 1996 (c.d. usura sopravvenuta), non si verifica la nullità o l’inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all’entrata in vigore della predetta legge o della clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula; né la pretesa del mutuante di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato può essere qualificata, per il solo fatto del superamento di tale soglia, contraria al dovere di buona fede nell’esecuzione del contratto (Cassazione Civile, SS.UU., sentenza 19/10/2017 n° 24675).

In tema di danni subiti dall’alunno, la natura contrattuale della responsabilità ascrivibile all’istituto scolastico ed al singolo insegnante, che deriva, rispettivamente, dall’iscrizione scolastica e dal contatto sociale qualificato, implica l’assunzione dei cd. doveri di protezione, enucleati dagli artt. 1175 e 1375 c.c., i quali devono essere individuati e commisurati all’interesse del creditore del rapporto obbligatorio, sicchè, nel caso di minore affidato dalla famiglia per la formazione scolastica, essi impongono il controllo e la vigilanza del detto minore fino a quando non intervenga un altro soggetto responsabile, chiamato a succedere nell’assunzione dei doveri connessi alla relativa posizione di garanzia (Cassazione Civile, sez. III, sentenza 28/04/2017 n° 10516).

Al momento del decesso del proprietario dell’immobile, il convivente more uxorio di quest’ultimo non può restare a oltranza nell’appartamento in cui ha vissuto con il suo compagno. Il convivente more uxorio è qualificabile, a ogni modo, come detentore qualificato dell’immobile nel quale si è instaurata la coabitazione e non può essere estromesso con un’azione violenta e clandestina, essendo in tal caso legittimato all’azione di spoglio. Ma il diritto a restare nella casa non può andare oltre il tempo ragionevole per cercare una nuova sistemazione (Cassazione Civile, sez. III, sentenza 27/04/2017 n° 10377).

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