CONDIVIDI
Riforma pensioni oggi 14 agosto 2017: Ape, pensioni anticipate, età pensionabile, indicizzazione, rivalutazioni

Riforma delle pensioni e Legge di Bilancio 2018. Il Presidente della Commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano, è tornato a parlare di riforma delle pensioni e di legge di Bilancio 2018 in un post ufficiale. Per Damiano l’Ape sociale è una delle priorità della Legge di Bilancio 2018. “Quest’anno, grazie ai ritardi, alle interpretazioni restrittive date dall’Inps e alle regole troppo stringenti volute, come al solito, dalla Ragioneria, forse non verrà pagato un solo assegno”, ha affermato. “C’è il rischio che una misura positiva venga vissuta come un un flop, anche se Boeri ci ha promesso un primo lotto di pensioni come regalo di Natale”, ha aggiunto.

“Il nostro emendamento”, ha chiarito Damiano, “si propone di allargare l’accesso a questa misura, attesa da molti italiani a rischio povertà, e di mandare in pensione anticipata i 60.000 lavoratori previsti, non la metà, a essere generosi. Il secondo argomento è l’aumento delle indennità di licenziamento da 4 a 8 mensilità”. “Il Governo si è detto contrario in Commissione Lavoro anche se, in Aula alla Camera, il suo rappresentante, quando si discusse dell’articolo 18, si dichiarò d’accordo circa l’incremento degli indennizzi per i lavoratori. Dov’è la coerenza? L’emendamento è stato approvato in Commissione Lavoro e segnalato per la discussione nella legge di Bilancio“, ha sottolineato l’esponente dem.

Pensioni ed età pensionabile: i dati dell’Ocse

Gli ultimi dati forniti dall’Ocse sull’età pensionabile degli italiani mostrano quanto sia necessaria una “contro” riforma delle pensioni, secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal. “L’età pensionabile degli italiani è diventata così alta da far perdere il sonno ai nostri lavoratori. Le medie dell’Ocse che indicano l’Italia ancora tra i Paesi più fortunati lasciano il tempo che trovano: purtroppo, quello che conta sono le riforme previdenziali approvate nell’ultimo periodo che hanno innalzato di dieci anni i requisiti e l’età di accesso. E a breve si salirà di un ulteriore quinquennio. La verità è che serve una contro-Fornero”, ha dichiarato.

“L’Ocse ha rilevato che oggi un giovane italiano, ammesso che trovi il lavoro a 20 anni, è destinato comunque ad andare in pensione a 71 anni; tuttavia l’età effettiva attuale di pensionamento rimane favorevole perché ancora a 62,1 anni per gli uomini e 61,3 per le donne, poiché esisterebbero “ulteriori canali che possono permettere di uscire anticipatamente”. Viene da chiedersi come si possa allargare a tutta la platea dei lavoratori una facoltà che il Governo ha dato, attraverso l’Ape Social, a sole 15 categorie occupazionali. Le stesse che beneficeranno della deroga di innalzamento dell’età pensionabile. È tutto dire che a beneficiarne sarebbero, se va bene, poche decine di migliaia di lavoratori, la maggiora parte dei quali appartenenti al settore privato poiché in stato di disoccupazione forzata a fine carriera”, ha osservato Pacifico.

Pensioni e dipendenti pubblici: l’analisi dell’Anief.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, nel commentare i dati  indicati nel rapporto annuale “Pensions at a glance” dell’Ocse, ha affermato: “Per i dipendenti pubblici la realtà è fatta di nuove regole che hanno prodotto soglie d’uscita sempre più alte: attualmente 66 anni e 7 mesi che tra un anno diventeranno 67 anni tondi e più avanti oltre i 71 anni. Chi vuole andarsene con la pensione di anzianità, invece, dovrà possedere quasi 44 anni di periodi contributivi. A breve, anche per le donne”. Per Pacifico:”Se proprio vogliamo parlare di medie, allora fermiamoci a quella che riguarda il 99 per cento dei lavoratori pubblici che già oggi vanno in pensione tre anni più tardi dei Paesi Ocse, dove si è attestati comunque attorno ai 63 anni e mezzo. I dati indicati nel rapporto annuale Pensions at a glance evidentemente si riferivano ad un campione di pensionati e non all’intera platea di lavoratori costretti a lasciare sempre più tardi”.

Riforma delle pensioni: continua lo sciopero della fame per la proroga di Opzione donna. 

In tema di pensioni anticipate, continua lo sciopero della fame per la proroga di Opzione donna al 2018. Dal 7 dicembre 2017 è iniziato uno sciopero della fame a sostegno della proroga di Opzione donna, promosso dal gruppo nato in rete “Movimento Opzione Donna“. “Nessun ascolto per la proroga di Opzione donna al 2018! Nonostante tutto sia a favore del varo di questo provvedimento, il Governo ci ha arrogantemente opposto solo in immotivato No! A nulla sono valse le innumerevoli ragioni della proroga e le nostre reiterate richieste!”, ha affermato Lucia Rispoli, amministratrice del gruppo, nell’annunciare l’iniziativa.

Oggi è, dunque, la quinta giornata di sciopero della fame per la proroga di Opzione donna al 2018. Sulla pagina Facebook del Movimento Opzione Donna vi sono i volti e le osservazioni di coloro che hanno deciso di aderire all’azione di protesta. “Il flop dell’Ape è all’attenzione delle maggiori testate giornalistiche. E mentre i salti nel buio e gli sprechi già annunciati si concretizzano, si continua pervicacemente a non voler rispondere al più evidente bisogno delle Donne: la proroga di Opzione donna al 2018”, ha affermato Teresa Ginetta Caiazzo, co-amministratrice del Movimento Opzione donna.

“Legge di bilancio 2018 : Capitolo Pensioni. La Commissione Lavoro della Camera, presieduta dall’On Damiano, approva alcuni emendamenti al ddl bilancio 2018 : tra questi il cumulo per il regime Opzione Donna. Il PD, partito di maggioranza, NON propone alcun emendamento per la proroga Opzione Donna al 2018.
Si attendono per il 12 dicembre gli emendamenti presentati dai gruppi parlamentari alla Commissione Bilancio, prima dell’inizio della discussione in aula prevista per il 13 dicembre”, ha segnalato oggi Lucia RispoliQui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Segui ContattoNews.it su Facebook